Photolux 2021, installation view de L'inizio del futuro, courtesy Arcipelago-19

Il futuro riparte da Lucca al Photolux 2021

Dal 28 maggio al 22 agosto il Photolux di Lucca è aperto al pubblico, in versione differente, con due mostre che documentano il tempo di pandemia che abbiamo vissuto, le sue varie fasi, grazie a scatti di respiro nazionale e locale, fotografia freelance del progetto Arcipelago-19 e archivistica raccolta dall’Archivio Fotografico Lucchese ‘A.Fazzi’, per una riflessione necessaria.

Photolux Festival si interroga sul futuro osservando, indagando e sostanziando attraverso la fotografia un passato appena trascorso, talmente vicino e ancora in_credibile da non lasciar certa la nostra percezione di esser fuori da quel momento. Il momento è, ovviamente, quello della pandemia, il 2020. Un anno inimmaginabile, contraddistinto dalla diffusione globale del Covid19 e che ancora lascia atterrito il nostro sguardo, il nostro discernere tra ciò che è da ciò che è stato. È giunto, però, il tempo di interrogarci su ciò che sarà, uscire dal torpore intellettivo del terrore vissuto sulla nostra pelle, per cercare di intravvedere la luce in fondo al tunnel metafora usata e abusata in questo anno che, tuttavia, ha caratterizzato il nostro sentire, seguendo il claim del festival toscano: il futuro riparte da Lucca!

È forse il flash di una fotocamera quella luce? Certamente è la scrittura del reale tramite il medium fotografico, la testimonianza che Photolux sceglie di portare avanti per salvaguardare la storia recentissima ed offrirle nuova linfa. In tal modo il futuro riparte da Lucca dove sono nate le due mostre L’inizio del futuro e Racconti della Pandemia, prodotte dall’Archivio Fotografico Lucchese “A. Fazzi” ed ospitate negli affascinanti sotterranei di Villa Bottini, nel centro storico di Lucca.

I due progetti espositivi, che avviano il ben più ampio programma 2021 del Photolux – che ha saputo modularsi rispetto a quanto accaduto nel mondo – sono la collettiva L’inizio del futuro, curata da Giulia Ticozzi e Arcipelago-19, affiancata da una installazione audiovisiva di Cesura; una mostra che, come un grande atlante geografico, ha raccolto le testimonianze di fotografi in tutta Italia, atte a ricostruire una trama fitta di immagini dalla valenza emblematica per dare traccia di questo tempo. La documentazione di un tempo così assurdo e inaspettato ha spinto Arcipelago-19progetto collettivo nato nel marzo 2020 da un’idea di Max Cavallari, Michele Lapini, Valerio Muscella, Francesco Pistilli e Giulia Ticozzi – a dar luogo ad una immensa a frammentata rete, una sorta di banca dati immaginifica in grado di unire visioni e sentimenti di luoghi apparentemente e realmente distanti, ‘isole della quarantena 2020’ che, grazie a L’inizio del futuro, possono raccontare, come capitoli di una narrazione comune, prospettive corali, dettagli di vita che, dinanzi all’obiettivo, delineano il significato del tempo vissuto lontano dal normale accadere. Ecco, dunque, che le antiche cucine e cantine di Villa Bottini si trasformano in un laboratorio visivo, dove l’allestimento – non isolato  ma connesso – degli scatti degli autori genera una sorta di ricostruzione mnestica comune, ove il concetto di ‘collettività’, stavolta, non appartiene solo alla compresenza di più fotografi quanto alla molteplice interazione emotiva tra osservatore e opera, offrendo diversi spunti per intercettare la strada giusta poiché, hic et nunc, il futuro riparte da Lucca. Da subito, il pubblico avrà la sensazione di sentirsi immerso in questo mare magnum i cui moti ondosi sono allegoricamente generati dal flusso delle immagini, talvolta racconto di piccoli dettagli intimi, talaltra ampia finestra su ciò che era intoccabile. L’alternanza di istanti soggettivi si interseca con costruzioni che appartengono al vivere comune.

Il 2020 ha costruito la propria identità visuale tramite, purtroppo, immagini terrificanti, di dolore, isolamento, morte e pericolo. La fotografia, però, ha saputo indagare ogni istante, permettendo di guardare la realtà con occhi e percezione diversa, attenzione a quegli aspetti del quotidiano sino ad allora non considerati. In tal modo, e come si evince dalla mostra, il trascorrere di un tempo indescrivibilmente dilatato, ha dato vita alla costruzione di un nuovo ed intenso immaginario, costituto da un mosaico emozionale di tagli sul reale: abbiamo imparato a guardare laddove il nostro sguardo non si era mai soffermato ed il merito di ciò va certamente ai fotografi, come dimostra anche il Photolux. Agli scatti del vivere lo spazio domestico, Arcipelago-19 ha proposto come contraltare le immagini di cosa accadeva nelle città svuotate, barricate, negli ospedali e laddove la ricerca correva veloce per la creazione di un vaccino. Immagini che, d’ora innanzi, apparteranno alla memoria del nostro Paese e che, a Villa Bottini, stupiscono per la capacità di gemmare nuove consapevolezze, non più quello stato di muto ed impotente terrore di qualche mese fa. È il futuro che avanza e che, pian piano, stiamo raggiungendo, seppur segnato dalle ansie che i fotografi hanno saputo raccontare e rendere patrimonio comune, sublimate dall’installazione audiovisiva di Cesura e da alcuni lavori su carta che, come un flashback verbo visuale, mostrano gli scambi di email tra fotografi e Photolux in quel continuo spostare, annullare, riprogrammare eventi che ha definito il calendario culturale e non solo del 2020 e 2021.

Nel solco della riprogettazione delle nostre certezze si procede anche nel percorso espositivo, giungendo nella seconda mostra Racconti della Pandemia, curata da Enrico Stefanelli e Chiara Ruberti e che raccoglie in maniera ragionata una selezione di materiale video e fotografico acquisita dal Fondo Covid-19 dell’archivio lucchese, vera ricognizione del territorio e del punto di vista di fotografi e autori non professionisti. Un racconto condiviso nella ‘lontana vicinanza’ che ha riperimetrato luoghi, città, regioni e ne ha restituito un diario visivo, piccolo compendio ancora in fieri, affinché il valore delle testimonianze, delle memorie di ognuno possa trovare riflesso negli sguardi di chi incontrerà tale documentazione. Il concetto di archivio torna e risuona come eco in un anno di silenzi, in un periodo scandito dall’angosciante rumore dell’indicibile che ha messo in luce aspetti di una società globale uguale e diversa, dove al principio di solidarietà si è opposto quello di assoluto egoismo.

Photolux mette in luce i molteplici paradigmi che l’umanità ha scoperto, ritrovato, mostrato od obnubilato, perché è nella natura umana apparire, nella tensione dell’ignoto, per ciò che è. In un tempo che non trova ancora fine, in una storia ben più grande di noi, dove gli interessi di pochi continuano a sopraffare quelli di molti, ove nette sono apparse le distinzioni tra ‘nord e sud’ del mondo, ecco che ogni singolo scatto presentato da L’inizio del futuro e Racconti della Pandemia genera un ripensamento, una riflessione necessaria, su noi stessi come parte di una società.

Come anticipato, il Photolux apre con queste due mostre un programma più vasto: a luglio sarà ai Rencontres di Arles – che tornano dopo l’annullamento del 2020 – con l’esposizione di Alberto Giuliani, NASA Hi-SEAS ospitata dalla Fondazione Manuel Rivera-Ortiz, nel programma ufficiale della rassegna, sino al 26 settembre e che riporta in auge un sodalizio fortunato, capace di portare nel prestigioso festival francese, di caratura internazionale, il lavoro di autori italiani. Si continuerà, poi, nuovamente a Lucca, in settembre, con l’appuntamento imperdibile del World Press Photo e altre due rassegne: Bitter Leaves, il reportage di Rocco Rorandelli, membro del collettivo TerraProject, realizzato tra l’India, la Cina, l’Indonesia, gli Stati Uniti, l’Italia e molti altri paesi, incentrato sull’impatto che ha l’industria del tabacco ha sulla salute delle persone, l’economia e l’ambiente, e Foul and Awesome Display, produzione di Fotografia Europea a cura di Francesco Colombelli, con una selezione di libri fotografici che analizza come lo sviluppo delle armi da combattimento sia andato di pari passo con quello delle tecnologie più moderne.

Racconti della Pandemia, Photolux. © Matteo Bini, 2020, courtesy Archivio Fotografico Lucchese ‘A.Fazzi’, Fondo Covid19

Ancora una volta Photolux Festival si propone come luogo ideale ed intellettuale per una reale costruzione del racconto fotografico della nostra società, per comprenderne esattamente dinamiche e processi altrimenti velati, necessari, invece, alla definizione di una memoria condivisa. Oggi, il futuro riparte da Lucca.

PHOTOLUX 2021

L’INIZIO DEL FUTURO & RACCONTI DELLA PANDEMIA
Lucca, Villa Bottini, Via Elisa 9
dal venerdì alla domenica, dalle 10.00 alle 19.30, info 0583 53003
28 maggio – 22 agosto 2021

Azzurra Immediato

Azzurra Immediato, storica dell’arte, curatrice e critica, riveste il ruolo di Senior Art Curator per Arteprima Progetti. Collabora già con riviste quali ArtsLife, Photolux Magazine, Il Denaro, Ottica Contemporanea, Rivista Segno, ed alcuni quotidiani. Incentra la propria ricerca su progetti artistici multidisciplinari, con una particolare attenzione alla fotografia, alla videoarte ed alle arti performative, oltre alla pittura e alla scultura., è, inoltre, tra primi i firmatari del Manifesto Art Thinking, assegnando alla cultura ruolo fondamentale. Dal 2018 collabora con il Photolux Festival e, inoltre, nel 2020 ha intrapreso una collaborazione con lo Studio Jaumann, unendo il mondo dell’Arte con quello della Giurisprudenza e della Intellectual Property.