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Una poesia visiva

«Se anche palpita (perché il cuor nostro non è cangiato ma la mente sola), questa benedetta mente gli va a ricercare tutti i secreti di questo palpito, e svanisce ogn’ispirazione, svanisce ogni poesia», si legge nello Zibaldone leopardiano, e nelle stanze della biblioteca del padre Monaldo, a Recanati, quel palpito sembra intrappolato in una sfera di quarzo illuminata da un laser, in un’installazione storica di Maurizio Mochetti, qui collocata dal curatore Antonello Tolve nel cuore della mostra Io nel pensier mi fingo.