Resilienti 2020
Resilienti 2020: dietro la maschera, oltre il virus © ph. Marco Gualazzini, Pietro Gerboni

Resilienti 2020: Parma guarda oltre il virus

Dal 9 novembre Parma è teatro di una nuova comunicazione grazie al progetto di Marco Gualazzini, Gian Luca Signaroldi, Pietro Gerboni e Mariachiara Illica Magrini

Per un mese la città di Parma ed il suo hinterland avranno più di novanta nuovi focus attraverso cui ripensare al 2020 secondo il concetto di resistenza resiliente messo in campo dal progetto Resilienti 2020: dietro la maschera, oltre il virus, dedicata a chi il Covid19 lo ha combattuto sin dal primo giorno grazie al proprio lavoro, al non essersi tirato indietro. La città, da qualche giorno, incontra lo sguardo di persone ritratte che, si potrebbe dire, hanno fatto e stanno facendo la Storia in un momento sì complesso. Soggetti scelti a rappresentare una società che, d’improvviso, ha dovuto inizialmente combattere contro un ignoto avversario, poi divenuto temuto e noto. 

Il progetto, che coinvolge le strade della città ed i suoi impianti di comunicazione pubblicitaria stradale, si propone come una mostra diffusa ma non solo; come un progetto di comunicazione, ma non semplicemente; come un reportage eternato da splendidi ritratti, ma emblematici; come un apparato effimero che abbisogna di esplicitare quel che forse in troppi hanno dimenticato. Resilienti 2020 è una sorta di omaggio, di tributo alla comunità che desidera dar vita ad una nuova memoria collettiva. Per far ciò quattro anime differenti si sono unite per far fronte comune, in una battaglia quotidiana ove persino la comunicazione è continuamente bersagliata dalla più errata forma di notizie. Ecco perciò che il fotoreporter internazionale Marco Gualazzini, il social communication manager Gian Luca Signaroldi, il reporter e video maker Pietro Gerboni e la giornalista e documentarista Mariachiara Illica Magrini, hanno gemmato un processo capace di utilizzare la pubblica scena per parlare vis à vis con la popolazione. 

Hanno pensato di fondere le proprie professionalità, i propri background per dare origine ad una modalità di approccio narrativo che producesse “un cortocircuito” nelle menti dei passanti e così è stato. La città si è rivestita di immagini significative, di testimonianze visive e non solo, capaci di scardinare i limiti dell’ipocrisia, oltrepassare le barriere dei pregiudizi. Una sorta di osservatorio corale che ha portato in campo le teorie delle relazioni sociali e ne ha proposto una significativa traslazione. Si scopre, così, che i vincoli capaci di legare le persone alle famiglie, agli amici, ai colleghi possono generare effetti sul comportamento della pluralità determinando conseguenze sulla comunità sono elementi del quid concettuale fondante l’intero progetto. 

Marco Gualazzini, il mondo lo ha scoperto dal ‘suo sud’, raccontando le vicissitudini delle guerre in Africa, delle epidemie mortali che falcidiano quella terra e non solo, raccontando e vincendo il World Presso Photo 2019 grazie alla sua prospettiva su un universo che a noi appare tremendamente lontano. D’un tratto, la sua città, Parma, la scorsa primavera, è diventata campo minato a causa del Covid19. L’urgenza di comunicare quanto stava accadendo ha incontrato il favore di Gian Luca Signaroldi che ha fatto della comunicazione la propria ragione di vita; ed ecco che a prender parte al gruppo sono stati chiamati Pietro Gerboni, la cui visione reportagista da anni segna la prospettiva parmense così come la ricerca dei meandri meno noti della nostra società e Mariachiara Illica Magrini, documentarista e giornalista che ha unito la forza delle parole a quella delle immagini, facendo sì che Resilienti 2020 divenisse commistione di immagini e narrazione. 

Un anno, il 2020, che, come ben sappiamo, avrebbe visto Parma città capitale della cultura, in un momento in cui proprio la cultura è stata bistrattata – se mai possibile – ancor di più sin dall’inizio del primo lockdown. Ecco, perciò, che Resilienti 2020 vuole essere anche un omaggio a quella Parma 2020 mai realizzata – solo rimandata – trasformandosi in un tributo, un plauso ai cittadini che hanno reso la vita di ogni giorno, nei mesi più bui che la nostra storia ultracontemporanea nazionale ricordi, qualcosa di tanto ‘normale’ quanto straordinario. Per far ciò, l’emblema del concetto ‘dietro la maschera, oltre il virus’ s’è traslato in 20 grandi ritratti ambientati, a figura intera e, su ogni fotografia, compare una citazione estratta dalle interviste condotte da Mariachiara Illica Magrini. Ogni scatto, reso come grande manifesto pubblicitario, oggi ricopre quasi cento punti della città, laddove, sino a ieri campeggiavano testimonials di grandi brand o altro ancora. Un progetto che, patrocinato dal Comune di Parma è stato reso possibile anche grazie al prezioso contributo del tipografo Luca Coruzzi. 

La città si osserva, in questa maniera; guarda ed è guardata dagli occhi delle persone ritratte; ogni grande manifesto\opera è come uno specchio in grado di riflettere l’intera comunità, una sorta di archivio storico coevo che si imprime nel tessuto urbano diventandone elemento attivo e relazionale. È alla strada che guardiamo, adesso, ed è la strada a tenderci una immaginaria mano, un racconto fatto di sguardi, di luoghi, di quotidianità improvvisamente mutate. Eppure quelle venti persone ritratte, così come centinaia di loro pari, hanno permesso a Parma di andare avanti, nella difficoltà di una pandemia che ha reso la normalità un’emergenza inspiegabile.

Guardare oggi questo lavoro è davvero come porsi dinanzi ad una superficie riflettente; lascia espandere non già e non solo l’immagine della comunità ma anche la propria coscienza. Ogni ritratto – che racchiude una pura bellezza altrimenti inenarrabile – ogni parola afferente a quelle testimonianze, risuona come un’eco che oggi pare stia tornando. Il corto circuito innescato da Resilienti 2020 è certamente sinestetico, afferisce al carattere sociale, alle teorie della comunicazione di massa e del racconto fotografico, eppure, più semplicemente, appartiene a tutti noi. Quel che il “percorso effimero”, così come è stato definito dagli autori, reca con sé, è una duplice valenza di lettura; se da un lato, invero, v’è chi conosce molto bene i soggetti protagonisti, al contrario c’è chi, non conoscendone l’identità, accomuna le loro esperienze, i loro volti, i loro sguardi e le loro parole a quelle di migliaia di persone che, dallo scorso marzo, hanno dovuto mutare la propria vita anche per renderla a noialtri un po’ più vivibile o renderla ancora vita, come nel caso di medici, infermieri e parasanitari. Già, poiché se tal progetto si rende memoriale per la città e la popolazione di Parma, in verità, sa tradursi anche in un memento di più ampia essenza: chi, infatti, non conosce i ritrattati, nelle loro figure sa cogliere la metafora di un’intera nazione, nelle loro parole sa leggere gli animi di un intero popolo. Un riconoscimento ed una epitome di memoria già  archiviata sul sito www.resilienti2020.it ove sono raccolte le immagini, le interviste, l’intero materiale che ha gemmato il progetto e lo inquadra come elemento di costruzione mnemonica per il futuro.

‘Dietro la maschera, oltre il virus’  è un pensiero che si fa strada ben oltre l’ovvietà, si inabissa laddove molti non hanno teso il proprio sguardo, generando una nuova attitudine dell’osservazione, anche attraverso la trasposizione del reportage nei luoghi deputati alla pubblicità. Un simile spostamento, capace di scompaginare l’abitudine alla visione dello spazio urbano, rimodula e ricodifica il ruolo che la fotografia apre con la città; “L’idea è quella di trasmettere la percezione di avere tappezzato la città intera, quasi come se fosse un’operazione vandalica e massiva che travolge l’intero centro abitato: così come il virus ci ha coinvolto tutti, affiggiamo nelle strade di Parma i volti di quegli anticorpi che la nostra società ha saputo sviluppare” afferma Gualazzini e se David Bowie cantava che tutti possono essere eroi anche solo per un giorno, nel 2020, i giorni si moltiplicano, febbrili, alacri, esiziali, mentre si rincorrono le notizie di un peggioramento netto globale della pandemia. Non resta, perciò, che osservare le persone che i quattro autori hanno scelto come fossero icone di un nuovo sentire, di un nuovo misurare la realtà, senza retorica, bensì inconsapevoli attori di una formalizzazione esistenziale che nessuno avrebbe voluto. Ora, però, il reale ci ha resi più fragili ed a tale debolezza è necessario rispondere la forza della resilienza. 


Marco Gualazzini, Gian Luca Signaroldi, Pietro Gerboni, Mariachiara Illica Magrini
RESILIENTI 2020: DIETRO LA MASCHERA, OLTRE IL VIRUS 
Parma
9 novembre – 9 dicembre 2020