The Soft Parade, a cura di Marcello Tedesco, Maggio 2022, Fondazione Rusconi – Arte negli Spazi Temporanei, courtesy

The Soft Parade|Fondazione Rusconi per ARTCITY Bologna

La Fondazione Rusconi, nell’ambito del progetto ‘Arte negli Spazi Temporanei’ e in concomitanza con ArtCityBologna2022 presenta la mostra The Soft Parade, a cura di Marcello Tedesco.

The Soft Parade è il progetto di mostra a cura di Marcello Tedesco nell’ambito del programma ARTCITY Bologna di cui Segnonline vi ha già anticipato – e che afferisce all’iniziativa della Fondazione Rusconi ‘Arte negli Spazi Temporanei’ per restituire vitalità a luoghi chiusi o abbandonati della città – e anche di questo vi avevamo dato anticipazione

Diversi artisti sono stati chiamati dal curatore Marcello Tedesco per animare, come per un misterico flusso energetico, lo spazio di Via Petroni 22. Una mostra che non si intende semplicemente come una ‘collettiva’ ma rimanda ad un insieme ideale di stilemi, linguaggi e visioni, racchiusi tra poli opposti, come si trattasse di una batteria stilo – anche per la forma longitudinale dello spazio – tra un polo generato dalla prima opera che si incontra e l’ultima, a chiudere un itinerario insolito.

Sergia Avveduti, Kengiro Azuma, Valentina D’Accardi, Flavio Favelli, Eva Fischer, Niccolò Morgan Gandolfi, Marina Gasparini, Ester Grossi, Corrado Levi, Yari Miele, Sabrina Muzi, Luigi Ontani, Chiara Pergola, Andrea Renzini, Martina Roberts, Antonio Violetta sono gli artisti che compongono una sorta di suono corale, una partitura che vede diverse generazioni in dialogo tra sé e con il luogo e che definiscono il quid di The Soft Parade.

Come in una sorta di gioiosa dionisiaca sinfonia, The soft parade vuole provare a ricreare un’atmosfera di confronto, di superamento di rigide categorie interpretative della realtà. Un’esperienza forse necessaria in un periodo storico connotato da una visione fortemente polarizzata e unidirezionale della società. Così sintetizza il curatore: “ho pensato questa mostra come una sorta di antidoto in grado di sviluppare l’impulso ad una atmosfera di pluralità e tolleranza, di democratica, pacifica vitalità. Grazie alla straordinaria qualità delle opere esposte e all’interazione che queste hanno tra di loro sarà possibile fare un’esperienza di equilibrio tra le forze rigidamente polarizzate che caratterizzano l’attuale periodo storico”.

Nel comunicato ufficiale, il curatore, Marcello Tedesco, chiarisce quella che è l’essenza stessa del progetto che avanza nel luogo espositivo come un insieme di frammenti, note sparse su in pentagramma la cui dissonanza apparente, propone, invero, inusitate ed insperate armonie, o ciò che è stato descritto come un ‘super linguaggio’.

The Soft Parade avanza secondo l’indubbio riferimento alladiarchia tra nomos ed estasi dionisiaca, il che lascia emergere la valenza taumauturgica dell’arte intesa come parte ed elemento essenziale dello spazio e del tempo vitale di ogni individuo. Ogni opera, infatti, pur nella sua complessa diversità, genera un innesto che alla fragilità dubbiosa del vivere propone come eco uan rivitalizzante tentativo di necessario equilibrio.

La scoperta rivelatrice di The Soft Parade è anche quella di riconoscersi in una o più opere presenti, tracciare, attraverso uno sguardo d’intesa, un impercettibile segno tra sé e la ricerca degli artisti, tra sé e il potere emanato dal canto corale ideato ed ideale, al fine di creare un nuovo sodalizio armonico, nuove combinazioni tra tempi, luoghi, modi e desideri altrimenti lontani.

Non sveleremo qui l’apporto di ogni artista in mostra per evitare che quell’energia invocata perda vigore attraverso la parola, ma un consiglio possiamo darlo: prima di entrare ascoltate l’album The soft parade dei Doors, del 1968, cui afferisce il titolo del progetto espositivo: c’è una frase con cui ‘lo stesso Jim Morrison descriveva in modo poetico la variopinta umanità che popolava Sunset Boulevard in quel periodo, dove distinte e connotate individualità si ritrovavano nello stesso ambiente per fondersi con libertà e audacia in un’insolita, gentile coralità.’ M.T.

The soft parade

A cura di Marcello Tedesco

Artisti: Sergia Avveduti, Kengiro Azuma, Valentina D’Accardi, Flavio Favelli, Eva Fischer, Niccolò Morgan Gandolfi, Marina Gasparini, Ester Grossi, Corrado Levi, Yari Miele, Sabrina Muzi, Luigi Ontani, Chiara Pergola, Andrea Renzini, Martina Roberts, Antonio Violetta

Dal maggio al 4 giugno 2022

Opening 6 maggio 2022, ore 18.00

Giorni e orari di apertura: lunedì-martedì 16-19; mercoledì su app.to, giovedì-venerdì 16-19; sabato 15-19

Azzurra Immediato

Azzurra Immediato, storica dell’arte, curatrice e critica, riveste il ruolo di Senior Art Curator per Arteprima Progetti. Collabora già con riviste quali ArtsLife, Photolux Magazine, Il Denaro, Ottica Contemporanea, Rivista Segno, ed alcuni quotidiani. Incentra la propria ricerca su progetti artistici multidisciplinari, con una particolare attenzione alla fotografia, alla videoarte ed alle arti performative, oltre alla pittura e alla scultura, è, inoltre, tra primi i firmatari del Manifesto Art Thinking, assegnando alla cultura ruolo fondamentale. Dal 2018 collabora con il Photolux Festival e, inoltre, nel 2020 ha intrapreso una collaborazione con lo Studio Jaumann, unendo il mondo dell’Arte con quello della Giurisprudenza e della Intellectual Property.