Franco Cenci
Camera di Antonio Manuel, Rio de Janeiro, 1954, detail ph. Amalia Di Lanno

La camera corale di Franco Cenci

La memoria è lo scriba dell’anima. Aristotele

Ricordo, memoria, identità, parole che disegnano una poesia visiva e descrivono una camera dell’animo, la stanza del cuore in cui si entra per riconnettere il tempo intimo dell’io al tempo corale del noi. Siamo in ex camera di Franco Cenci, progetto personale esposto a Roma, a cura di Michela Becchis, presso gli spazi di 28 Piazza di Pietra Fine Art Gallery fino al 10 novembre 2019.

Ex camera nasce nel 2013 quando Cenci, attraverso una serie di interviste, inizia a raccogliere i ricordi di amici e conoscenti, ricomponendo un corredo abitativo intimo che identifichi e ricrei lo spazio dell’infanzia, quella camera ove ritrovare il tempo del gioco e della vita. Alla creazione di camere di persone viventi si affiancano le camere di famosi personaggi storici dei quali l’artista interpreta ambienti intrisi di memorie e simboli. L’operazione successiva di ricostruzione dei ricordi passa poi attraverso la fase di bozzetto nella quale Cenci disegna e costruisce in una prospettiva bidimensionale la storia privata dei protagonisti, in questa fase avviene la trasposizione di senso della ex camera, si stabilisce un filo emotivo tra stanza intima-delimitata e spazio-aperto di condivisione, la camera come zona off limits si apre alla relazione. Attraverso una serie di tecniche che spaziano dal collage all’utilizzo di stencils e al lavoro di grafica, l’artista ridefinisce una dimensione, taglia, cuce e riassembla i ricordi. Come nel caso della stanza di Gloria, ciò che è sparso viene riunito in uno, rigenerando l’identità (spezzata o perduta). L’atmosfera emotiva della memoria del tempo stabilisce un collegamento diretto che va oltre l’immobilità e il congelamento di un luogo passato. Cenci diviene guida che accompagna il fruitore in un viaggio verso territori dimenticati, un iter che travalica la staticità del momento ex e ci conduce a rivedere la nostra memoria identitaria in una modalità non più soltanto riservata ma aperta e partecipata.

Camera di Antonio Manuel, courtesy the artist

La messa in opera è un viaggio, o meglio, l’indicazione di un percorso le cui linee poetiche emergono dalla fragile delicatezza delle persone coinvolte (protagonisti delle camere) e dal racconto visivo che l’artista, abile e serio giocatore, disegna, raccoglie e ricuce donando all’osservatore/viaggiatore un vissuto, una storia nella quale ritrovarsi. Ex camera è una poesia visiva che ci trasporta in un altrove preciso, travalicando confini intimi, talvolta estranei. Si riscopre quel senso umano che ci rende parte di una memoria unica in una camera corale dell’essere. Ritrovare il significato profondo delle cose, la sacralità del segreto racchiuso in un oggetto, prezioso feticcio, una chiave per entrare laddove bisogna perdersi per poi ritrovarsi, questo è l’invito di Cenci. La camera è la visione dell’artista, è l’espediente fotografico che permette di ampliare il nostro campo visivo, talvolta ristretto, guardare in profondità e sperimentare diverse focali che possano ricondurre alla luce quei lati intimi, chiusi in camera oscura. 

Il progetto, anche nell’allestimento degli spazi, risulta un gioco di scoperta e relazione. I due piani della galleria, superiore e inferiore, su cui si articola, riconducono all’idea di passaggio, attraversamento e ricongiungimento di una emotività non più solo personale ma collettiva. Il punto di vista dell’artista risulta sempre e comunque ludico, poetico, umano. La linea di partenza, per quanto tradizionalmente indicata, appare altresì personale essendo ciascuna camera un racconto da cui iniziare per avviare quel processo di ritrovamento di un tempo passato impresso nell’animo; un luogo, un ricordo, un oggetto, un senso che racconti e significhi l’esistenza, che rimembri una identità spesso sconosciuta. Cenci invita ad andare a ritroso nel tempo, aprire quella stanza intima del sé per riconnettersi alla camera del gioco della vita, in un spazio/tempo non più fermo ma liquido.

ex voto ex camera, ph. Amalia Di Lanno

Ex camera è un lavoro che invita all’esplorazione della memoria e alla ricerca di un filo che ricucia trame spezzate o semplicemente dimenticate. Siamo in un gioco di riflesso e relazione. Il dispositivo ludico adottato ci permette la trasformazione, la camera quale contenitore di memoria diviene come lo stesso Cenci riferisce un frullatore creativo della realtà al cui interno si amalgama il nostro vissuto. Il gioco serio nel quale siamo coinvolti è un gioco di riflesso, di rimando alla propria vita, al ricordo che diviene legame condiviso. L’invito che si percepisce è quello riunire la propria storia, ricomporre frammenti che individuano un racconto emotivo, l’identità personale. Ecco che la via di ex camera che Cenci allestisce su due piani (fisico e simbolico) conferma il senso di percorso esperienziale laddove ci si sposta liricamente (sulle note di The Forest di David Byrne) dalla penombra dell’intima camera di Gloria del piano inferiore, alla luce dello spazio aperto e corale del piano superiore. E il cerchio riprende, ritornando all’inizio di un quadro ove tutti i dettagli divengono sacri tasselli, ex voto che acquisiscono forza e valenza al compimento e componimento poetico, cosicché la stanza assuma appieno il valore di dimora dell’arte…di essere se stessi e riconoscersi in relazione con l’altro.

Franco Cenci – Ex Camera
a cura di Michela Becchis
visitabile fino al 10 novembre 2019 

Durante il finissage venerdì 8 novembre 2019 ore 19.00  Pièce teatrale Gloria racconta con Anna Dall’Olio, da un testo di Franco Cenci. In scena, il racconto della vita di Gloria, tecnico nucleare a Chernobyl, che nella tragedia del 26 aprile 1986 perse marito, casa, mobili e tutti i ricordi che possedeva. 

28 Piazza di Pietra Fine Art Gallery
info@28piazzadipietra.com. +39 06 94539281