Louise Bourgeois
Louise Bourgeois Untitled, 2003. Watercolor on paper 20.3 x 24.1 cm. Photo: Jon Etter, © The Easton Foundation/Licensed by SIAE and VAGA at Artists Rights Society (ARS), NY

Louise Bourgeois. Rare Language

Quattro prestigiose sedi museali, la Galleria Borghese e Villa Medici a Roma, il Museo Novecento e il Museo degli Innocenti a Firenze sono coinvolte nella retrospettiva che Studio Trisorio dedica a Louise Bourgeois

Martedì 25 giugno alle ore 18:30 presso la sede storica dello Studio Trisorio, alla Riviera di Chiaia 215 a Napoli, sarà inaugurata la retrospettiva di Louise Bourgeois Rare Language.

La mostra è una delle tappe dell’itinerario italiano che rende omaggio a una delle più influenti artiste contemporanee, coinvolgendo insieme allo Studio Trisorio prestigiose sedi museali quali la Galleria Borghese e Villa Medici a Roma, il Museo Novecento e il Museo degli Innocenti a Firenze.

Presso lo Studio Trisorio saranno in mostra 35 disegni realizzati dall’artista fra il 1947 e il 2008 e 4 sculture in bronzo che testimoniano la sua poetica in un ampio arco cronologico.

L’arte di Louise Bourgeois è permeata di memorie autobiografiche che interessano tutti gli aspetti della sua vita, in particolare l’infanzia trascorsa a Parigi e il rapporto con sua madre e suo padre sono rimasti una fonte d’ispirazione profonda perché, come l’artista stessa ha dichiarato, non hanno mai perso il loro mistero, la loro magia e il loro dramma.

Nelle opere di Louise la pratica del disegno sembra accompagnare quella della scrittura che lei ha esercitato per tutta la vita attraverso i suoi diari, tessendo così la trama delle sue memorie più intime. 

Se i disegni sono spazi creativi dove annotare emozioni e idee, “infilzandole come farfalle”, le sculture sono forme ancora più tangibili, immagini a tre dimensioni realizzate per esorcizzare il passato e le paure inconsce, dominando così il caos interiore. Nascono dai ricordi che riaffiorano nel corpo e che l’artista definisce “semi” delle sue opere.

Geometrie astratte o spiraliformi, rimandi espliciti al corpo femminile e maschile, sono gli elementi ricorrenti del vocabolario artistico della Bourgeois che si fonda sulla necessità dell’immediatezza, per esprimere i suoi stati d’animo, per raccontare la relazione complessa fra l’individuo e ciò che lo circonda.

Louise Bourgeois, Untitled (No. 6), 1998.
Bronze, silver nitrate patina 8.9 x 50.8 x 48.3 cm.
Photo: Christopher Burke, © The Easton Foundation/Licensed by SIAE and VAGA at Artists Rights Society (ARS), NY

Artista di fama internazionale, Louise Bourgeois (Parigi 1911 – New York 2010) è stata nominata Ufficiale dell’Ordine delle Arti e delle Lettere dal Ministro della cultura francese (1983) e ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali: il Grand Prix national de la sculpture dal governo francese (1991), il Lifetime Achievement Award dal Centro Internazionale di Scultura di Washington D.C. (1991), la National Medal of Arts dal presidente degli Stati Uniti (1997). È stata eletta membro dell’Accademia Americana delle Arti e delle Scienze e ha ricevuto la medaglia della Legione d’Onore francese (2008). Le sue opere sono state esposte in ogni parte del mondo. In Italia sue mostre personali sono state ospitate presso la Biennale di Venezia dove ha rappresentato il Padiglione degli Stati Uniti (1993), la Fondazione Prada (1997), la Fondazione Bevilacqua La Masa (2000), il Museo Nazionale di Capodimonte (2008), la Fondazione Vedova (2010). Nel 2017 presso lo Studio Trisorio è stata realizzata la mostra Voyages Without a Destination e nello stesso anno presso il Museo di Capodimonte, per il ciclo Incontri Sensibili a cura di Laura Trisorio e Sylvain Bellenger, è stata esposta per la prima volta in Italia l’opera di Louise Bourgeois Femme couteau (2002) in dialogo con il Martirio di Sant’Agata, opera seicentesca di Francesco Guarino.