A partire dall’immagine di una stanza clinica sull’isola privata di Jeffrey Epstein, si indaga il rapporto tra potere, controllo del corpo e immaginario artistico, mettendo in dialogo alcune opere che trasformano lo spazio domestico e medico in un teatro perturbante di sorveglianza, dominio e vulnerabilità.
L’interno esposto
L’appuntamento mensile con la rubrica Atlante del presente di Tommaso Evangelista
