Alessandro Mendini

Alessandro Mendini: piccole fantasie quotidiane

Il Museo MADRE di Napoli dedica, a meno di due anni dalla sua scomparsa, una dovuta e sentita mostra ad una figura fondamentale della storia del design italiano: Alessandro Mendini.

La mostra, dal titolo Alessandro Mendini: piccole fantasie quotidiane, a cura di Arianna Rosica e Gianluca Riccio in collaborazione con Elisa e Fulvia Mendini e con l’Atelier Mendini, si pone come obiettivo quello di celebrare la produzione della poliedrica figura di Mendini che è stato architetto, designer, artista e scrittore, una figura centrale nel panorama culturale italiano ed internazionale. 

Giallo, rosa, azzurro, uno slalom tra i colori attraverso gli interni del museo per questa retrospettiva dal gusto ironico e pop da cui emerge la forza creativa dei suoi progetti.

Un percorso espositivo che, come viene descritto, vuole essere: “Un’inedita lettura del lavoro del grande architetto milanese, condotta attraverso la ricostruzione della fitta trama di relazioni tra design, arte e architettura, che ha caratterizzato tutta la sua ricerca, il progetto indaga scambi e reciproche influenze tra la poetica mendiniana e la cultura artistica d’avanguardia – dal dialogo con l’Arte Povera al costante riferimento al Futurismo fino agli echi della cultura Divisionista e Metafisica e al confronto critico con l’estetica della Pop Art – sia nella progettazione di oggetti industriali che nella realizzazione di opere pubbliche e installazioni ambientali, offrendo un’ampia testimonianza della poliforme sperimentazione di Mendini”.

Un percorso che segue diverse tappe della produzione di Mendini ed è arricchito da una importante selezione di dipinti e oggetti, come poltrone e lampade, ma anche altre tipologie d’arredo meno indagate, come arazzi in patchwork e armadi – tra cui tra gli altri è possibile osservare i suoi lavori più celebri, l’iconica Poltrona di Proust progettata nel 1978 con lo Studio Alchimia, oggetto simbolo del Neomodern design, la sedia-tavolo Zabro prodotta da Zanotta e l’emblematico Kandissi Sofa, presentato per la prima volta in occasione della mostra La stanza del secolo al Palazzo Diamanti di Ferrara.

Opere, prototipi, documentazioni di performance, oggetti industriali, elementi d’arredo, disegni e bozzetti, realizzati da Mendini nel corso di oltre cinquant’anni di attività: dall’esperienza di Alchimia della seconda metà degli anni Settanta e al periodo postmoderno sino alle esperienze più mature, segnate dal recupero della tradizione e della storia e da una forte componente letteraria nella progettazione”; memorie che circolano e diventano attuali, ispirazioni e omaggi contraddistinti dalla sua vocazione anticonformista e da idee e iniziative rischiose e brillanti.

Particolare attenzione è dedicata infine alle connessioni tra la ricerca dell’architetto-designer e il capoluogo partenopeo, città che si è ben prestata alla sua fantasia, a partire dalla nuova cancellata della Villa Comunale, concepita da Mendini come una lunga collana sino alla progettazione dell’eclettica stazione dell’arte di Salvator Rosa.Una mostra che ci avvicina ad una migliore e più fondata comprensione del mondo di Mendini e del suo lavoro, nonché una opportunità importante di riflessione sulla relazione tra noi stessi, gli oggetti di cui ci circondiamo e l’ambiente in cui viviamo.

Alessandro Mendini: piccole fantasie quotidiane
Omaggio a Mendini al MADRE di Napoli