Luogo

gallery Myymälä2
Uudenmaankatu 23 F, 00120 Helsinki

Data

Apr 04 - 28 2024
In corso...

Ora

18:00 - 20:00

Etichette

Mostra

Egle Oddo: Five Short Stories

Mentre ambiziose imprese mosse da una insaziabile sete di occupazione guardano allo spazio
extraterrestre come il prossimo passo naturale verso l’espansionismo e il colonialismo, in
opposizione a questa tendenza, e consapevoli che fuggire nello spazio non impedirà l’ecocidio alla
base dell’ingiustizia sociale, una sensibilità diversa è presentata dai progetti di arte contemporanea
di Egle Oddo, che sostengono la decrescita, il risparmio di energia, di risorse e di vite. Lasciando
stare il cielo, l’artista guarda al sottosuolo, e rivolge le sue domande verso l’interno, verso la terra
profonda.
Dagli anni ’90 tutte le mostre personali di Egle Oddo si chiamano Cinque Storie Brevi (Five Short
Stories)
. L’attuale mostra è curata da Lýdia Pribišová, che collabora con Egle dal 2022: entrambe
desiderano collocare nel suolo il dibattito sul futuro. Egle è meglio conosciuta per i suoi progetti a
lungo termine aperti alla partecipazione. Si avvale della ricerca interdisciplinare e della
collaborazione con studiosi di diversi settori, radicando il suo lavoro nella località naturale-sociale.
Nelle sue opere, unisce le forme di interazione personale e quelle collettive, guardando al
potenziale trasformativo della condivisione di esperienze, e suggerendo la necessità di discutere
l’etica della cura.
Cinque Storie Brevi a Myymälä2 guarda ai principi di forze motrici nascoste: sotto terra c’è una rete
di relazioni importanti per la vita sociale, biologica e spirituale.
La tradizione della rappresentazione del paesaggio pone lo sguardo al di sopra della superficie
terrestre con le sue montagne, i fiumi, gli orizzonti stratificati, la luce e la prospettiva. Nel suo
lavoro Egle immerge lo sguardo nel sottosuolo. La sua rappresentazione del paesaggio si basa su
uno studio diretto della luce e della percezione mentre si trova sotto la terra. Le storie narrate
dall’artista si muovono dentro le radici intrecciate delle piante, e le radici crescono attraverso le
opere esposte proprio come fanno nel terreno, attraversando le stanze della galleria.
La considerazione che Egle fa sul suolo è un’esplorazione poetica degli aspetti più oscuri della vita
simbiotica: la relazione tra morte, decadimento, putrefazione e il rientro dei nutrienti nel ciclo
costante, metabolizzando e nutrendo gli eventi della vita. Decadimento e decomposizione qui sono
modi di immaginare la vita al di là del tempo lineare e del progresso, e il passaggio della forza
vitale da un organismo all’altro. La decomposizione è una forza vitale per la costante rigenerazione
del suolo e delle sue comunità biologiche. Formare nuovi modi di essere richiede tempo. Il suolo
ha la propria saggezza, la propria regolamentazione, il proprio ritmo. La narrazione richiede tempo.
L’attenzione al suolo ha una chiara dimensione culturale. Il sottosuolo è il luogo in cui avviene la
maggior parte dell’azione, dove si creano le fondamenta e dove tutto ritorna. Nell’underground
nascono i movimenti politici, l’attivismo, la resistenza, la cultura autentica, che nutre anche chi sta
ai piani alti. Non è un caso che la parola “radicale” derivi etimologicamente da “radice” (lat. radix).
Le radici sono radicali.
La mostra è gentilmente sostenuta dalla Fondazione Culturale Finlandese, dall’Art Council della
Repubblica Slovacca e dall’Istituto Italiano di Cultura di Helsinki. Consulente culturale: Krista Mikkola. Testi esposti in galleria Lýdia Pribišová e Suvi Vepsä. Progetto grafico del poster: Soko Hwang.

BIOGRAFIE

Egle Oddo b. 1975 in Italia. Ha conseguito il suo MFA presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo.
Il suo lavoro si concentra sulla narrazione lineare e non lineare come forma d’arte. Interessata al
realismo operativo, inteso come presentazione della sfera funzionale in una disposizione estetica e
alle sue interrelazioni, combina fotografia, immagine in movimento, installazione, scultura, arte
ambientale e arte sperimentale dal vivo. Nelle sue opere la produzione industriale si trasforma in
un delicato artigianato, forme di vita appaiono ed emergono da sculture e oggetti, fotografie su
pellicola si appropriano di immagini digitali, rifiuti selezionati si mescolano con l’haute couture,
preziosi minerali commestibili e ricette ancestrali vengono serviti come parte di pasti rituali. È
attiva in numerosi collettivi e presta servizio in molte associazioni gestite da artisti come Pixelache
Helsinki, Catalysti, Bioart Society. È membro del consiglio di amministrazione della cooperativa
Myymälä2.
Il suo lavoro è presente in biennali internazionali, musei e istituzioni rilevanti, nonché in spazi ed
eventi all’avanguardia e indipendenti, per citarne alcuni Manifesta 12, 3me Biennale
Internationale de Casablanca, 54a Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di
Venezia, MAXXI Museo di Arte del 21° secolo, Museo Nazionale Finlandese della Fotografia,
Galleria Zilberman, Triennale Agrikultura, MACRO Museo d’Arte Contemporanea, Galleria Bikini
Wax, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Club Solo, Kunsthalle Exnergasse Vienna,
Transmediale, Pace Digital gallery New York, Loop Barcelona. Recentemente è stata invitata dalle
curatrici Abir Boukhari e Anneli Bäckman per un progeto a lungo termine con Botkyrka Konsthall a
Stoccolma. Il suo lavoro è stato sostenuto da istituzioni pubbliche e private. Vive e lavora a
Helsinki.

La curatrice Lýdia Pribišová b. 1980 in Slovacchia, vive a Bratislava. Nel 2013 ha conseguito il
Dottorato di Ricerca presso l’Università La Sapienza di Roma. Nella sua attuale attività di
pubblicista e curatrice, si concentra sullo sviluppo della cooperazione artistica internazionale nelle
regioni dell’Europa centrale. Come curatrice, è interessata ai confini tra arte, progetti partecipativi e
temi ecologici. Dal 2006 lavora come redattrice della rivista Flash Art Czech & Slovak Edition, dal
2015 ne è il caporedattore. Nel 2012 fonda l’associazione civica PILOT. Nel 2010-2023 ha co-
curato la serie di mostre She Devil presso lo Studio Stefania Miscetti a Roma. Nel 2019 è stata
una delle curatrici della Biennale di Kaunas in Lituania e ha curato l’intero programma annuale
della Hit Gallery di Bratislava, comprese le mostre di Taus Makhacheva, Ming Wong, Loukia
Alavanou e Nikolay Karabinovych. Dal 2020 al 2024 è stata Presidente della sezione slovacca
dell’AICA. Dal 2020 lavora come curatrice alla Kunsthalle Bratislava, dove ha curato il programma
A Plant nel 2022-2023, che includeva presentazioni nello spazio pubblico. Nel 2022-2023 ha fatto
parte del comitato curatoriale della fiera d’arte The Others di Torino.
Nel 2024 è curatrice della partecipazione della Repubblica Slovacca alla 60. Esposizione
Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia Padiglione Ceco e Slovacco con il progetto di
Oto Hudec Floating Arboretum. Selezionate curatele: 2023 Egle Oddo: Evoutionary Garden and
Performative Habitat, Kunsthalle Bratislava; 2022 Eglė Budvytytė: Songs from the Compost:
Mutating Bodies, Imploding Stars, Galleria Jozef Kollár, Banská Štiavnica, Slovacchia; 2020
Roman Ondak: SK Parking, Kunsthalle Bratislava; 2020 Nomeda e Gediminas Urbonas: Swamp Intelligence, tranzit.sk, Bratislava; 2018 Shubigi Rao, Jaro Varga: About Books, AlbumArte, Roma Italia; 2017 Autostop, Zentrum für Kunst und Urbanistik, Berlino, Germania.

Titolo mostra: Five Short Stories

Artista: Egle Oddo

A cura di Lýdia Pribišová

Vernissage: 4.4.2024 alle 18:00

Luogo: gallery Myymälä2, Uudenmaankatu 23 F, 00120 Helsinki

Durata mostra: 4.4.-28.4.2024