Documenta15
Documenta15 Kassel. Sullo sfondo l'armatura sulla quale era stata collocata l'opera People's Justice rimossa a fine giugno

Cosa succede a Documenta Kassel?

È notizia di oggi che Alexander Farenholtz assume la gestione ad interim di documenta e del Museum Fridericianum dopo le dimissioni di Sabine Schormann

La città di Kassel corre ai ripari dopo le accuse di antisemitismo alla quindicesima edizione di Documenta. In una nota diffusa a fine giugno, dopo le accuse di antisemitismo rivolte all’opera firmata dal collettivo indonesiano Taring Padi, si legge: “L’antisemitismo è un problema che colpisce la società nel suo insieme ed è diffuso in Germania e nel mondo. Questo può essere visto ora in Kassel: immagini antisemite a documenta15. Come è potuto accadere? Cosa ci vuole ora per evitare che la situazione polarizzata si intensifichi ulteriormente? Come pensiamo di evitare la censura ed evitare insieme l’arte antisemita? Il panel tenta una prima diagnosi problematica del rapporto tra arte e antisemitismo, anche in relazione allo stato di Israele – e a documenta15.”

L’opera People’s Justice presentava diversi riferimenti satirici al passato indonesiano del dittatore Suharto ma anche un maiale con i simboli del Mossad (l’intelligence israeliana) ed è stata rimossa a fine giugno con le scuse del collettivo. A peggiorare la situazione, ormai tesa, è intervenuta un’altra segnalazione: 84 artisti – tra gli oltre 2000 coinvolti a Kassel – avrebbero firmato un appello per boicottare Israele.

Si è arrivati dunque alle dimissioni di sabato 16 luglio della direttrice Sabine Schormann e alla nomina ad interim oggi, 18 luglio, di Alexander Farenholtz quale direttore dopo l’annullamento della visita del cancelliere tedesco Olaf Scholz.

“Gli azionisti di documenta sono felici e grati di aver convinto un manager culturale così esperto e rinomato per l’importante mostra d’arte mondiale di Kassel in una situazione difficile per documenta. Alexander Farenholtz assumerà questo compito martedì 19 luglio. L’impegno è inizialmente limitato fino al 30 settembre 2022. È desiderio di Farenholtz avviare discussioni con la direzione artistica e poi, naturalmente, con il team documenta gGmbH, dopo il coordinamento con gli azionisti.”

Basterà questa mossa per poter risollevare le sorti di una mostra che, fin dalla sua inaugurazione, è apparsa debole e non all’altezza delle precedenti edizioni?

Roberto Sala

Editore, graphic designer e fotografo d’arte, dal 2012 è docente di Grafica editoriale presso l'Accademia di Brera nel corso di laurea specialistica di Teorie e pratiche della terapeutica artistica. Direttore della casa editrice Sala Editori specializzata in pubblicazioni d’arte e architettura, affianca alla professione di editore quella di grafico, seguendo in tempi recenti l’immagine coordinata delle più importanti manifestazioni culturali della città di Pescara fra le quali si segnalano: Funambolika e Pescara Jazz. Dal 1992 è Art Director della Rivista Segno per la quale dal 1976 ha ricoperto diversi ruoli e incarichi. Dal 2019 è Direttore Editoriale di Segnonline per il quale traccia la linea politica e di sviluppo del periodico. roberto@segnonline.it