Vincenzo Marsiglia|Prospect, 2021, a cura di Beatrice Audrito e Davide Sarchioni, exhibition view, NM Contemporary, Principato di Monaco. Ph. Loïc Thébaud

VINCENZO MARSIGLIA | Prospect

NM Contemporary, nel Principato di Monaco, sino al 30 settembre, accoglie Prospect, la personale di Vincenzo Marsiglia, a cura di Beatrice Audrito e Davide Sarchioni, una sorta di percorso espositivo volto a tracciare le evoluzioni di una instancabile ricerca artistica in atto da venticinque anni, in cui sperimentazione e visionarietà si propongono quali punti chiave di una intera carriera.

Indicare ed elaborare le regole grafiche per realizzare la rappresentazione di un oggetto reale su una superficie puramente bidimensionale è il principale compito affidato alla teoria prospettica, un varco attraverso cui lo sguardo avanza e si muove nello spazio in maniera illusoria. Cosa avviene, tuttavia, quando il concetto di prospettiva assume il ruolo di definire i punti chiave e le tappe di una ricerca ultraventennale come quella di un artista?

Vincenzo Marsiglia, Fold Star Black, 2017, black Blegian marble, 24x18x4 cm, courtesy of NM Contemporary. Ph. Roberto Sala

Vincenzo Marsiglia e la personale Prospect, ospitata dalla galleria monegasca NM Contemporary ed a cura di Beatrice Audrito e Davide Sarchioni, intende dar luogo ad una reale trasposizione di quella intenzione prospettica che l’artista ha sviluppato in anni di intensa ricerca.

Prospect – in inglese visione, prospettiva, probabilità, speranza – si riferisce allo sguardo ampio e lungimirante che contraddistingue l’evoluzione del percorso artistico di Marsiglia, quale filo conduttore per raccontare i passaggi fondamentali dei suoi venticinque anni d’instancabile ricerca.”  Si legge nella introduzione alla mostra da parte dei curatori e che trova il suo primo riferimento tangibile dall’elemento di sintesi e riconoscibile che, in foggia di monogramma, l’artista ha definito Unità Marsiglia (UM) un grafismo a forma di stella declinato, negli anni, in maniere differenti, sempre, però, tali, da esser riconducibili ad una visione coerente

Vincenzo Marsiglia, Wallpaper Op Mirror, 2021, Ricoh mirrored wallpaper, 353×707,5 cm, from Prospect, 2021, exhibition view, NM Contemporary, Principality of Monaco. Ph. Loïc Thébaud

Addentrarsi negli spazi della mostra Prospect significa, dunque, entrare in comunione con l’intrico immaginifico alla base della relazione tra idea e materia che Marsiglia porta avanti da sempre, in quella infaticabile interdisciplinarietà che accompagna l’artista e che dal monogramma, ovvero dalla continua riformulazione della geometria della stella a quattro punte, genera una imperitura e pressoché infinita rielaborazione, formale, concettuale, filosofica e materica in grado di definire, e riperimetrare, non già e non solo stadi e stati identitari, quanto anche una volontà di progettazione sperimentale che non si ferma nella dimensione conoscitiva dell’hic et nunc e della tangibile rappresentazione, bensì, torna ad abitare uno spazio irreale alloquando Marsiglia indaga la dimensione virtuale.

Prospect, pertanto, funge non da mostra antologica, o meglio, non da carousel dimostrativo di istanze maieutiche che abbracciano un arco temporale che va dal 2010 al 2021, piuttosto, si propone come estroflessione oggettuale ma anche soggettiva di una più ampia serie di dinamismi processuali che accompagnano Vincenzo Marsiglia nel suo lavoro.

In una intervista di qualche mese fa – oggi riportata nella monografia che accompagna Prospect – l’artista mi aveva offerto contezza di taluni valori processuali fondanti il proprio modus operandi tanto che, sintetizzando, le riflessioni si interpolarono su un concetto principe: “L’arte deve far generare energie, avere la forza di oltrepassare anche se stessa con slanci sognanti verso tematiche che a volte non appartengono all’arte stessa ma che possono dare il loro contributo visionario.” Le parole di Marsiglia, pertanto, avevano definito, in tal maniera, il quid mediante il quale trasformare un’opera d’arte in varco percettivo, sì da restituire ‘al nostro quotidiano un giusto stravolgimento del modus cogitandi solito, noto, ovvio e al quale ci siamo pigramente abituati. L’arte – e gli artisti – hanno da sempre trovato la maniera per aggirare gli ostacoli dell’umano vivere. È necessario, oggi più che mai restituire loro il ruolo attoriale perso da tempo. Un ulteriore motivo? È quanto sottolineato dal Marsiglia qualche riga più avanti, quando descrive il suo rapporto con i luoghi, ovvero quella commistione unica ed essenziale, afferente alle sensibilità visionarie, le sole in grado di porsi come guide in questo buio tempo; l’artista asserisce: “La mia relazione è stata con il silenzio assordante. Il silenzio, in grado di attivare l’esperienza.” Ecco, pertanto, che il silenzio portato in auge da Vincenzo Marsiglia è come una sorta di panico suono – o assenza d’esso – che si riscopre tra orridi, cime e gole appenniniche, antichi borghi abbandonati, paesaggi mozzafiato e vuoti sui quali tentare di restare sospesi, tra cromie improvvise e inattesi infiniti orizzonti. Ed è in questo paesaggio onirico, mnestico ed interiore che l’artista ha saputo generare sublimanti commistioni, presenze e mancanze che fissano il vuoto per trarne suggestione, forma, tangibilità e per ricominciare ad immaginare tutto quello che la realtà, senza arte, non è in grado di gemmare.’

Immaginare e gemmare nuove visioni sono le azioni cardine attorno alle quali Vincenzo Marsiglia attua la propria riflessione e pone in essere la sua ricerca, realizzando un’indagine che è filiazione diretta di una contemporaneità totalizzante, spesso profetica, rispetto a ciò che sarà. In tale processo, gli spazi espositivi della NM Contemporary hanno funto da incubatore relazionale con sinapsi estetiche e materiche, come dimostrato dalle opere site specific che, da subito, aprono al dialogo con opere precedenti. Un dialogo, una conversazione che si tramuta in conversione: degli spazi, della loro percezione, del valore del fare arte tradotto in artifizio ove perdersi e ritrovarsi, mediante il supporto del simbolo, della luce, della materia e del legame tra significato, significante e sua relazione con le spinte percettive.

NM Contemporary, dunque, non solo intesa come galleria e white cube ospitante, quanto anche come fucina di reinvenzione, luogo in cui allo spazio reale la prospettiva di Vincenzo Marsiglia ha offerto modo di cambiare, di farsi latrice di accadimenti alteri, nel solco di una geometria variabile che sposta l’attenzione dal ‘fare pittura’ al ‘fare’, in cui progettazione, luce, architettura, carta, incisione, new media, digitale e reale si missano, determinando una inusitata e sorprendente armonia.

Il concetto stesso di commistione transita tra le opere e nell’intera ricerca che Prospect narra. Una transizione che si rivela transitorietà immaginifica ed effimera costruzione di visione, la cui prospettiva, per l’appunto, può mutare al mutare delle condizioni.

In tale condizione, pertanto, non di precarietà, ma di perpetua sperimentazione, Clara Pacifico Natoli e Stephane Mascarenhas, galleristi di NM Contemporary hanno permesso che il proprio spazio divenisse luogo mutevole e mutabile, crogiuolo della visione e della prospettiva del Marsiglia, portando in scena una dimensione ultrareale, in cui la dimensione mondana interloquisce con la dimensione concettuale seguendo un percorso non lineare, composito ed accompagnato da continue sorprese cortocircuitali.

Architettura del luogo ed architettura visionaria dell’artista talvolta combaciano talaltra si respingono, in una sorta di gioco che si riflette nelle soluzioni cromatiche, luministiche e geometriche a cui Marsiglia sottopone le proprie opere. In che modo, Egli riesca ad impiegare una simile molteplicità di grammatiche pur all’interno del medesimo linguaggio è certamente prodigio, di quelli in grado di trasformare, di rendere il pubblico parte di una installazione in continuo divenire.

La galleria, in tal maniera, si trasforma in luogo in cui pareti e stanze assumono carattere effimero di nuova definizione dello spazio che si lascia costruire dallo sguardo e dall’azione dell’artista, alla stessa maniera in cui anche il catalogo è stato costruito.

Vincenzo Marsiglia, Prospect, exhibition catalogue with fluorescent cover, NM Contemporary, Principato Monaco. Ph. Loïc Thébaud

Nella sua veste riflettente, invero, ove lo sguardo e le mani del lettore sono accolte dal monogramma dell’Unità Marsiglia, UM, esso non è una semplice ed usuale pubblicazione che accompagna in maniera didascalica la mostra. È un vero e proprio caleidoscopio – lemma e fantasmagoria molto cari a Vincenzo Marsiglia – nel quale il lettore è come introiettato in oltre due decenni di ricerca dell’artista, seguendo un percorso non semplice e composito, laddove quei processi legati a “visione, prospettiva, probabilità, speranza” interagiscono con l’intelligenza emotiva del fruitore.  

Una sorta di gioco multidimensionale prende corpo, mentre il racconto dell’arte e della ricerca di Vincenzo Marsiglia avanzano secondo una cadenza che è cosmogonica costruzione visuale, concettuale e di narrazione di universi altri, ricerche sempre in fieri che trovano tangenza nel reale esperibile.

Intelligenza reale ed intelligenza artificiale si incontrano, scontrano, così come le opere a parete dialogano con lo spazio della NM Contemporary o come le installazioni ambientali continuano ad interagire con la natura o il paesaggio urbano di cui sono parte ormai integrante e riscontrabili nella monografia.

Prospect non è, dunque, solo una mostra, non è semplicemente una antologica; è una sosta analitica, è un guardarsi indietro da parte di Vincenzo Marsiglia che, insieme con Beatrice Audrito e Davide Sarchioni, ha scelto di osservare quasi come fosse altro da sé il proprio avanzare, il proprio pensare ed agire. In tal senso, in un simile percorso, anche la pubblicazione monografica si presta ad essere prezioso elemento di indagine, dal duplice ruolo.

Prospect non è solo una prospettiva, è un gate verso un modo attivo d’osservare e comprendere il mondo senza perdere appigli riconoscibili, stelle polari in un amplissimo universo di cui Marsiglia, e noi con lui, siamo prospettici esploratori.

Vincenzo Marsiglia | Prospect
Principato di Monaco, NM Contemporary
10 giugno – 30 settembre 2021

Azzurra Immediato

Azzurra Immediato, storica dell’arte, curatrice e critica, riveste il ruolo di Senior Art Curator per Arteprima Progetti. Collabora già con riviste quali ArtsLife, Photolux Magazine, Il Denaro, Ottica Contemporanea, Rivista Segno, ed alcuni quotidiani. Incentra la propria ricerca su progetti artistici multidisciplinari, con una particolare attenzione alla fotografia, alla videoarte ed alle arti performative, oltre alla pittura e alla scultura., è, inoltre, tra primi i firmatari del Manifesto Art Thinking, assegnando alla cultura ruolo fondamentale. Dal 2018 collabora con il Photolux Festival e, inoltre, nel 2020 ha intrapreso una collaborazione con lo Studio Jaumann, unendo il mondo dell’Arte con quello della Giurisprudenza e della Intellectual Property.