L'opera di Banksy apparsa sul muro del carcere di Reading. ©Rex Features

L’oggetto dell’amore

Dopo i coriandoli, l’incendio. Le opere di Banksy non conoscono riposo. Stavolta però non è l’artista il distruttore. Né l’azione intende stupire o provocare.

Injective Protocol, una piattaforma DeFI (finanza decentralizzata) che tratta in derivati, ha pensato bene di consumare tra le fiamme una sua grafica del 2006, Morons (White), rendendola immortale. Attraverso il rimpianto, l’incolmabile dolore del distacco? Ma niente affatto! Acquistato il lavoro – raffigurante una affollata sala d’aste con tanto di banditore a fianco di un pezzo riccamente incorniciato con su incise le parole: “Non posso credere che voi idioti compriate davvero questa merda” – gli “amici” del graffitaro lo hanno associato a un codice digitale non fungibile (NFT): un token crittografato in blockchain che, concreto e al tempo stesso immateriale, funge sempre più spesso da attestato di proprietà.

Entrati dunque in possesso del suo “nome”, che senso aveva conservare il quadro? Se al mercato, si saranno detti, interessa più il codice dell’oggetto che la sua incarnazione (l’Nft di Nyan Cat, la Gif col gattino arcobaleno, è stata venduta giorni addietro per trecento Ethereum, cinquecento novantamila bigliettoni), non è forse probabile che, in assenza di quest’ultima, esso valga di più?

Detto fatto. Mentre un ragazzetto imbavagliato bruciava con un accendisigari il costoso siparietto (qui il link per seguire il video), dall’altra parte del mondo l’artista firmava con un corto apparso sul suo profilo Instagram la sua ultima opera, un murale con un prigioniero in fuga insieme alla sua macchina da scrivere dal Carcere di Reading. Sì, avete capito bene: la prigione che ispirò a Oscar Wilde la celeberrima ballata in cui si dice che “ognuno uccide l’oggetto del suo amore” e che Banksy, col suo murale, prova a salvare dalla speculazione incombente trasformandola in centro per l’arte e la cultura.

Chissà se, chiuse al suo interno, le opere d’arte sapranno guardarsi dalla passione ardente – a dire il vero piuttosto interessata – dei lori estimatori. Gli uomini come Banksy, liberi come il vento, sconosciuti come il destino, sono evasi da tempo. Per loro non c’è di che preoccuparsi: sono al sicuro, né si faranno mai trovare.