eventi collaterali

Venezia 2022 – eventi collaterali

Sabato 23 aprile aprirà ufficialmente le sue porte a Venezia la 59a Esposizione Internazionale d’arte meglio conosciuta come la Biennale di Venezia. Ad accompagnare la mostra ai Giardini e all’Arsenale saranno decine di eventi collaterali, alcuni dei quali inaugureranno nei giorni della vernice per la stampa (20-23 aprile).

Partiamo con le mostre e le installazioni alle Procuratie Vecchie che, dopo un restauro eseguito dallo studio David Chipperfield Architects Milan durato 5 anni e promosso da Generali, l’iconico edificio delle in piazza San Marco torna ad aprirsi alla città. L’installazione di Edoardo Tresoldi Monumento, realizzata in collaborazione con Carlotta Franco per lo sviluppo del concept architettonico e con il supporto progettuale di GICO Studio, rielabora il linguaggio della colonna monumentale e dei valori a cui ambisce la società per riflettere sul proprio tempo. La colonna è posizionata nello spazio attorno al quale si sviluppa lo scalone delle Procuratie Vecchie.

Edoardo TresoldiMonumento. Procuratie Vecchie, Venezia © Roberto Conte

È stata invece già inaugurata, lo scorso 13 aprile, CHUTZPAH. Una tenda che non è una tenda, animali che non sono animali, progetto espositivo di Atelier dell’Errore BIG, a cura di Gabi Scardi, che inaugura The Art Studio, la nuova area dedicata all’arte contemporanea all’interno delle Procuratie Vecchie di Venezia.

CHUTZPAH
Una tenda che non è una tenda, animali che non sono animali.

La Louise Nevelson Foundation presenta, sempre alle Procuratie Vecchie, Louise Nevelson. Persistence, un progetto espositivo di portata storica del lavoro dell’artista, figura rivoluzionaria dell’astrazione americana, che segna anche il sessantesimo anniversario della partecipazione dell’artista alla Biennale Arte del 1962, quando fu chiamata a rappresentare gli Stati Uniti nel padiglione americano. La mostra, che riunirà oltre sessanta lavori realizzati dalla Nevelson tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta, è curata da Julia Bryan-Wilson.

Per la Biennale Arte 2022, il padiglione dell’Azerbaigian presenta Born to Love, la quinta partecipazione dell’Azerbaigian alla Biennale di Venezia, realizzata dalla Fondazione Heydar Aliyev. Per la prima volta il Padiglione avrà sede presso le Procuratie Vecchie.

Le Procuratie Vecchie saranno aperte al pubblico da mercoledì a lunedì (dalle 10:00 alle 19:00, ultimo ingresso alle 18:00).

Sempre a Piazza San Marco, nel Negozio Olivetti (un gioiello architettonico realizzato da Carlo Scarpa nel 1958 di proprietà di Assicurazioni Generali e affidato alla cura e alla gestione del FAI), la Galleria Continua presenta due maestri della scultura, Lucio Fontana e Antony Gormley, che si incontrano per la prima volta in una presentazione di disegni, opere su carta e sculture. La mostra dossier Lucio Fontana / Antony Gormley è stata concepita e curata da Luca Massimo Barbero.

Lucio Fontana / Antony Gormley dal 23 aprile al 27 novembre 2022

Sempre a cura della galleria Continua Subodh Gupta Cooking the world una installazione nei giardini di Cipriani, A Belmond Hotel, che esamina il fenomeno interculturale della preparazione, del consumo e della condivisione di un pasto, e funge da indicatore più forte di inclusione e accettazione in una comunità. Accompagnata da una performance di cucina, in cui il cibo sarà preparato dall’artista e consumato dallo “spettatore”, è racchiusa in una struttura a forma di casa ricoperta di utensili e vasi di alluminio usati che raccontano i loro precedenti utenti e le loro storie individuali, creando uno spazio condiviso per questo momento che diventa quasi un rituale. A cura di Hervé Mikaeloff, dal 23 aprile al 19 novembre 2022.

La Gwangju Biennale Foundation e la Città di Gwangju presentano a Venezia allo Spazio Berlendis dal 20 aprile al 27 novembre 2022 la mostra speciale to where the flowers are blooming in celebrazione del Movimento di Democratizzazione del 18 maggio (5.18 Democratization Movement).
Curata dal dipartimento espositivo della Gwangju Biennale Foundation, “to where the flowers are blooming” è formata da tre sezioni.
Una sezione di archivio curata da Yoo Kyoungnam, ricercatore presso il 5.18 Institute of Chonnam National University, che introduce l’eredità del Movimento di Democratizzazione 5.18 a Gwangju. La seconda sezione, composta da opere commissionate dalla Biennale di Gwangju, esamina la storia, le memorie, i traumi e il patrimonio spirituale della città attraverso i suoi siti storici e presenta opere prodotte a seguito di un’intensa ricerca sulla città e sul movimento di democratizzazione da Kader Attia Shifting BordersHo Tzu Nyen The 49th HexagramBae Young-hwan Pop Song: March for the Beloved, ver.2. La terza sezione, che riflette sul movimento di democratizzazione a Gwangju e sull’attivismo moderno, presenta opere di Hong Sung-dam May Print SeriesNoh Suntag Forgetting MachinesAhn Chang Hong Arirang SeriesChoi SunJin Meyerson The Politics of MemoryKim Chang-hun SHINE: Gwangju SoundscapePark HwayeonSuh Dasom.

Alla Fondazione Prada Human Brains, it begins with an idea il progetto, partito a settembre con le Conversation (progetto online costituito da 7 coppie di interventi video tenuti da scienziati, filosofi e ricercatori internazionali seguite da 7 conversazioni in diretta streaming con forme d’interazione con il pubblico remoto), si sviluppa ora nella sede Venezia con il risultato del lungo e approfondito processo di ricerca condotto con Fondazione Prada e il comitato scientifico di Human Brains. La mostra è curata da Udo Kittelmann in collaborazione con Taryn Simon.

Palazzo Grassi e Punta della Dogana proseguono le loro attività espositive senza necessariamente legarsi all’evento Biennale rispettivamente con Marlene Dumas, inaugurata lo scorso 23 marzo, e Bruce Nauman che invece è in mostra già dallo scorso anno e chiuderà il 27 novembre.

Raphael Lacoste, Biass Wall. Decentral Art Pavilion

Il 20 aprile alle 11.00 inaugura, a Palazzo Giustinian Lolin il Decentral Art Pavilion con la mostra Singularity, un tuffo nell’arte decentralizzata, che ha per obiettivo quello di promuovere un dialogo sulle NFT e il loro impatto sull’arte tradizionale, al fine di sviluppare una più ampia comprensione e apprezzamento da parte del pubblico delle tecnologie decentralizzate. Questa mostra coinvolgente e lucida è la prima presentazione antologica di opere d’arte NFT acclamate in tutto il mondo, a gettare luce sulla cultura spettacolare intorno alla comunità NFT, promuovendo al contempo esperienze artistiche che determinano il significato sociale della digitalizzazione per le generazioni future. 

A Palazzo Grimani sono state aperte al pubblico lo scorso maggio le DOMUS GRIMANI. La Sala del Doge – il riallestimento di uno degli ambienti più spettacolari ed evocativi del palazzo tornato ai suoi splendori rinascimentali – e la mostra Archinto con i lavori di Georg Baselitz, alcuni dei quali, realizzati espressamente per il Palazzo, rimarranno in comodato al museo per concessione dell’artista grazie a uno speciale accordo. Sempre a Palazzo Grimani The Flaying of Marsyas, una mostra di nuovi dipinti realizzati da Mary Weatherford tra gennaio e marzo 2021. Allestita nel secondo piano del museo, l’esposizione è stata progettata in collaborazione con il noto architetto e designer Kulapat Yantrasast.

All’Espace Louis Vuitton Venezia l’installazione Apollo, Apollo dell’artista tedesca Katharina Grosse nell’ambito del programma Hors-les-murs della Fondation Louis Vuitton, che si svolge presso gli Espaces Louis Vuitton a Tokyo, Monaco, Venezia , Pechino, Seoul e Osaka, realizzando l’impegno della Fondatione a realizzare progetti internazionali e renderli accessibili a un pubblico più ampio. Nel contesto e nel mondo fantasioso veneziano – tessuti Fortuny, mosaici in terrazzo, acqua onnipresente e riflessi – la fluidità metallica e l’intensità cromatica di Apollo, Apollo (titolo che funge da mantra con connotazioni polisemiche e condensa e unisce la mitologia alla conquista dello spazio) assumono qui una risonanza speciale. La superficie riflette i movimenti dei visitatori e contribuisce all’effetto specchio tipicamente veneziano. Apollo, Apollo fonde il trasparente con l’opaco, lasciando filtrare la luce, creando una porta verso un mondo onirico in cui i visitatori mettono in discussione le proprie percezioni della realtà e dell’illusione.

Rainer – Vedova: Ora., organizzata da Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, è l’esposizione, nelle due sedi espositive del Magazzino del Sale e dello Spazio Vedova, alle Zattere, che propone un dialogo tra l’artista tedesco e il pittore veneziano dal 23 aprile al 30 ottobre 2022.

Il Fondaco dei Tedeschi, in collaborazione con Galleria Continua e Fondazione Leila Alaoui, presenta dal 20 aprile al 27 novembre 2022 Leila Alaoui. Storie invisibili/Unseen stories. L’installazione dell’artista franco marocchina, che verrà presentata ufficialmente mercoledì 20 aprile alle ore 19, si compone di due parti: Les Marocains e Crossings. La prima propone una serie di gigantografie, di grande impatto visivo, alcune delle quali inedite ed esposte al Fondaco per la prima volta, che permeeranno la corte interna dell’edificio.  La seconda presenta un insieme di video e immagini e sarà ospitata al quarto piano.

La tradizionale contrapposizione rinascimentale tra disegno vs colore, come la descriverebbe Vasari, definisce la pratica di Ramin Haerizadeh, Rokni Haerizadeh e Hesam Rahmanian: il lavoro del collettivo, protagonista della mostra ALLUVIUM a cura di Samuele Piazza – presentata da OGR Torino negli spazi del Complesso dell’Ospedaletto – cresce organicamente con il contesto come un’interessante evoluzione della tradizione veneziana. La mostra raccoglie alcune nuove produzioni, sviluppate dagli artisti nel corso degli ultimi due anni, e sarà aperta al pubblico dal 23 aprile al 27 novembre 2022.

La fotografa e artista americana Lena Herzog presenta, a Ca’ Foscari, Last Whispers: Immersive Oratorio for Vanishing Voices, Collapsing Universes and a FallingTree, una composizione sonora spazializzata che unisce discorsi, canzoni, incantesimi e canti rituali con suoni e immagini della natura e frequenze provenienti dallo spazio. Il risultato è un lavoro corale, profondamente moderno e tradizionale al contempo, dedicato al tema dell’estinzione delle lingue su scala globale.
La sensibilità artistica di Lena Herzog nell’affrontare le tematiche connesse alla sostenibilità globale, nonché la sua minuziosa e strutturata ricerca documentaria, rendono il progetto particolarmente significativo.

Articolata in due sedi, le Gallerie dell’Accademia e Palazzo Manfrin, è invece la mostra di Anish Kapoor a cura di Taco Dibbits, Direttore del Rijksmuseum Amsterdam, organizzata in collaborazione con Anish Kapoor Studio e Lisson Gallery con il supporto di Galleria Continua, Galerie Kamel Mennour, Galleria Massimo Minini, Kukje Gallery, Regen Projects e SCAI The Bathhouse.

Anselm Kiefer Venezia Palazzo Ducale ph Georges Poncet

Anselm Kiefer presenta un nuovo corpus di lavori nella Sala dello Scrutinio e nella Sala della Quarantia Civil Nova al Palazzo Ducale. Kiefer è stato invitato dalla Fondazione Musei Civici di Venezia (MUVE), a presentare un’installazione site-specific di dipinti che risponde a uno dei più importanti spazi del Palazzo Ducale e alla storia di Venezia. La mostra aperta il 26 marzo durerà fino al 29 ottobre 2022.

Gallerie private

Fotografie e libri dell’artista e scrittore surrealista Claude Cahun (Francia, 1894 – 1954) sono in mostra per la prima volta all’Alberta Pane Gallery. Si tratta di un importante progetto che mira a mettere in luce l’eccezionale ricerca di Claude Cahun (al secolo Lucy Schwob) che, insieme alla sorellastra e compagno di vita Marcel Moore (al secolo Suzanne Malherbe), ha anticipato discussioni su temi di estrema attualità nella società contemporanea, come il genere e l’identità. L’artista Marcos Lutyens è stato invitato a condurre due performance partecipative il 21 e il 22 aprile alle ore 19.

Alla Galleria Michela Rizzo la collettiva (in)visible fields – space as energy un dialogo tra alcuni degli artisti con i quali negli anni la galleria ha condiviso un percorso importante e durevole.
Diversi per linguaggio, ricerca e background, Hamish Fulton, Antoni Muntadas, Cesare Pietroiusti, David Rickard, Mariateresa Sartori e waiwai research and design agency, aprono un dialogo su questi snodi raccontando l’ambiente, le risorse naturali evidenti o nascoste, le costruzioni sociali ed economiche, riformulando il concetto di immaginazione e stimolando la capacità di guardare, sentire, pensare e costruire andando oltre la consuetudine.

Nell’ambito di Homo Faber In Città 2022Beatrice Burati Anderson Art Space & Gallery è lieta di annunciare la mostra Do you know what I mean?, un progetto che si concentra su una selezione di opere in vetro di cinque artisti veneziani o che vivono a Venezia (Natalya Chernakova, Tristano di Robilant, Andrew Huston, Assia Karaguiozova, Anita Sieff), i quali hanno un profondo rapporto con i maestri vetrai con cui lavorano da molti anni a Murano, tra cui i maestri Andrea Zilio, Giorgio Giuman e Berengo Studio. 

Inaugurata lo scorso 9 aprile, da Marignana Arte, Maurizio Donzelli L’insieme vuoto. In mostra opere selezionate tra le principali serie dell’artista: Mirrors, Arazzi e la più recente e inedita serie di acrilici, i  Reds. Inoltre, un lavoro scultoreo della serie degli Aleph rilancia, poi, attraverso l’espediente dei mirrors, la paradossale concomitanza di vuoto e totalità che da sempre coinvolge la ricerca di Donzelli e che continuamente viene riproposta al fruitore. Fino al 23 luglio 2022.

Victoria Miro presenta Secrets of Faith, una mostra di Paula Rego. Completate nel 2002, le opere in mostra ritraggono episodi della vita della Vergine Maria, soggetti familiari nell’arte cristiana radicalmente raccontati da Rego e tra i più speciali per l’artista. “Di tutte le mie foto, queste sono state le più divertenti da realizzare”, ha detto Rego, e la loro importanza può essere misurata dal fatto che molte sono rimaste nella sua collezione; per anni ha conservato un’opera del ciclo, La discesa dalla croce, sulla parete della sua camera da letto.

Roberto Sala

Editore, graphic designer e fotografo d’arte, dal 2012 è docente di Grafica editoriale presso l'Accademia di Brera nel corso di laurea specialistica di Teorie e pratiche della terapeutica artistica. Direttore della casa editrice Sala Editori specializzata in pubblicazioni d’arte e architettura, affianca alla professione di editore quella di grafico, seguendo in tempi recenti l’immagine coordinata delle più importanti manifestazioni culturali della città di Pescara fra le quali si segnalano: Funambolika e Pescara Jazz. Dal 1992 è Art Director della Rivista Segno per la quale dal 1976 ha ricoperto diversi ruoli e incarichi. Dal 2019 è Direttore Editoriale di Segnonline per il quale traccia la linea politica e di sviluppo del periodico. roberto@segnonline.it