courtesy PostmastersROMA

“CRYPTOSUNDAY” – Intervista alle galleriste di Postmasters Roma

Un’intervista interessante per capire gli sviluppi recenti dell’arte digitale e in particolare del fenomeno degli NFT.

Siamo nella Roma storica appena sopra Via Labicana, vicino al Colosseo, a ridosso del Monte Colle Oppio. Tra tanta storia antica, la capitale è stata protagonista di “CRYPTOSUNDAY” la prima mostra di arte digitale, e più precisamente di NFT, all’interno di una galleria privata ovvero presso Postmasters Roma.

Tale forma d’arte – ultra-contemporanea ma anche molto discussa, amata e da alcuni osteggiata – è la nuova frontiera della digital art che fra le tante applicazioni generate negli ultimissimi tempi ha trovato una nuova modalità di fruizione soprattutto grazie alla rete Blockchain. Postmasters è una galleria d’arte contemporanea riconosciuta a livello internazionale fondata nel 1984 da Tamas Banovich e Magda Sawon a New York e da qualche anno presente in Italia con una sede romana che ha mantenuto il suo imprinting fondato da sempre sull’osservazione e sulla promozione di un arte all’avanguardia divenendo, per questo, antesignana nell’offerta di linguaggi artistici attualissimi come visibile sul sito in cui vi è una sezione interamente dedicata alla Cryptoart. Postmaster_Roma ha dedicato un giorno secco a questa forma d’arte, il 19 dicembre, intitolando l’iniziativa “Cryptosunday”. L’esposizione è stata allestita nei due spazi frontali e, attraverso l’impiego di proiettori e schermi, è stato creando un ambiente immersivo in cui gli spettatori hanno potuto connettersi con le opere digitali e non solo. Non solo perché parliamo di opere d’arte immateriali realizzate digitalmente e di opere materiali frutto della creazione digitale. Questi gli artisti partecipanti: Shamus Clisset, Alessandro Giannì, Claudia Hart, Miltos Manetas (courtesy of Galleria Valentina Bonomo), Alex McLeod, Penelope Umbrico, Nicola Verlato, John Yuyi. Postmasters_Roma porta in galleria privata il concetto di NFT (non fungible token), blockchain e ci catapulta nell’ecosistema della Cryptoart costituito già da collaudate piattaforme on line dedicate quali, tra le più autorevoli, Superrare e Foundation.

Per approfondimenti maggiori e specifici sull’argomento ho intervistato direttamente le due coraggiose direttrici della galleria: Paulina Bębecka e Eugenia Carabba Tettamanti.

Maila Buglioni: «L’arte contemporanea romana sta vivendo un’ottima rivalsa in questi ultimi anni nella capitale, nonostante le chiusure imposte dalla pandemia. Finalmente, dopo la supremazia delle città del nord Italia, Roma ha riconquistato il suo ruolo mettendo nuovamente in gioco rilanciando differenti modalità espressive che vanno dalla pittura fino al digitale. Esemplare è la mostra “Cryptosunday” organizzata presso la galleria Postmasters di cui siete titolari e qui per la prima volta avete proposto al pubblico un inedito modo di fare arte attraverso le diverse espressioni dell’arte digitale. Chiedo a voi di rischiararci l’orizzonte in merito e di farci capire cosa avete proposto, che tipologia di opere…»

Paulina Bębecka e Eugenia Carabba Tettamanti: «L’idea è nata dalla volontà di portare in mostra qualcosa di nuovo. Un “taste” / assaggio di ciò che è l’arte digitiale e gli NFTs in particolare. Oggigiorno si parla moltissimo di arte digitale / crypto art / NFT e abbiamo pensato che fare una “mostra lampo” / un evento di un solo giorno con unicamente NFT avrebbe dato finalmente modo al pubblico romano di entrare realmente nel vivo della questione. La mostra presentava 8 artisti stranieri e italiani; alcuni di essi definiti “artisti digitali” altri invece conosciuti per la loro arte pittorica e materica ma che usano la tecnologia e fanno uso del digitale integrandolo al loro processo creativo. Abbiamo utilizzato diversi supporti quali schermi tv, proiettori, ipad, computer in modo da mostrare anche la molteplicità dei supporti che possono essere usati per esporre gli nfts (anche a casa ovviamente). Infine, è per noi naturale mostrare NFT e arte digitale perché siamo collegati a PostmastersBLOCKCHAIN e Postmasters NYC, che sono i pionieri nel campo dell’arte digitale. (La prima mostra in galleria di opere d’arte basate su computer è stata fatta da Postmasters nel 1996, intitolata Can You Digit ed ora è negli archivi di Rhizome). Ogni opera d’arte è coniata da PostmastersBLOCKCHAIN.»

M.B.: «Come nasce l’idea di fare questa mostra concentrata solo su un’unica data di apertura? E cosa vi aspettate?»

P.B. e E.C.T.: «One Day Show. Dalle 12 alle 21. L’intento era quello di organizzare un evento unico e stimolare il pubblico a venire a vedere la mostra senza avere la possibilità di rimandare! L’esposizione è stata perciò pensata come un “taste” / “assaggio” di NFTs, perciò, una mostra breve / veloce e in grado di dare un’idea generale e iniziale su ciò che è la Crypto Arte. Non avevamo aspettative; direi piuttosto che eravamo molto incuriosite nel vedere chi sarebbe venuto a visitare la mostra e soprattutto vedere quale sarebbe stata la risposta del pubblico romano. Inoltre, l’anno scorso a Dicembre avevamo fatto una mostra di 3 giorni soltanto ed era stato un successo! Perciò abbiamo voluto continuare questa “tradizione” e fare nuovamente a ridosso delle feste Natalizie una mostra che fosse come un “piccolo regalo artistico”.»

M.B.: «Potete spiegare ai nostri lettori, in termini semplici, il significato di NFT e Blockchain?»

P.B. e E.C.T. : «Partiamo dalla sigla, chiaramente un acronimo: Non Fungible Token, quindi token non fungibile – ovvero un tipo speciale di token crittografato che rappresenta l’atto di proprietà ed il certificato di autenticità di un bene unico, sia digitale o fisico. (Un bene quindi non replicabile e non sostituibile perché possiede una specifica individualità). Tale certificato è rilasciato grazie alla tecnologia blockchain. La blockchain è una sorta di registro digitale le cui voci sono raggruppate in “blocchi” e la cui integrità è garantita dall’uso della crittografia, quindi garantisce una sicurezza. Le informazioni non possono pertanto essere modificate una volta che il blocco che le contiene viene aggiunto alla catena. La coniazione è un processo di pubblicazione di un NFT su blockchain e allegazione di un contratto specifico in cui si afferma chi possiede il bene e quali sono i diritti del proprietario, l’artista e la distribuzione di rivendita e molte altre cose. Ovviamente coniamo i nostri NFT con il nostro contratto che identifica l’opera d’arte originale in più modi, definisce i diritti di proprietà intellettuale dell’artista, e stabilisce quali sono i diritti del nuovo proprietario e quali diritti vengono passati al proprietario con la transazione.»

M.B.: «Il web oggi offre molteplici, forse troppe, creazioni digitali che si spacciano per “arte”. Ma esiste la possibilità di distinguere gli “artisti digitali” dai “creatori di contenuti digitali”? Ed in che modo è possibile distinguere un’opera d’arte digitale da un ottimo esercizio di tecnica digitale?»

P.B. e E.C.T.: «In realtà il confine tra artisti e creatori digitale è molto labile se non quasi inesistente. L’arte digitale esiste fin dagli anni 80 e 90; il ruolo della galleria d’arte è in questo caso fondamentale in quanto è uno spazio dedicato alla sperimentazione il cui ruolo è quello di rendere fruibili opere altrimenti non riconosciute o conosciute. Postmasters ha introdotto l’arte digitale nel mondo dell’arte contemporanea nel 1991 catturando la rinascita delle sperimentazioni digitali innescate dall’arrivo dei computer e del primo software visivo creativo. L’obiettivo della galleria è sempre stato quello di lavorare, guardare e pensare all’arte che coinvolge nuove forme di espressione creativa. Arte non ancora valutata o riconosciuta come tale.»

courtesy PostmastersROMA

M. B.: «Al momento sono pochissimi gli artisti romani che hanno deciso di mettersi in gioco su questo fronte. Voi, che avete iniziato a proporre queste opere, credete che in futuro le gallerie allargheranno il loro mercato a tale fenomeno artistico?»

P.B. e E.C.T.: «Ovviamente anche altre gallerie sperimenteranno questa frontiera, cosa che sta già accadendo in tutto il mondo quindi sicuramente anche le gallerie romane lo faranno. Ovviamente molto dipende dalla loro volontà di guardare al futuro, o meglio al nostro tempo presente.»

M. B.: «Quale tipo di pubblico ha richiamato questa mostra? Avete avuto anche la visita di artisti che si sono incuriositi?»

P.B. e E.C.T.: «Artisti, curatori e collezionisti e i nostri followers @PostmastersROMA e @PostmastersBC»

CRYPTOSUNDAY

Postmasters Roma

Via G. M. Crescimbeni, 11 – 00184 – Roma

email: roma@postmastersart.com

website: www.postmastersart.com

Maila Buglioni

Storico dell’arte e curatore. Dopo la Laurea Specialistica in Storia dell’arte Contemporanea presso Università La Sapienza di Roma frequenta lo stage di Operatrice Didattica presso il Servizio Educativo del MAXXI. Ha collaborato con Barbara Martusciello all’interno dei Book Corner Arti promossi da Art A Part of Cult(ure); a MEMORIE URBANE Street Art Festival a Gaeta e Terracina nel 2013 e con il progetto Galleria Cinica, Palazzo Lucarini Contemporary di Trevi (PG). Ha fatto parte del collettivo curatoriale ARTNOISE e del relativo web-magazine. Ha collaborato con varie riviste specializzate del settore artistico. È ideatrice e curatrice del progetto espositivo APPIA ANTICA ART PROJECT. È Capo Redattore di Segnonline, coordinando l'attività dei collaboratori per la stesura e l’organizzazione degli articoli, oltre che referente per la selezione delle news, delle inaugurazioni e degli eventi d’arte. Mail maila@segnonline.it; maila@rivistasegno.eu