Segno Abruzzo e dintorni 2026

“Albino”

Luigi Antonio Manfreda, scrittore, filosofo e testimone sensibile del suo tempo, ha trasformato ogni finestra narrativa in una apertura sul mondo interiore. Le sue piccole narrazioni che costituiscono la cornice dei microeventi di Albino, tessono una «sequenza», dove l’intimo si fonde con l’universale. Nel suo lavoro, il visibile si scontra con l’invisibile e ogni ombra diventa un invito a riflettere sulla fragilità dell’esistenza e la scrittura discreta del racconto. Il plot costituisce un’introduzione alla forma in divenire: infatti, è la storia di un giovane medico che da York, la sua città di origine, si sposta in un paese di montagna, Hony-town, sperando in nuove possibilità per la sua vita e per il suo lavoro. In realtà, il personaggio ha una motivazione più profonda: ritrovare il padre di cui sa pochissimo e che da tanti anni ha abbandonato la famiglia.

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Provette di Antiedipo

L’operazione consiste nell’affermare “l’innocenza del divenire antiedipico”, il valore del caos stesso, senza bisogno di un aldilà. Innanzitutto, c’è chi vede l’uomo preso in un desiderio che mira alla rinuncia, al riconoscimento dell’Altro, un godimento destinato all’insoddisfazione e un’insoddisfazione destinata al mantenimento della dinamica liberale. Al contrario, l’antiedipo che sprofonda nel caos costruisce un edificio biopolitico, dove è contemplata la liberazione degli istinti, la rinuncia al riconoscimento in virtù di un atto sovrano. In maniera sottile, il professor Pitrozzi, con i suoi esperimenti in AI/LAB, prende di mira dialettica, psicoanalisi e figura del Padre. La partita vera e il punto d’inizio, insomma, si giocano – anche – sulla struttura biologica del futuro. Quel che ne va è ciò che saremo, a partire dal nostro corpo. L’Anti-Edipo ci spinge a mondarci da ogni fascismo: «essere Antiedipo è diventato uno stile di consumo desiderante, un modo di affrontare il caoticume senza soluzione …»

La matrice scissa: tra Edipo & Antiedipo (III Parte)

Lo scandalismo trasgressivo e nichilista fine a se stesso, quello degli epigonismi postmoderni disposti verso il puro gusto dell’ideologia del traditore o l’elogio del poverismo post-concettuale, andrebbero smascherati come una faziosità che supporta la crisi del capitalismo. L’apparentemente nuova cultura travestitica e trash è in realtà una manifestazione della “compressione spazio-temporale” e del passaggio a un nuovo modello capitalistico di “accumulazione flessibile infinito”. Secondo l’attuale risorsa nietzscheana, la sfumatura ideologica “postmoderna” serve a legittimare una nuova fase di capitalismo finanziario e neoliberale, oscurando le trasformazioni economiche e sociali profonde, come la precarizzazione del lavoro e l’accentuazione della disuguaglianza.

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La matrice scissa: tra Edipo & Antiedipo (II Parte)

Sulla diagnosi del travestitismo, sull’anamnesi dei perturbamenti e del disagio culturale che rappresenta, gli animi si accendono e si dividono. Crisi della ragione artistica, perdita del centro, transvalutazione o decadenza di tutti i valori. Da dove viene quest’ospite inquietante che accompagnava Pierre Molinier? Pierre Molinier, attraverso una simbolica scandalosa, risale alle radici del fenomeno di travestimento e decadenza e ne illustra il manifestarsi nell’immagine del ‘900! Una prima parte di questi appunti su Pierre Molinier era già apparsa col titolo “Il Facticius pressato del dildo”, in una rivista online denominata L’Age d’Or, il 4 settembre del 2020.

La matrice scissa: tra Edipo & Antiedipo

Mentre andavo scrivendo questi appunti su Pierre Molinier, mi era parso utile pubblicarne alcune parti su riviste specializzate. Adesso, con alcune modifiche, nonché con riferimenti aggiornati, pubblico nell’interezza, consapevole che nel dibattito odierno soltanto con un confronto con la crisi attuale delle arti e della politica possono incontrare l’interesse del lettore. Una prima parte di questi appunti su P.M. era già apparsa col titolo “Il Facticius pressato del dildo”, in una rivista online denominata L’Age d’Or, il 4 settembre del 2020. 

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Sonny: l’anti-edipo insolito (II parte)

Mauro Pagani, insieme alla sua esperienza storica di musicista e ricercatore, progetta ed elabora la costituzione di un romanzo di vita denominato: Foto di gruppo con chitarrista, pubblicato da Rizzoli nel 2009. Questo appare sempre più metafora delle concezioni artistiche dell’Anti- …, ovvero della sua aspirazione “desiderante” ad essere un musicista prog, in quanto è nel prog che si realizza il maggior grado di apertura “Anti-…”. Questo romanzo di M. P., da cui la seconda parte della mia recensione che qui riproponiamo: tocca le questioni più centrali e controverse della storia e del mondo degli anni Sessanta-Settanta-Ottanta, a partire dai problemi del 68 e del tecno-mediale (“Posted in Libri Segno.eu, on 13 Ottobre 2009: Mauro Pagani, Foto di gruppo con chitarrista, Rizzoli romanzo, aprile 2009).

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Sonny: l’anti-edipo insolito (I parte)

Esemplare è il “romanzo di una biografia” o una “biografia chitarristica (chitarrografica) di un romanzo” scritta da Mauro Pagani (o passata attraverso la scrittura di Pagani): Foto di gruppo con chitarrista, pubblicata da Rizzoli nel 2009. Questo romanzo di Pagani, da cui la mia recensione che qui riproponiamo, tocca le questioni più centrali e controverse della storia e del mondo degli anni Sessanta-Settanta-Ottanta, a partire dai problemi del ‘68 e del tecno-mediale (Posted in Libri rubrica di Segno.eu, 13 Ottobre 2009: Mauro Pagani, Foto di gruppo con chitarrista, Rizzoli romanzo, aprile 2009) .

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L’assassinio di Edipo (I parte)

Si è preso così coscienza che il “voler bene” e l’amore di Edipo non sono scelte di una volontà incondizionata, attuate in assoluta libertà, ma presuppongono una maturità psicoaffettiva, conseguenza di un affinamento delle potenzialità interiori, soprattutto di quelle pulsioni affettive che sono parte integrante della vita e che la ragione non può ignorare e tantomeno reprimere. Questa è solo la presentazione, come a teatro, un teatro della morte e del suicidio, quando vengono annunciati i personaggi e poi consumati. Con una sola differenza: anche qui c’è un soggetto, un soggetto che tutti quelli come Anti- … non possono vedere, ma “Egli” passa per la testa: anche qui ci sono i personaggi, ma li vedrete sfilare solo leggendo tutte le parti di questa articolata scrittura slanguage. 

È ancora tiempo (III parte)

Dobbiamo porci sfide difficili: scegliere obiettivi che siano ben oltre la nostra portata canora. Dobbiamo tentare di cantare la canzone più impossibile, coniugarla con lo slanguage più inverosimile. È una nota emozionante e stimolante: emozionante per chi ama le avventure, stimolante per chi è al passo con i tempi. Lascio ai lettori decidere se la coercizione a cercare un grido intonato nella forma attuata nella nostra società, renda stonato chi vi è costretto!

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“Napulitan”

È ancora tiempo (Avitabile feat P. Daniele) II parte. L’opera è un oggetto autonomo che appartiene alla strada, alle strade di Napoli, lo è in modo particolare per il neapolitan power. Le connessioni, tutte le connessioni, di qualsiasi natura esse siano, vanno correlate col gruppo sociale di cui fa parte l’autore e non con l’autore che in quanto unità arbitraria non può condizionare l’opera (che è un’unità concreta, ovvero “a voce de criature”) . In fondo l’autore (come ad esempio Liberato) è solo lo strumento (il polis medium) attraverso cui si manifesta il “melos plebeo”, o l’opera che nella sua compiutezza è come una costruzione architettonica.

È ancora tiempo. Avitabile feat Pino Daniele (I parte)

Pur illuminati da un grande fuoco, il buio e l’oscurità tardano ad andarsene, non se ne vanno che lentamente e controvoglia: il cantautore fonda da sempre la propria sicurezza su tali questioni e non solo sul concetto di bene e di male. Non solo il giorno è sempre pronto a sorgere e non aspetta altro che passi la notte, ma la vita stessa non ha altra forma che quella del letto di stelle da cui ci si alza e della tovaglia imbandita del giorno che ci riporta poi allo stesso meraviglioso territorio. Il resto sono solo scalfiture del tempo. Il tempo del menestrello: dal giorno in cui ha iniziato a vivere coscientemente è accompagnato dall’”imminente maturità del tempo”, questo slangage lo ha accompagnato come un refrain. 

Eulogy (Black Mirror 7)

Questo saggio parla di cinema, di guerra e d’amore, di tempo, di letteratura e di no-film per la televisione: il piccolo schermo in mediamorfosi. Esso discute anche di semiotica dello sguardo, di immaginario e di cultura di massa, di Black Mirror e – perché no? – di politica massmediologica, quella che riguarda, attraverso un episodio come Eulogy, i nodi fra la nostra vita e l’ambiente dei segni, in particolare quelli audiovisivi del video-digitale, che sembrano dare respiro e senso al nostro tempo di catastrofe globale.

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