Simone Pellegrini, Etrasta, Scura, 73×144 cm, 2021

Simone Pellegrini: “Turning Point”

Fino al 07 maggio presso la Cavin-Morris Gallery di NY è visibile la prima personale di Simone Pellegrini in terra statunitense.

Complessità e semplicità, misteriosità e segretezza sono i parametri che caratterizzano le opere di Simone Pellegrini (Ancona, 1972 – vive e lavora a Bologna) visibili in “Turning Point”, prima personale dell’artista presso la Cavin-Morris Gallery di New York.

Sita nel quartiere di Chelsea, la galleria statunitense – che da ben quarant’anni lavora con artisti contemporanei provenienti da tutto il mondo accomunati da una ricerca artistica incentrata su ricerche ‘sui generis’ – presenta la prima personale americana dedicata a Simone Pellegrini. La collaborazione tra l’artista italiano e la Cavin-Morris Gallery è iniziata nel 2020 e oggi – dopo la partecipazione di Pellegrini al SOFA Chicago Art Fair 2020 e OAF New York 2021, e come artista della mostra collettiva “Phoenix: New Artists and New Works” – la Cavis-Morris invita il suo pubblico a prender visione del focus dedicato a nove grandi carte da lui prodotte negli ultimi dieci anni e dedicate alla tipica simbologia che contraddistingue da sempre la sua indagine espressiva.

Opere apparentemente semplici ma al contempo complesse ci pongono di fronte a segreti e misteri indecifrabili. Se i primi possono essere interpretati attraverso empiriche spiegazioni, i secondi, contenendo molteplici risoluzioni, restano enigmi irresolubili rivelando così tutto il loro sensuale fascino, svelandosi e velandosi continuamente. Nei disegni di Pellegrini, infatti, compaiono spesso queste allusioni a segreti, ad accumuli postmoderni, ad accrescimenti di immagini storiche, mitiche, talismaniche e culturali rimanendo, tuttavia, irrisolte e misteriose come “se l’artista si fosse liberato nel tempo, improvvisando e campionando le immagini come un DJ da un flusso di coscienza costantemente in movimento.” La sua visione, accuratamente narrata, ci appare spontanea, eterna eppure immediata. Come papiri egizi le sue carte sono colme di disegni giustapposti dando luogo ad opera basata su un’architettura organica ove prendono vita forme di animali, minerali e vegetali dal sapore atavico. Singolarmente, ogni disegno è completo nonostante vi siano raggruppati un insieme di simboli che danno vita a una visione ampia resa coesa dall’attento montaggio e fusione effettuata dall’artista che li manipola accorpandoli.

I nove disegni qui visibili rivelano un ampio immaginario figurativo ove trovano posto i rituali senza tempo prodotti dalla mente di Pellegrini. Mai sarà svelata la loro soluzione, la loro interpretazione rimarrà sempre indecifrabile come l’isola di Pasqua e molti altri misteri presenti nel mondo.

Turning Point di Simone Pellegrini

Fino al 07maggio 2022

Cavin-Morris Gallery

529 West 20th Street, 3rd Floor, New York, NY 10011

t. (212) 226-3768 | info@cavinmorris.com | www.cavinmorris.com

Maila Buglioni

Storico dell’arte e curatore. Dopo la Laurea Specialistica in Storia dell’arte Contemporanea presso Università La Sapienza di Roma frequenta lo stage di Operatrice Didattica presso il Servizio Educativo del MAXXI. Ha collaborato con Barbara Martusciello all’interno dei Book Corner Arti promossi da Art A Part of Cult(ure); a MEMORIE URBANE Street Art Festival a Gaeta e Terracina nel 2013 e con il progetto Galleria Cinica, Palazzo Lucarini Contemporary di Trevi (PG). Ha fatto parte del collettivo curatoriale ARTNOISE e del relativo web-magazine. Ha collaborato con varie riviste specializzate del settore artistico. È ideatrice e curatrice del progetto espositivo APPIA ANTICA ART PROJECT. È Capo Redattore di Segnonline, coordinando l'attività dei collaboratori per la stesura e l’organizzazione degli articoli, oltre che referente per la selezione delle news, delle inaugurazioni e degli eventi d’arte. Mail maila@segnonline.it; maila@rivistasegno.eu