Francesco Cascino, © Stefano Cerio

NFT – visione di matrice culturale. Intervista a Francesco Cascino

NFT e Cultura. Un binomio non sempre così netto. Ne parliamo con Francesco Cascino che, con l’artista Filippo Riniolo e Gianluca Marziani, hanno dato vita ad un Not Fungible Token per comprendere la Storia, in un tempo che cambia troppo in fretta, a partire dalla performance SELEZIONI, cocurata con Micol Di Veroli e prodotta da Artscapy e Studio33.

NFT: ne sappiamo abbastanza? No. Perché il fenomeno del Non Fungible Token è esplosa come accade con le bolle speculative, in un momento storico e sociale cruciale, come quello affrontato durante la prima fase della pandemia da Covid19. E se non è tutto oro ciò che luccica, altrettanto non è tutto errato ciò che non si è – ancora – compreso. Esistono fenomeni alimentati da forze uguali e contrarie che, tuttavia, possono scorrere nel tempo e nello spazio non generando cambiamento o non azionando principi necessari di nuova prospettiva. Gli NFT si trovano in bilico tra queste due visioni, ed è per questo che abbiamo chiesto a Francesco Cascino, art thinker e art consultant, di raccontarci due cose: come dobbiamo considerare e ‘leggere’ un NFT e come comprenderne le potenzialità culturali, antropologiche, al di là delle semplicistiche contraddizioni informatiche e di data logic.

Azzurra Immediato: Partiamo dal principio: c’è ancora molta confusione su cosa sia un NFT e sul suo valore. Il che, come sempre accade nelle dimensioni del nuovo, rischia di generare equivoche interpretazioni o inadeguate derive a chi non possiede gli strumenti giusti per leggere il cambiamento. Francesco, cosa si intende, davvero, per NFT?

Francesco Cascino: Non Fungible Token è un semplice protocollo digitale che garantisce la proprietà dell’opera attraverso una blockchain, letteralmente “catena del valore”, cioè un’autostrada di postazioni digitali e IP che garantiscono autenticità e proprietà del bene; una rete mondiale talmente diffusa e numerosa che è impossibile risalire a tutte le postazioni. Quindi NFT è uno strumento, un mezzo, non un fine né, ovviamente, un’opera d’arte in sé. Dipende da quello che ci metti sopra. E soprattutto dentro. L’arte è idea, concetto, estetica, esperienza sensoriale che ti trasporta oltre quello che vedi e ti riconnette al tuo immaginario e alle tue interiorità, arricchendole di nuove informazioni, per cui uno strumento tecnologico non può farlo. Possono farlo invece artisti e curatori che sanno cosa mettere dentro l’esperienza. NFT è solo un nuovo tipo di tela, di supporto, di trasporto fisico ma non metafisico.

A.I.: Lo scorso gennaio, in concomitanza con la Giornata della Memoria, insieme con Gianluca Marziani e l’artista Filippo Riniolo, avete dato origine al primo NFT a matrice culturale, SELEZIONI, afferente ad una perfomance di Riniolo svoltasi al Museo MAXXI in ottobre e curata da te, Micol Di Veroli e prodotta da Artscapy e Studio33.Cosa è accaduto e in cosa si differenzia da altri NFT?

F.C.: La perfomance dell’artista Filippo Riniolo al MAXXI – andata in opera il 16 Ottobre 2021 – è diventata un non fungible token nativo e interattivo. Caricata il 27 Gennaio 2022 alle 10.22 sul canale Youtube del MAXXI di Roma, un orario metaforico perché 1022 sono i deportati dal Ghetto di Roma nel 1943 a cui si riferisce il progetto, vede Riniolo al centro dell’auditorium del MAXXI. Alle sue spalle l’enorme schermo cinematografico che, attraverso tre telecamere che lo riprendono da dietro, trasmette il suo gesto terribile e metaforico: l’artista legge i nomi e la data di nascita di tutti i 1022 deportati del 16 ottobre ’43 spostando a destra dello schermo del telefono i nomi dei 16 sopravvissuti e a sinistra quelli dei 1006 trucidati. Come se fossimo su Tinder. In trenta minuti interminabili il numero 1022 assume un senso e tutta la sala si rende conto del peso reale della tragedia. Ne fa esperienza. La memoria diventa attiva, come chiedeva Primo Levi. Un modo profondo e doloroso per partecipare alla Giornata della Memoria, in modo che non sia solo retorica o suggestione ma esperienza reale e tragica. Solo così o possiamo davvero imparare la banalità del male e fare in modo che non si ripeta perché ne conosciamo la materia. L’NFT si può acquistare sulla piattaforma Artscapy a 30 Dollari proprio perché così tutti possono fare esperienza attiva dell’NFT che, in questo modo, assume un senso. Era infatti impossibile produrre la stessa esperienza con qualsiasi altro mezzo tecnologico o analogico.

Francesco Cascino e Filippo Riniolo al Museo MAXXI di Roma per SELEZIONI, courtesy F.C.

A.I.: Dal Giorno della Memoria ad oggi, il mondo, l’Europa, sono nuovamente cambiati, stravolti da una guerra che, ogni 27 gennaio, si crede sia solo memoria ed orrore del passato. Il Novecento che va via e che pure torna, in modo spaventoso. Qual è il punto di rottura che la nostra società e le nostre generazioni non hanno saputo comprendere?

F.C.: Hanno usato tutti la parola, la cosa più facile, seducente, comoda ma quasi totalmente inutile. Dagli studi di neurobiologia, ma anche dalle nostre esperienze dirette sul campo, prima di tutto, sappiamo che la parola lascia e traduce il 7% dell’intento voluto, mentre l’immagine lascia una traccia del 95% nell’inconscio, quella parte di noi con cui prendiamo il 90% delle decisioni. Ergo, l’educazione si può fare solo con l’arte, come i De Medici e gli altri sapevano meglio di noi. Ma con l’arte di qualità, con l’arte profonda, decisa e senza orpelli decorativi, altrimenti perpetuiamo un modello che ci ha portati al declino: lo spettacolo scambiato per cultura (che invece vuol dire coltivare ed è un participio presente, quindi evolutivo, mai finito né definito). Il tema è sempre uguale; tutti credono di poter esprimere opinioni su fatti di ogni natura, e questo va benissimo, ma per poter incidere poi sulle soluzioni ed estirpare i problemi bisognerebbe avere il coraggio e la dignità di osservare la lezione della storia e coinvolgere nelle strategie le competenze accreditate.

A.I.: L’invasione russa e la guerra in Ucraina, giunte nel mezzo della pandemia, hanno spostato la narrazione, come accaduto con il Covid19, sui canali multimediali e sui social media. Vite e loro scompaginamenti su fibra ottica. Abbiamo assistito ad un duplice flusso di informazioni: quello diretto e senza filtri e quello mediato – e spesso censurato – dell’informazione pubblica. In tale varco l’arte – anche quella digitale – che ruolo sta rivestendo?

F.C.: L’arte è un’idea che indaga i fenomeni con angolature diverse e soluzioni inedite, oppure è solo manierismo e la riproduzione archetipica di luoghi e situazioni non incide sulle sinapsi né sulla coscienza. La guerra e le pandemie sono state ampiamente previste dagli artisti, a prescindere dal mezzo, sin dagli anni ’60, ma politica e classe dirigente erano troppo distratte a impacchettare show e comizi elettorali, come Pasolini ha scritto più volte, quindi la lezione dell’arte, ben nota a Einaudi, Moro, De Gasperi, Pertini e a tutta quella generazione che infatti usava arte e immagini di senso per educare le nuove generazioni, è andata persa nella confusione totale tra essere e apparire. Oggi tutti usano Pasolini per rappresentare sé stessi e la propria responsabilità sociale, ma a quei tempi ogni partito l’ha osteggiato in ogni modo e lui, infatti, li ha richiamati invano alla loro responsabilità culturale, quella che conta di più, in assenza della quale si producono i disastri a cui assistiamo. Hanno sterilizzato anche Pasolini, il più pericoloso di tutti che delle parole faceva poesia e cinema, quindi strumento immaginifico e non narrazione reportistica.

Filippo Riniolo, performance SELEZIONI, Museo MAXXI, Roma, ottobre 2021, courtesy F.C.

A.I.:Torniamo a SELEZIONI di Filippo Riniolo e alla questione dell’NFT di matrice culturale. In che maniera i 1022 NFT nativi di Filippo Riniolo si inseriscono nella costruzione di una nuova necessaria memoria anche alla luce di quanto sta accadendo a pochi chilometri – storici e geopolitici – da noi?

F.C.: Come dicevo prima, senza esperienza diretta non ci sono apprendimento, conoscenza e soprattutto comprensione. La corsa agli NFT come asset finanziario oggi è totalmente inutile e porterà perdite che faranno allontanare le persone dall’arte, a meno che curatori e sistema non comprendano che l’NFT è un mezzo e quando è coerente con l’idea diventa necessario, quindi assume ruolo primario e insostituibile. Come nel caso del nostro SELEZIONI. Se vogliamo che si capisca la grande lezione di Gino Strada – solo una mente mediocre oggi può concepire l’uso delle armi nelle controversie internazionali – cosa a noi chiarissima, bisogna tornare all’arte pubblica e privata come dispositivi di attivazione di senso. Alto però, non tramonti o passerotti né pietà cinquecentesche che ricattano il cuore della gente senza trasmettere niente di utile e di nuovo.

Filippo Riniolo, performance SELEZIONI, Museo MAXXI, Roma, ottobre 2021, courtesy F.C.

A.I.: Il tempo. La memoria. La traslazione. L’oblio. La soluzione. L’Arte è ancora di salvezza dall’obnubilamento. In che modo, oggi, un NFT può ridefinire tali perimetri dati per ovvi e fissi?

F.C.: Nel modo che dicevo, quando diventa opera d’arte di qualità e abbandona la sua natura di protocollo digitale puro e semplice, completamente inutile ai fini culturali e quindi anche di mercato. Perché il mercato del collezionisti, l’unico che conti davvero e che garantisca continuità, compra solo intelligenza. Non viste né vedute ma sempre e solo visioni.

Non viste né vedute ma sempre e solo visioni‘ afferma Francesco Cascino e, nella semplicità che è racchiusa nel pensiero dell’Arte, quella che vive e racconta il mondo, i suoi mutamenti e le sue significazioni attraverso i simboli ma anche tramite i valori dell’etica che s’accomuna con l’estetica, ecco che la Storia del passato intercetta il qui ed ora grazie alle sue nuove grammatiche, senza mai perdere l’orientamento, per visioni che oltrepassano le mode e sanciscono il perpetuo e necessario flusso delle coscienze. Per dirla ancora con Cascino, l’Arte ci ri_guarda.

Azzurra Immediato

Azzurra Immediato, storica dell’arte, curatrice e critica, riveste il ruolo di Senior Art Curator per Arteprima Progetti. Collabora già con riviste quali ArtsLife, Photolux Magazine, Il Denaro, Ottica Contemporanea, Rivista Segno, ed alcuni quotidiani. Incentra la propria ricerca su progetti artistici multidisciplinari, con una particolare attenzione alla fotografia, alla videoarte ed alle arti performative, oltre alla pittura e alla scultura, è, inoltre, tra primi i firmatari del Manifesto Art Thinking, assegnando alla cultura ruolo fondamentale. Dal 2018 collabora con il Photolux Festival e, inoltre, nel 2020 ha intrapreso una collaborazione con lo Studio Jaumann, unendo il mondo dell’Arte con quello della Giurisprudenza e della Intellectual Property.