Il 17 dicembre, presso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma, è stato presentato Portami il Futuro il programma ufficiale di Gibellina Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2026, promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. A introdurre e moderare la conferenza stampa Angelo Piero Cappello, Direttore Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura con gli interventi di Salvatore Sutera, Sindaco di Gibellina; Andrea Cusumano, Direttore Artistico Gibellina 2026; Rosalia D’Alì, Presidente del Distretto Turistico della Sicilia Occidentale; Francesca Corrao, Presidente della Fondazione Orestiadi e Francesco Paolo Scarpinato, Assessore dei beni culturali e dell’identità siciliana della Regione Siciliana.
Il progetto Portami il Futuro è sviluppato in quattro aree tematiche: Armonie del Contemporaneo con processi di partecipazione e interventi di artisti contemporanei; Memorie dal Futuro proiettato sui giovani per progettualità culturali partecipative; Eredità per mantenere la memoria dei luoghi reinterpretando il presente attraverso l’arte contemporanea e Reti Contemporanee per l’attivazione di progetti delle arti. Si è scelto di inaugurarla il 15 gennaio, data simbolo per la città siciliana e della Valle del Belice, per l’anniversario del terremoto che nel 1968 lacerò il territorio e da cui si ripartì per dare nuova identità al luogo.
Come dichiara Angelo Piero Cappello: Questa iniziativa inaugura una nuova visione delle politiche culturali nazionali, in cui la creatività contemporanea diventa motore di rigenerazione non più di un singolo territorio ma di reti tra realtà territoriali quali fattori di coesione sociale. Gibellina, simbolo di rinascita e sperimentazione, si afferma come laboratorio nazionale e internazionale di pratiche artistiche condivise. Il progetto Portami il futuro testimonia come l’arte possa farsi bene comune e strumento di memoria, dialogo e innovazione.
Il Sindaco Salvatore Sutera sottolinea come per Gibellina diventare la prima capitale dell’arte contemporanea, sia una straordinaria occasione di rilancio per generare nuove energie per i giovani, andando a contrastare lo spopolamento subito negli anni. Una trasformazione che si basa su una collaborazione collettiva, un’occasione di costruire reti attraverso l’educazione, l’arte e la partecipazione, con momenti di studio e gli eventi. L’intento è di riattivare il “Laboratorio Gibellina” e superare il 2026, per la crescita negli anni a seguire e afferma: Dalle macerie del terremoto è nata una città che ha scelto di non limitarsi a ricostruire muri e case, ma di ricostruire anime, affidandosi all’arte come atto politico, civile e poetico. Gibellina è diventata un laboratorio di bellezza, un luogo in cui l’arte non è ornamento, ma destino.
Per il direttore artistico Andrea Cusumano la crisi è anche il momento del cambiamento, che consente di guardare oltre le proprie macerie verso nuovi orizzonti, come fu per la Gibellina del 1968, grazie alla visione dell’ex sindaco Ludovico Corrao che scelse di farsi accompagnare dagli artisti per la rinascita. Gibellina riparte chiamando tutto il sistema del contemporaneo a prendersi cura del presente e “verso nuove mete e approdi”.
Il direttore artistico afferma che Portami il Futuro è un progetto che chiede agli artisti di essere presenti, di lavorare nei luoghi della vita quotidiana e di contribuire a costruire una bellezza intesa come compito sociale, lasciando un’eredità culturale che vada oltre l’anno del titolo e continui a produrre senso nel tempo.
Francesca Corrao presidente della Fondazione Orestiadi afferma: rilanciamo la grande sfida di rinascere attraverso l’arte. Portando avanti il disegno del padre Ludovico Corrao, prima come sindaco di Gibellina e poi come presidente della Fondazione, chiamando gli artisti a raccolta per la ricostruzione.
Il progetto è sviluppato in cinque aree di intervento: Mostre con i lavori di Masbedo e di Adrian Paci; Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot, Nanda Vigo e Philippe Berson; Mona Hatoum, William Kentridge, Shirin Neshat, Anna Maria Maiolino, Amalia Pica, Regina JosèGalindo, Santiago Sierra, Zehra Doğan, María Magdalena Campos Pons, Holly Stevenson, PaoloIcaro, Olu Oguibe, Mustafa Sabbagh e Akram Zaatari.Una mostra sarà dedicata al percorso del collezionista Peppe Morra. Sarà inoltre riallestita, con Riso-Museo d’arte moderna e contemporanea di Palermo, l’opera ambientale Circle of Life di Richard Long. Il programma di Residenzecon i due poli “Costruire arte” e “costruire comunità” e l’interazione di Lucia Veronesi, Flavio Favelli, Sisley Xhafa, Giorgio Andreotta Calò, Pietro Fortuna, Jonida Xherri,Khaled Ben Slimane, Sonia Besada, Lucio La Pietra eIgorGrubic. Il collettivo Stalker, Francesco Lauretta, Luigi Presicce, Virgilio Sieni, le performance dello Zoukak Theatre, Alberto Nicolino e il simposio di arti Diwan; per le Arti performative saranno chiamati artisti nazionali e internazionali come Regina José Galindo, Roberto Andò, Mimmo Paladino ed Emilio Isgrò; per Educazione e partecipazione saranno organizzati laboratori, attività di formazione, progetti intergenerazionali e percorsi rivolti alle comunità; in Simposi, conferenze e giornate di studio prenderanno parte attiva istituti di ricerca e università nazionali e internazionali.
Il progetto si avvale del contributo dei co-curatori Cristina Costanzo ed Enzo Fiammetta e del coordinatore del progetto Antonio Leone, del Comitato curatoriale di supporto – composto da Antonella Corrao, Arianna Catania, Alfio Scuderi e Giuseppe Maiorana – e del Comitato Scientifico, formato da Antonia Alampi, Achille Bonito Oliva,Marco Bazzini, Michele Cometa, Hedwig Fijen, Claudio Gulli, Teresa Macrì e Maurizio Oddo.
Per Portami il Futuro sono stati stanziati 3 milioni di euro e viene coinvolto un territorio esteso con un insieme di sedi e spazi diffusi. Sicuramente la parola chiave che emerge dalla presentazione di questo complesso progetto può trovarsi in rete territoriale, la quale ricorre nella progettualità e nella programmazione di questa nuova esperienza di Gibellina per il contemporaneo.
