Luogo

Galleria Zamagni
Sito web
http://www.zamagniarte.it

Data

Giu 26 2021 - Ago 01 2021
Evento passato

Ora

18:00 - 20:00

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Mostra

The Passing

Si inaugura sabato 26 giugno alle ore 18, presso la Galleria d’arte Zamagni di Rimini, la mostra collettiva THE PASSING con gli artisti Angelo Bellobono / Giorgia Mascitti, Kiril Cholakov / Velislava Gecheva, Giovanni Gaggia / Edoardo Loi, Renzo Marasca / Ambra Lorito, Mauro Pipani / Edoardo Cialfi, Massimo Pulini / Riccardo Albiero, Laura Renna / Claudio Zorzi, Graziano Spinosi / Lorenzo Scarpellini, Patrizia Zelano / Federica Minelli, Zino / Thomas Battistoni

Immagine: Thomas Battistoni, Venere e Adone, pastello e inchiostro su carta, 85×65 cm, 2021

THE PASSING, nato da un’idea del gallerista Gianluca Zamagni e curato da Milena Becci, è un progetto che intende valorizzare il dialogo e lo scambio tra chi nel mestiere dell’arte contemporanea ha diversa esperienza, tra chi ha un percorso alle spalle iniziato ormai tempo fa e chi ha appena intrapreso una strada che gli è ancora quasi sconosciuta. Il passaggio è metaforicamente quello del testimone nella staffetta: preso in prestito dal mondo dello sport, il titolo sottolinea ciò che avviene quando, come in questa specialità dell’atletica leggera, ci si dà in qualche modo il cambio all’interno di una zona di pista delimitata che è, in questo caso, quella dell’arte. La galleria diviene quindi zona di cambio, risultando uno spazio di incontro tra artisti di diverse generazioni. Dieci i senior invitati a partecipare alla collettiva – Angelo Bellobono, Kiril Cholakov, Giovanni Gaggia, Renzo Marasca, Mauro Pipani, Massimo Pulini, Laura Renna, Graziano Spinosi, Patrizia Zelano e Zino – ognuno dei quali ha selezionato un artista under 35 vicino ad esso per assonanze tecniche, ideologiche, concettuali o semplicemente per averlo incontrato durante il suo cammino professionale e di vita. 

Il focus del progetto è propriamente il dialogo che si instaura tra due artisti di età ed esperienza diverse, per andare oltre a quell’egoismo che a volte è facile riscontrare. Ciò rappresenta una sorta di legame maestro discepolo in cui  la relazione e la conversazione che si crea portano alla scelta o alla realizzazione delle opere che saranno allestite in galleria, una del senior e una del giovane. Diviene un percorso, seppur breve, che viene portato avanti parallelamente e che può approdare anche ad altri risultati futuri, personali e professionali, esistenti anche al di là di questo progetto. Come l’ago che guida il filo attraverso la stoffa, il maestro conduce il discepolo in un viaggio che, arrivati ad un certo punto, si ferma, come l’asticciola di acciaio termina il suo lavoro dopo essersi assicurata che l’imbastitura sia rimasta ben impressa sul tessuto. 

Nel passaggio del testimone l’insegnamento è per entrambi ma la galleria, la zona di cambio, vuole dare una nuova possibilità ad uno dei dieci under 35: tra Riccardo Albiero, Thomas Battistoni, Edoardo Cialfi, Velislava Gecheva, Edoardo Loi, Ambra Lorito, Giorgia Mascitti, Federica Minelli, Lorenzo Scarpellini e Claudio Zorzi ne sarà selezionato uno che avrà la possibilità di realizzare la sua personale in galleria, scelto per il 40% da una giuria interna, per il 30% da una esterna e per il restante 30% dal pubblico dei social network

Ogni coppia di artisti ha dialogato liberamente, scegliendo un modus operandi ad ognuno più congeniale. Angelo Bellobono e Giorgia Mascitti hanno lavorato sull’idea di fusione dell’uomo con l’ambiente, dando vita ad un processo in cui divenire paesaggio è la prerogativa per poterlo raccontare. Le nuvole di Kiril Cholakov raccontano una storia profonda e personale. La sua poesia visiva guida l’occhio in dei vortici che si ritrovano ad urtare contro le increspature delle onde del mare dell’opera a encausto di Velislava Gecheva. Un vero e proprio lavoro a quattro mani quello di Giovanni Gaggia e Edoardo Loi: Niente da perdere è un progetto che parte dal corpo e dalla natura per cercare una completezza nell’esistenza che si palesa attraverso l’opera d’arte, prendendo avvio da un’azione quotidiana fino ad arrivare al peso della ceramica e al ricamo. Renzo Marasca e Ambra Lorito contrappongono la leggerezza delle carte dell’uno alla pesantezza della materia che compone le sculture sonore dell’altra, creando nello spazio della galleria una sorta di dialogo prospettico in cui il microcosmo materico diventa macro nella luce e nella levità dell’opera di Marasca. Un incontro tra insegnante e alunno quello tra Mauro Pipani e Edoardo Cialfi che trovano nel paesaggio, inteso come luogo e identità dell’immaginario, un forte punto d’incontro e un denominatore comune. Lo scenario prevalentemente marittimo di Pipani si lega all’ambiente contadino umbro caro a Cialfi. Altro ritrovo in Accademia quello tra Massimo Pulini e Riccardo Albiero che considera questa esposizione la fine di un percorso e l’inizio di una nuova fase della sua vita: Puliniè ed è stato per lui di grande ispirazione e i punti d’incontro tra i due sono molteplici quali l’interesse da parte di entrambi per la storia dell’arte e le sovrapposizioni nel supporto utilizzato. Parole come quotidiano, meditazione, trasformazione, intrecci, nodi e accumulo nel tempo sono concetti che rappresentano naturali punti di contatto tra Laura Renna e Claudio Zorzi. Segni, linee e colori, che siano dipinti, come nel caso di Zorzi, o materici, intrecci di lana o altri materiali, come nel caso di Renna, esistono per fissare una condizione umana in un momento presente. L’amore per la cartapesta di Lorenzo Scarpellini proviene dalla frequentazione delle lezioni di Graziano Spinosi. Le sue sculture, che sono a metà tra il reperto e il relitto, sembrano osservare la trasformazione che il tempo compie su di noi e sulle cose, avvicinandosi e spesso contrapponendosi a quel sentimento di protezione che emerge dai Nidi di Spinosi, opere che raccontano di quel guscio che è il grembo materno. La fotografia di Patrizia Zelano incontra il lavoro di Federica Minelli nel mondo delle idee, come in un collegamento ancestrale tra anime che si sono trovate tra parole e silenzi. L’esecuzione della stampa vegetale di Minelli è accanto allo scatto della fotografa attraverso il concetto di trasformazione della materia che muta dallo stato solido a quello liquido. Il Vulcano e le Magnolie si avvicinano così concettualmente e cromaticamente. Thomas Battistoni, infine, è un ragazzo che frequenta il quarto anno del liceo artistico in cui insegna Zino. Il più giovane del gruppo ha il sogno di diventare un artista. Ama i colori e gioca con essi stendendo strati di pastello su fotocopie in bianco e nero di opere di artisti del passato. L’immaginario figurativo dei due si avvicina: l’evidente radice pop delle opere di Zino dialoga perfettamente con la forte espressività di Thomas per dimostrare la capacità che l’arte ha di abbattere qualsiasi barriera sociale.

Ogni artista under 35 è stato liberamente scelto da ognuno dei dieci artisti invitati e proviene da realtà ed esperienze diverse. Inoltre, come per un invito ad entrare all’interno del progetto, dieci opere dei dieci senior saranno allestite nella vetrina della galleria per palesare, sin dall’esterno, la loro presenza e il loro impegno con i giovani presenti.

La mostra, accompagnata dal catalogo edito da NFC Edizioni in cui è presente il testo critico della curatrice Milena Becci, sarà visitabile dal 26 giugno al 1 agosto 2021, dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20. Domenica aperta su appuntamento.

L’esposizione ha il patrocinio del Comune di Rimini.

Info e contatti: info@zamagniarte.it / www.zamagniarte.it / t. 335 7016352 – 0541 14 14 404.

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