Lucia Lamberti | Deborah Napolitano – TUTTI I NOMI # 1

Chiuso il primo appuntamento del ricco programma espositivo, ideato e curato da Antonello Tolve per la Galleria Centometriquadri Arte Contemporanea di Santa Maria Capua Venere e intitolato TUTTI I NOMI che, per questa occasione, ha visto protagoniste due interessanti figure femminili del panorama artistico italiano: Lucia Lamberti e Deborah Napolitano

Il concept TUTTI I NOMI, che prende le mosse dall’omonimo romanzo di Jose Saramago (Todos os nomes, 1997), si declina, di volta in volta, in specifici titoli estrapolati dal testo, finalizzati a suggerire il tema di ogni singola mostra. Sicché la frase Nelle intime stanze della memoria, che ha accompagnato l’esperienza delle due artiste, con immediatezza ma anche grande poesia, indirizzava lo spettatore a cogliere il senso del ricordo e della reminiscenza sottesi alle immagini peculiari al loro specifico repertorio, ma anche al più generale concetto di rappresentazione. Una mostra pertanto indirizzata, attraverso due modalità espressive diverse, a visualizzare quel dato di fuggevolezza che accompagna l’esistenza; una mostra come riflessione sul dato memoriale; una mostra che dal dato memoriale parte per evidenziarne in seguito il suo stesso evolversi in qualcosa di nuovo che, nel nostro caso, è rappresentato dalla sua sublimazione nell’arte.

Osservando, infatti, l’opera di Lucia Lamberti, dal 2006 meticolosamente dedita alla raccolta d’immagini tratte dalla rete, e prima ancora anche da archivi o reportage, vediamo nei suoi dipinti una sorta di apparente coincidenza con il paesaggio e le sue trasformazioni, ossia con il tessuto visivo contemporaneo. In verità, le sue opere tutto sono tranne che una puntuale trascrizione della realtà. Sono piuttosto un suo residuo, rielaborata attraverso il filtro della rete, capace di modificarne la percezione rendendola, per paradosso, più reale del reale, grazie alla concretezza della pittura. Una pittura tuttavia, a guardarla bene, che non definisce contorni ma li discioglie, restituendo superfici che appaiono come vetri, come superfici trasparenti bagnate dalla pioggia. Una pittura capace di interiorizzare il dato collettivo restituendolo in forma personale a chiunque vi si appresti.

Affine ma completamente diverso è il lavoro di Deborah Napolitano, non solo perché parliamo di scultura ma anche perché, inversamente da Lamberti, nelle sue opere interviene più marcato un dato autobiografico che la spinge, al contrario della prima, dall’analisi di un’intimità personale a quella di una collettiva. Concentrandosi su una serie di formule linguistiche che recuperano la tradizione ceramica vietrese cui, tuttavia, aggiunge dettagli in bilico fra il grottesco, l’ironico e l’umoristico di chiara matrice nordica, Deborah Napolitano da origine a oggetti volutamente disfunzionali e, solo in apparenza, completamente fuori contesto. In verità si osservano dettagli che suggeriscono memorie pierfrancescane, ma anche dechirichiane, come se, a un certo punto, talune forme dell’arte del passato fissate spontaneamente nell’intelletto, prendessero corpo nello spazio rendendo visibile le radici della nostra cultura. 

Il prossimo appuntamento con TUTTI I NOMI #2 è in programma per il prossimo 7 dicembre con l’artista Maria GagliardiCiò che il tempo fa cambiare e non il nome che non varia mai.

TUTTI I NOMI #1 – Lucia Lamberti | Deborah Napolitano

Nelle intime stanze della memoria – a cura di Antonello Tolve

Mostra conclusa il 29 novembre 2019

Centometriquadri Arte Contemporanea, Via Santagata, 14 – 81055 Santa Maria Capua Vetere; +39 339 4387214 – centometriquadri@libero.it

Maila Buglioni

Storico dell’arte e curatore. Dopo la Laurea Specialistica in Storia dell’arte Contemporanea presso Università La Sapienza di Roma frequenta lo stage di Operatrice Didattica presso il Servizio Educativo del MAXXI. Ha collaborato con Barbara Martusciello all’interno dei Book Corner Arti promossi da Art A Part of Cult(ure); a MEMORIE URBANE Street Art Festival a Gaeta e Terracina nel 2013 e con il progetto Galleria Cinica, Palazzo Lucarini Contemporary di Trevi (PG). Ha fatto parte del collettivo curatoriale ARTNOISE e del relativo web-magazine. Ha collaborato con varie riviste specializzate del settore artistico. È ideatrice e curatrice del progetto espositivo APPIA ANTICA ART PROJECT. È Capo Redattore di Segnonline, coordinando l'attività dei collaboratori per la stesura e l’organizzazione degli articoli, oltre che referente per la selezione delle news, delle inaugurazioni e degli eventi d’arte. Mail maila@segnonline.it; maila@rivistasegno.eu