Mimmo Jodice, Ospedale Psichiatrico “Leonardo-Bianchi“ Napoli, 1976

Mimmo Jodice. Open City/Open Work

La Galleria Vistamarestudio di Milano omaggia Mimmo Jodice con la mostra Open City/Open Work; una serie di opere che ripercorrono le prime esperienze dell’artista con la fotografia.
Il white cube di viale Vittorio Veneto ospita gli esperimenti concettuali prodotti da Jodice tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta, momento in cui prende parte all’avanguardistico dibattito che vede la pratica artistica relazionarsi all’attivismo sociale e, di conseguenza, l’urgenza di una comunicazione più immediata.

Le indagini iniziali, sviluppate da Mimmo Jodice attraverso la macchina fotografica, indagano il vissuto quotidiano con un interesse quasi antropologico, dedicando particolare attenzione a tematiche a lui care.

Un soggetto sul quale l’artista si sofferma particolarmente è il trascorrere del tempo nei quartieri di Napoli, tematica che riesce ad eternare nelle sue declinazioni più tipiche e folcloristiche. Ad esempio, nella serie Teatralità quotidiana a Napoli, egli trasmette e racconta le tradizioni popolari partenopee, come le feste religiose ed il contesto cittadino fortemente caratterizzato.

Così i pazienti dell’ospedale psichiatrico Leonardo Bianchi divengono protagonisti inconsapevoli dei suoi scatti, come i partecipanti al culto dei “Gigli di Nola” affacciati al balcone incuriositi dalle maestose strutture lignee, oppure l’angelo che vola tra i palazzi di Giugliano per le celebrazioni in onore della Madonna della Pace.

Ma l’approccio di Jodice al medium della fotografia non è puramente concettuale, è anche materico e processuale. L’artista, affascinato dalle soluzioni chimiche e dalle fasi per lo sviluppo dell’immagine, realizza i suoi paesaggi ambigui, verticali, a colori oppure strappati e ricomposti come l’opera Frattura, Opera 1 del 1971 o Paesaggio a colori del 1978.

Questo interesse per la creazione di opere che si prestano a diverse interpretazioni mediate dai fruitori, è ciò che Umberto Eco definisce nel 1962 ‘Opera aperta’, saggio da cui deriva a anche il titolo della mostra, come spiega il suo curatore Douglas Fogle.

Open City/Open Work è un saggio sui primi esperimenti di fotografia concettuale dell’artista napoletano, in un momento in cui il medium non viene più utilizzato dagli artisti per testimoniare un evento, ma per bloccare la visione del proprio tempo.

Mimmo Jodice: “Open City/Open Work”
a cura di Douglas Fogle
settembre – novembre 2019

Vistamarestudio
Viale Vittorio Veneto, 30 – 20124 – Milano
orario: dal martedì al sabato dalle 10:00 – 19:00;
ingresso libero
tel: +39 02 63471549