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Giovanni Buffa | Riscoperta di un artista

La Galleria B4 di Bologna riscopre l’artista Giovanni Buffa, allievo di Morandi, Guidi, Mandelli e Manaresi la cui forza espressiva agguanta i sensi dello spettatore.

La personale dedicata a Giovanni Buffa e alla sua produzione di opere su carta, dalla Galleria B4 di Bologna si connota quale occasione unica per (ri)conoscere da vicino la straordinarietà del tratto grafico, della metafora metamorfica, dei percorsi del Novecento e di echi provenienti da altre culture extraeuropee di un artista la cui fortuna critica andrà certamente riscritta e che questa importante mostra definisce solo il primo passo di un percorso da costruire.

Giovanni Buffa, Incontro sulla collina, 31×24, inchiostro, correttore e olio magro su cartoncino, 2005, courtesy Galleria B4

Presenze in dissolvenza nello spazio, evocanti solitari fantasmi; simboli di perdute felicità.

Presenze – spoglie d’inutili involucri – riflettenti l’ultimo atto dell’effimera durata delle cose;

Immagini che immergendosi nella verità e nell’ormai indecifrabile linguaggio dell’attimo fuggente, cercano, con grido soffocato, un ancor possibile dialogo umano.

Le parole con cui il pubblico bolognese, e non solo, è accolto nelle sale della B4 diventano allegoria letteraria per la traduzione del segno grafico, della evoluzione cromatica e della peculiarità linguistica del lavoro di Giovanni Buffa che Lodovico Pignatti Morano ha deciso di riportare in auge, con una accurata selezione di opere su carta, firmate, datate e corredate di personali didascalie tecniche.

Il gallerista, che ha incontrato e conosciuto Buffa, artista nato a Biella nel 1921, in Sudafrica, dove entrambi hanno vissuto, ricorda quanto l’artista sia stato a lungo considerato troppo moderno, poco in linea con le grammatiche pittoriche e scultoree occidentali, tanto che, proprio per questo motivo, un’opera del Buffa fu destinata alla camera del giovane Pignatti Morano, il quale è cresciuto con l’eco della sua poetica nel quotidiano.

Giovanni Buffa, dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna ed essere stato allievo di Morandi, Guidi, Mandelli e Manaresi, ha viaggiato molto nei cinque continenti, recando con sé risonanze di altre culture, di altre visioni che avevano fatto dileguare i confini italiani. Tuttavia, la sua produzione – composta da centinaia di opere su carta, dipinti e sculture – probabilmente a causa dell’eccessiva lontananza dalle consuetudini che andavano affermandosi in Italia, non ha avuto il giusto riconoscimento e la giusta collocazione in un più ampio discorso critico.

Senza eredi e molto legato alle sue produzioni, quasi considerasse le proprie opere come dei figli, lo scorso anno ci ha lasciati ed è per questo che, “in un periodo incerto e funesto, dove tutto si annulla e si rimanda” afferma il gallerista Lodovico Pignatti Morano nel comunicato ufficiale, “ho scelto di reagire proponendovi un grande artista che merita una profonda rivalutazione”.

Giovanni Buffa, Figura, 30,5×25,1, inchiostro e collage su carta, 2006, courtesy Galleria B4

Forse è quando tutto appare caduco e privo del sostegno cui siamo abituati che è il momento giusto per rischiare, per azzardare azioni – come ci insegna l’Arte – che stravolgono gli schemi ovvi e noti, come da sempre fa la Galleria B4.

Ecco, dunque, che nelle sale della galleria le opere di Buffa, nude a parete e di medio formato, accolgono e conquistano i visitatori, tra rimandi e omaggi ai grandi del Novecento e intuizioni di natura soggettiva, che raccontano, in modo del tutto singolare, un mondo che si muove(va) tra realtà ed immaginazione, in grado di mescolare sapientemente idiomi di un mondo che pareva distante eppure vicino.

Ogni segno, ogni tratto grafico, nella sua minuta trama è investito da ondate di colore di rara preziosità, in grado di ipnotizzare l’osservatore pronto, però, a incamminarsi lungo un immaginifico sentiero di viaggio verso mete e storie ancora ignote.

Il racconto di verità altre, l’energia di un simbolismo ancestrale che sa, però, traslarsi nei gesti tipici di altri linguaggi culturali, divengono il punto di incontro nella ricerca di Giovanni Buffa, nella quale, però, emerge una profonda malinconia, una nostalgia sconosciuta che, oggi, appartiene a tutti noi.

Giovanni Buffa
Bologna, Galleria B4
Via Vinazzetti 4/B
22 gennaio – 2 marzo 2022

Ingresso Libero con Green Pass, martedi – sabato, dalle 17 alle 20 o su app.to

Azzurra Immediato

Storica dell’arte, curatrice, progettista culturale ed art editor - Rivista Segno, Photolux Magazine, ArtsLife, Il Denaro, Ottica Contemporanea, stayinart - Firmataria del Manifesto Art Thinking, siede nel board di IAR, International Artist Residency e in Da.a per il progetto OLTRE/ legato alla fotografia e al territorio. Indaga progetti multidisciplinari di curatela e non solo. È stata consulente per Jaumann, unendo Arte, Giurisprudenza ed Intellectual Property. Dirige la Sezione Fotografia della kermesse VinArte. Collabora da anni con il Photolux e altre realtà simili. È docente di Storia del Costume e della Moda in IAAD Bologna e Ultime tendenze nelle Arti visive per ACCADEMIA ITALIANA, di Storia della Moda all’Istituto di Moda Burgo Bologna, di Sociologia della Moda presso l’Accademia Cappiello di Firenze e di Storia del Cinema e del Video in Accademia del Lusso a Milano. Collabora con Futuridea, occupandosi di curatela e progettazione culturale. Dal 2020 in DOT-Net|Sartoria Digitale si è occupata di marketing, brand identity e comunicazione aziendale.

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