Da Milano a Friburgo e ritorno, Kaleidoskop ha raccontato uno scambio tra due istituzioni culturali costruendo, nello stesso tempo, un dispositivo curatoriale in movimento.
Un commento finale su Kaleidoskop, il progetto in tre atti di Casa Degli Artisti e Kulturwerk 66
Da Milano a Friburgo e ritorno, Kaleidoskop ha raccontato uno scambio tra due istituzioni culturali costruendo, nello stesso tempo, un dispositivo curatoriale in movimento.
Another Draw on the Wall: il disegno prende spazio
Leonardo disegnava per conoscere ciò che aveva davanti agli occhi; Michelangelo pensava pittura e scultura come figlie del disegno; Vasari, nel Cinquecento, lo avrebbe definito «padre delle tre arti nostre». Parole che raccontano un’epoca in cui il disegno era già molto più di un esercizio: era il luogo in cui l’arte prendeva forma nella mente e nella mano.
Non voltarti adesso
Lo spazio dell’ex Convento di San Francesco di Bagnacavallo, da tempo destinato alle esposizioni di arte contemporanea e collegato al Museo Civico delle Cappuccine, si apre tramite una scala monumentale su due lunghi corridoi dai quali si ha accesso a una serie di sale in cui rimangono presenti i segni della vita che ha attraversato l’edificio.
Marta Ravasi e la pittura epidermica
La personale Hei-ho di Marta Ravasi alla Galleria Acappella di Napoli, aperta fino al 9 novembre, ribalta il concetto di natura morta traslando la figurazione nell’astrazione volumetrica. Tra impasti a olio, spatolature e la calda luce partenopea, le forme sferiche si trasfigurano in un’orogenesi cromatica che celebra la pura sostanza epidermica della pittura.
Le forme del mutamento: navigare il tempo tra memoria e materia
Fondazione Brodbeck a Catania ospita dal 16 ottobre al 27 novembre 2026 “Abbandonarsi alle nuvole”, una riflessione corale a cura di Mario Bronzino e Barbara Cammarata che chiude il ciclo Coalizioni Isola. In mostra le ricerche di Alessandro Costanzo, Silvia Muscolino, Roberto Orlando e Margherita Pedrotta tra tempo, materia e metamorfosi.
L’uovo in padella e il ritorno dell’uguale
Andrea Guastella commenta l’ultima produzione dell’artista concettuale Salvatore Cammilleri, presentata quest’estate a Caltanissetta in occasione della rassegna Ignora(r)teci.
Quello che resta della scena
Dal 2022 al 2025 Renato Esposito segue la nascita di Pinocchio. Che cos’è una persona? di Davide Iodice. Il libro, pubblicato da Cue Press, raccoglie tre anni di fotografie tra laboratori, prove e messa in scena, con uno sguardo rivolto ai corpi e alle relazioni che animano il lavoro della Scuola Elementare del Teatro.
L’arte non è contemporanea: è il tempo a essere contemporaneo all’arte
Che cosa significa davvero definire un’opera d’arte “contemporanea”? È il tempo in cui nasce a determinarlo, oppure è l’opera stessa, con la sua capacità di anticipare il futuro e interrogare il presente, a renderla tale? Da questa domanda prende avvio una riflessione personale sul rapporto tra arte, memoria, esperienza e contemporaneità.
Pompei, la misura della distanza. La poetica dello sguardo di Antonello di Gennaro
Nell’ambito di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 l’Archivio di Stato di Matera ospita la mostra fotografica di Antonello Di Gennaro, Architetture dello sguardo, a cura di Fiorella R. Fiore.
La soglia del visibile
La soglia è una struttura prima di essere un limite materiale. Può assumere la forma di un bordo, una cavità, un taglio, una variazione luminosa. Organizza sempre un passaggio fra due spazi, stabilendo distinzioni senza recidere i rapporti fra ciò che divide.
Sergio Goglia e le sue «Human Faces»
La mostra «Human Faces – Art for life», ideata da Ludovico Lieto e curata da Valeria Viscione, presenta al Maschio Angioino di Napoli i ritratti di Sergio Goglia. Con la prefazione di Jacopo Veneziani, l’evento unisce arte, prevenzione oncologica e ricerca attraverso testimoni d’eccezione come Roberto Bolle e Carolyn Smith.
Crystal Pite alla Collezione Maramotti: l’alchimia dei corpi tra danza, scultura e illusione
La coreografa canadese Crystal Pite trasforma gli spazi della Collezione Maramotti in un laboratorio di metamorfosi, dove il confine tra realtà e finzione, materia e movimento, umano e artificiale viene continuamente messo in discussione.
