Castelbasso - Progetto Genesi
Pericle Guaglianone, immagine dal suo profilo Instagram

Il mondo dell’arte perde Pericle Guaglianone, uomo e critico d’arte sopraffine

Il mondo dell’arte piange l’improvvisa scomparsa, sul litorale di Torvaianica, del critico d’arte Pericle Guaglianone a soli 54 anni, penna sopraffina della critica d’arte contemporanea e splendida anima.

Chi ha avuto l’onore di conoscere Pericle si è avvicinato al suo essere uomo profondo e dotato di una grande curiosità e genialità di pensiero, in grado di rendere ogni dialogo o testo, in cui profondeva la sua lettura, denso di una capacità critica distinta.
Mi ha atterrita l’apprendere della sua scomparsa che ha lasciato il mondo dell’arte attonito, per aver perso non solo una rilevante voce critica ma anche un sorriso e un cuore gentili, nonché uno sguardo tanto attento a ciò che osservava, quanto capace di parlare empaticamente con il prossimo, senza emettere parola.
Pericle divorava i film e i libri, che odiava accumulare. Evitava le sottolineature superflue, tenendo il segno con la famosa “orecchia”, in quanto non amava i segnalibri, e prediligeva i metodi genuini, “come una volta”; l’orecchia – ha scritto – “… è un buffetto che fai a un amico, un contatto anche fisico tra te e i contenuti del libro che stai leggendo”… .
Riportava a mente, piuttosto, ciò che i volumi lasciano di prezioso sulla vita, come nel caso di “Genealogia della morale” di Nietzsche, quando appuntò come “il nemico acerrimo di Socrate e dello ‘spirito della scienza’ ripete di continuo al suo lettore ‘rendi la tua vita un esperimento’.” Non si soffermava sulle chiacchiere e sui pettegolezzi, apprezzava di gran lunga i contenuti pronunciati con quella leggerezza, lontani dai toni pomposi e dalle eccedenze.   

Era e rimarrà anche l’uomo perspicace, acuto ironico ed autoironico che amava la spiaggia, ove posizionava il suo lettino con la scritta “Il divino”, alludendo scherzosamente a sé e accompagnando questa immagine con il pensiero “il mare cristallino è sopravvalutato”, facendo riferimento al mare di Torvaianica, di cui tanto parlava in relazione alle sue domeniche estive di riposo e a cui, talvolta, invitava qualche amico ad unirsi. Chi mai l’avrebbe detto che quelle stesse onde l’avrebbero trattenuto.
In fondo, era sua abitué, dopo la visita a una mostra, non fermarsi ai convenevoli e non salutare, con la certezza, di contro, di potersi rincontrare all’apertura seguente per poter conversare intelligentemente sugli argomenti essenziali e fervidi legati alle opere. Apprezzava fortemente l’ascolto piuttosto che il presenziare.
La sua presenza era tanto necessaria per ognuno di noi, quanto sottile e non invasiva.
Sarà difficile affrontare il prossimo opening senza Pericle. La sua visione libera distaccata dai trend del sistema era figlia di un occhio allenato da anni ad esercitare lo sguardo e l’osservazione attenta delle opere, capace di riportare acutamente il modo in cui l’artista produce un segno, una composizione o impiega una tavolozza di colore.
Lo conobbi nel 2022, quando era già da tempo notevole penna di Artribune e assiduo frequentatore di gallerie e di luoghi d’arte contemporanea, in cui era solito incontrarsi e riconoscerlo come punto di riferimento, come a La Nuvola e a Curva Pura.
Nonostante il suo carattere riservato e solitario, la sua umanità emergeva nel voler approfondire le relazioni umane, nel non rimanere superficiale, nell’entrare in contatto con i vissuti degli amici.

Ricordo nitidamente il nostro secondo amichevole appuntamento, quando andammo da Il Vinaietto, bar con ottimi vini al calice e assaggini. Un luogo accogliente, come la sua persona, ove mi propose, prima ancora di arrivare al dialogo, l’ordine di un “calice di vino e un uovo sodo”, che accettai con una prematura affezione verso la sua autenticità.
Fu, in quel momento, che capii di essere dinanzi a un amico, al quale poter consegnare quelle parole che si riservano a pochi, un confidente. I ricordi e i momenti trascorsi insieme sono innumerevoli e si affollano ancora continuamente come immagini nella mente. Tra gli ultimi, ricordo la presenza costante, come deve essere per la figura di un critico, alle esposizioni di rilievo del panorama artistico ma anche alle mostre in cui è importante scoprire i giovani artisti e critici. Quel bellissimo talk, durante cui abbiamo parlato insieme di pittura, e i nostri interventi. Quel momento privato di profondo ascolto, quando non esitò a riporre fiducia nel mio percorso. Il giorno, durante cui, per rispondere agli inviti degli amici artisti e galleristi, prendemmo il taxi per raggiungere la mostra alla Galleria romana Maja e ridemmo insieme quando passò il Taxi Arezzo. L’osservazione di alcune opere, analizzate insieme, in ultimo all’esposizione della Galleria romana Unosunove, quando esclamai “aspettiamo la tua lettura!”
Pericle ha incarnato, come pochi critici, l’Arte con la parola.

Noi amici, critici, artisti, collezionisti e tutto il mondo dell’arte ti abbracciamo ancora una volta.

×