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Open Group Years (2025) Courtesy Associazione Culturale Dello Scompiglio ph Leonardo Morfini

Open Group – Years

Il collettivo ucraino Open Group – dopo la partecipazione alla 60ª Biennale di Venezia nel Padiglione Polacco – presenta Years, un’installazione pensata appositamente per gli spazi della Tenuta dello Scompiglio.

Del tempo – circolare, ciclico o lineare – l’esistenza umana è parte fondativa di questa entità ineludibile. Le riflessioni che ne scaturiscono hanno portato a rappresentazioni simboliche, mediate nelle arti per elaborare il tema ricorrente nei vissuti identitari, in cui le date scandiscono la memoria storica e individuale. Borges in Nuova confutazione del tempo scrive: “Il tempo è la sostanza di cui sono fatto. Il tempo è un fiume che mi trascina, ma io sono il fiume; è una tigre che mi sbrana, ma io sono la tigre; è un fuoco che mi divora, ma io sono il fuoco. […]”. Il tempo non rappresenta soltanto una dimensione della coscienza e dell’inconscio ma un organismo di decodificazione di momenti distinti, di cui le date possono considerarsi i codici. Nei giorni, mesi e anni, come nelle ore, i minuti e i secondi, troviamo il modo di riconoscere il fluire del tempo in uno spazio definito e riconoscibile, che incide nella dimensione della memoria. Nella storia il tempo è la struttura generativa, è il sentiero riconosciuto e nella guerra diventa l’elemento vivo, tragico.

Negli spazi della Tenuta dello Scompiglio di Vorno, in provincia di Lucca, Open Group (Yuriy Biley, Pavlo Kovach e Anton Varga, dal 2019 membri permanenti del collettivo) realizza l’installazione site specific Years, a cura di Angel Moya Garcia. In questo luogo il collettivo ucraino – costituito a Leopoli nel 2012 – concepisce uno spazio in cui l’identificazione iconografica di tempo e memoria è pensata e raccolta per un’esperienza attiva di particolare delicatezza.

Ci sono 11 schermi che rimandano la proiezione di 11 singole date incise su lapidi. Queste appartengono ai volontari e le volontarie, le attiviste e attivisti ucraini che hanno combattuto per la libertà, nel conflitto contro la Russia iniziato nel 2014, degenerato a febbraio 2022. La guerra in corso continua a causare morte e distruzione, l’installazione Years è un urlo silenzioso di denuncia verso una degenerazione universale, di un periodo storico drammatico. Rimettendo “in visione” le undici date delle morti – avvenute tra il 2014 e il 2025 – i numeri divengono figure emblematiche di un conflitto bellico che non vede imminenti soluzioni di pace; si innesca un circuito di pensiero sulla violenza contro la libertà, il sacrificio e il legame con la memoria.

Nella sala in penombra, un perimetro circoscritto da una pedana metallica ricostruisce uno spazio sospeso in cui i monitor sono disposti verticalmente su supporti, inclinati o adagiati a terra. La luce che rimandano è leggera, dai riflessi bluastri e rossastri. Della ripresa all’aperto si percepiscono anche dei suoni in lontananza, rumori indistinti, di una strada o del passaggio di un treno. Ma in quegli schermi l’immagine è fissa, focalizzata sulla data, il fotogramma è nitido, i numeri sono incisi sulle pietre ricche di particolari materici e di riflessi: l’immagine di fondo è pura astrazione. La sequenza video ha una durata totale di 12 ore, la ripresa è avvenuta dalle 9 di mattina alle 9 di sera, negli undici diversi luoghi in cui queste persone hanno trovato sepoltura. La fruizione potrebbe essere fatta a ripercorrere le ore di ripresa, perché nello spazio dello Scompiglio l’installazione viene attivata ogni giorno proprio in quegli stessi orari. Il corso degli eventi, rappresentato da figure paradigmatiche della storia di un popolo, mette in moto il sistema della memoria; per rileggere i fatti attraverso ciò che resta. Nei simboli, propri di momenti trattenuti nelle cronologie, si rimette in circolo l’appartenenza a un luogo, nella storia di un’occupazione subita. Quel luogo può diventare un unico luogo. Years è un lavoro che nelle storie di figure emblematiche e decisive di una storia di occupazione subita dall’Ucraina, da modo di vivere personalmente un’esperienza di riflessione; per ritrovare un altro fluire degli eventi e provare ad attivare la trasformazione.

Open Group
(Yuriy Biley, Pavlo Kovach, Anton Varga)
Years
a cura di Angel Moya Garcia

Giovedì-domenica: ore 14.00-18.00 oppure su appuntamento. Gli Spazi Espositivi Dello Scompiglio saranno chiusi da lunedì 22 dicembre 2025 a mercoledì 7 gennaio 2026 compresi.

Fino al 1° marzo 2026

Associazione Culturale Dello Scompiglio
Via di Vorno, 67 – Vorno, Capannori (LU)
tel. +39 0583 971475
info.ac@delloscompiglio.org

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