Monica Bonvicini, As Walls Keep Shifting, 2019. Portrait. Photo Andrea Rossetti. Courtesy OGR Torino

Monica Bonvicini: “As Walls Keep Shifting”

Il buio mi accoglie mentre entro in una vasta sala longitudinale ove di fronte a me spicca lo scheletro di una grande costruzione gialla di cui scorgo il contenuto grazie alle travi portanti a vista. Mi avvicino ed osservo i pochi affetti che costituiscono il nido di una probabile relazione: a terra una serie di cinte nere legate assieme è illuminata da una serie di neon di forma irregolare – è White Out (2019), opera che mette in discussione l’eredità del tardo modernismo e la sua aderenza ai metodi di produzione industriale tra cui la standardizzazione degli elementi creati in serie – mentre in un’altra stanza s’intravede un quadro raffigurante un uomo. Al piano superiore un arto, di chiaro genere maschile, con un pugno serrato, sinonimo di fermezza, domina il tutto collegandosi così al resto della narrazione visiva. Più in là la serie fotografica Italian Homes (2019) fa contraltare alla tipica casa in stile californiano: immagini ritraenti villette bifamiliari dal sapore borghese costruite in serie tra gli anni ’60 e ’70, di cui una parte furono realizzate all’interno dello stesso spazio espositivo, ma successivamente modificate dai loro proprietari. Unico legame tra le due opere è Structural Psychodrana #4 (2019): una rampa di scale in cemento da cui spuntano una serie di lucchetti. Quest’ultimi, simbolo kitsch del romanticismo in luoghi urbani, contrastano apertamente con il grezzo materiale impiegato evidenziandone l’incompiutezza.

Con As Walls Keep Shifting, a cura di Nicola Ricciardi con Samuele Piazza presso le OGR di Torino, Monica Bonvicini ci mette di fronte alle tematiche dell’identità sessuale, del transgender, delle imposizioni della società tradizionale facendoci riflettere in maniera critica sulle trasformazioni che si sono attuate nel corso del tempo all’interno della collettività mondiale. Accanto a ciò ritorna imperante l’interesse dell’artista verso l’architettura, la sua storia e la sua memoria, le regole e le abitudini comandate denunciando l’impossibilità di eliminare attraverso l’omologazione l’individualità e la singolarità della vita pratica. Non a caso il titolo della personale è tratto da una frase di House of Leaves di Mark Z. Danielewski, romanzo che offre una potente immagine metaforica del rapporto con l’ambiente costruito, tematica utilizzata dall’artista veneziana da ben vent’anni come punto di partenza delle sue installazioni, sculture, video e fotografie. Altro spunto letterale sul tema della domesticità è ripreso da The Collected Stories of Diane Williams che riporta l’attenzione verso il ritorno in periferia, nelle aree rurale, nei luoghi d’origine considerati come unica soluzione per superare le attuali bolle economiche, sociali e politiche e sconfiggere la frammentazione della società.

Un intervento su larga scala all’interno di un sito espositivo di forte impatto in cui l’osservatore è totalmente coinvolto sia emotivamente sia visivamente, per via dell’impego di luci teatrali e del vuoto lasciato dall’intelaiatura dell’edificio, col fine di immetterlo in prima persona davanti alle problematiche suggerite.

Monica Bonvicini: As Walls Keep Shifting

a cura di Nicola Ricciardi con Samuele Piazza

dal 31 ottobre 2019 al 09 febraio 2020

OGR | Officine Grandi Riparazioni

Corso Castelfidardo, 22 – 10128 – Torino

orario: dal giovedì alla domenica dalle 11:00 alle 19:00.

ingresso a pagamento

tel: +39 011 0247108

email: info@ogrtorino.it

sito: http://www.ogrtorino.it/

Maila Buglioni

Storico dell’arte e curatore. Dopo la Laurea Specialistica in Storia dell’arte Contemporanea presso Università La Sapienza di Roma frequenta lo stage di Operatrice Didattica presso il Servizio Educativo del MAXXI. Ha collaborato con Barbara Martusciello all’interno dei Book Corner Arti promossi da Art A Part of Cult(ure); a MEMORIE URBANE Street Art Festival a Gaeta e Terracina nel 2013 e con il progetto Galleria Cinica, Palazzo Lucarini Contemporary di Trevi (PG). Ha fatto parte del collettivo curatoriale ARTNOISE e del relativo web-magazine. Ha collaborato con varie riviste specializzate del settore artistico. È ideatrice e curatrice del progetto espositivo APPIA ANTICA ART PROJECT. È Capo Redattore di Segnonline, coordinando l'attività dei collaboratori per la stesura e l’organizzazione degli articoli, oltre che referente per la selezione delle news, delle inaugurazioni e degli eventi d’arte. Mail maila@segnonline.it; maila@rivistasegno.eu