Petr Davydtchenko, Perftoran, Palazzo Lucarini Contemporary. Ph. Dušan Josip Smodej

Perftoran di Petr Davydtchenko

Palazzo Lucarini propone la seconda personale di uno degli artisti internazionali under quaranta più radicali e inafferrabili del momento.

Immagini raccapriccianti ma alquanto riflessive si svelano agli occhi dello spettatore che attraversa gli spazi di Palazzo Lucarini di Trevi, dove, fino al 30 agosto 2020, è allestita la mostra Perftoran di Petr Davydtchenko, a cura di Maurizio Coccia.

L’artista, nato nel 1986 ad Arzamas-16 (ora Sarov) – una “città chiusa” della Russia europea – è cresciuto a San Pietroburgo, dove ha vissuto l’ostilità dei gruppi di estrema destra che la abitano prima di trasferirsi in Europa. Qui ha completato i suoi studi e sviluppato una pratica artistica che reinterpreta i codici sociali attraverso una personale rielaborazione dell’estetica totalitaria. Successivamente, dal 2016 al 2019, si è focalizzato su un lungo esperimento sociale ed esistenziale, scegliendo di vivere ai margini del sistema capitalistico, cibandosi solo di animali uccisi accidentalmente dagli automobilisti lungo le strade di Maubourguet, nel Sud della Francia, dove attualmente risiede. Da allora, la sua ricerca artistica – tra sovversione, archivistica e critica sociale – si è trasformata in un caso-studio ideologico, analizzato da accademici interdisciplinari, che teorizzano una realtà socio-economica alternativa. Petr Davydtchenko è anche il protagonista di Autonomous, un lungometraggio documentario diretto da Ian Henry, che uscirà su DVD, Blu-ray e servizi di streaming online quest’estate.

Se la prima personale, Millennium Worm, presentata sempre in questa sede nel 2019, suggeriva una pungente riflessione su questioni legate al consumo di cibo e agli abusi del progresso, in Perftoran l’interesse si allarga analizzando anche gli effetti che il potere delle multinazionali farmaceutiche scatenano su scala mondiale. I due filoni di ricerca confluiscono attraverso una struttura ambientale ideata ad hoc e percorribile dall’utente che si trova catapultato in una circostanza estraniante per via della sua natura ambigua, a metà fra un’installazione-archivio e una scultura-laboratorio, in cui vedrà l’artista avviato ad una fervente di attività che lo vedrà all’opera per tutta la durata della mostra. Inoltre, grazie all’articolato sistema di tavoli e sedute, alle asettiche tute protettive ed ai numerosi strumenti impiegati nel settore sanitario-farmaceutico – visibili nelle sale della sede museale umbra – il pubblico è indotto ad interagire con le opere con l’obiettivo di sollecitarlo ad uscire dalla passività che lo contraddistingue.

L’indagine controversa ed estrema dell’artista russo invita il fruitore – immesso in un insolito contesto museale ove video, enormi sculture, installazioni e strutture ambientali che evocano la realtà vissuta da Davydtchenko – a meditare su problematiche attualissime che, a mio avviso, dovrebbe essere maggiormente prese in considerazione dall’intera umanità soprattutto nello stato di attuale pandemia che coinvolge ognuno di noi in prima persona.

INFO

PERFTORAN. PETR DAVYDTCHENKO

a cura di Maurizio Coccia

Apparati didattici: Mara Predicatori

Fino al 30 agosto 2020

orario: dal venerdì a domenica h15:30 – 18:30

Centro per l’Arte Contemporanea Palazzo Lucarini Contemporary, Trevi (PG), Italy

Associazione Culturale “Palazzo Lucarini Contemporary” (Presidente Giovanni Curti)

Ente patrocinatore: Comune di Trevi (Sindaco Bernardino Sperandio)

Con il supporto di: Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno

Info e prenotazioni: +39 3386772711; info@palazzolucarini.it

Maila Buglioni

Storico dell’arte e curatore. Dopo la Laurea Specialistica in Storia dell’arte Contemporanea presso Università La Sapienza di Roma frequenta lo stage di Operatrice Didattica presso il Servizio Educativo del MAXXI. Ha collaborato con Barbara Martusciello all’interno dei Book Corner Arti promossi da Art A Part of Cult(ure); a MEMORIE URBANE Street Art Festival a Gaeta e Terracina nel 2013 e con il progetto Galleria Cinica, Palazzo Lucarini Contemporary di Trevi (PG). Ha fatto parte del collettivo curatoriale ARTNOISE e del relativo web-magazine. Ha collaborato con varie riviste specializzate del settore artistico. È ideatrice e curatrice del progetto espositivo APPIA ANTICA ART PROJECT. È Capo Redattore di Segnonline, coordinando l'attività dei collaboratori per la stesura e l’organizzazione degli articoli, oltre che referente per la selezione delle news, delle inaugurazioni e degli eventi d’arte. Mail maila@segnonline.it; maila@rivistasegno.eu