Lo spazio sacro, sottoposto ad un restauro conservativo realizzato in tempi recenti che ha permesso di recuperare interessanti lacerti di affreschi tardo gotici, svolge una funzione importante nel contesto del Museo diffuso di Bellano ed è destinato ad ospitare concerti e mostre di carattere culturale. Nel soppalco, ricavato all’interno, ha trovato posto anche un’installazione suggestiva di opere in rame di Danilo Vitali che si concentrano sul tema della natura, vegetale e animale. Cordero, si inserisce nel contesto di San Nicolao con straordinaria eleganza, presentando opere che riflettono la sua attenzione e sensibilità nei confronti del tema del paesaggio, della sostenibilità e del rispetto degli ecosistemi. Elegy for the Arctic è il titolo di un concerto di Ludovico Einaudi, prodotto da Greenpeace nel 2015, che, drammaticamente, cattura nella dimensione sonora lo sciogliersi di un ghiacciaio. Da qui il titolo della mostra che si snoda nelle due diverse sedi. Nella prima trova posto un’installazione, prodotta da Storyville, che campeggia nell’abside, capace di portarci indietro nel tempo per immergerci nel tema della montagna. Nel video d’epoca, d’inizio Novecento, è possibile riconoscere la faticosa salita in vetta di un gruppo di alpinisti dotati di corde a ramponi.



Nello stesso spazio sono state collocate: La metamorfosi della materia, Una pietra sopra, ed ETNOM. Una pietra sopra è un prezioso lavoro di scavo realizzato materialmente su plichi di volumi rilegati del “Corriere della sera” e di altri testi, che sembrano corrosi dall’acqua e dal vento quasi fossero dei “Ciciu del Villar”. Le opere di Cordero sono disposte come in un teatro in cui la materia entra in dialogo con il documento scritto, con la parola. L’artista rivela qui un profondo legame con la sua terra d’origine, il cuneese, che permette di evidenziare sintonie profonde con il lavoro di Penone (con il quale ha collaborato a lungo) ma anche con Zorio, Mainolfi e gli artisti dell’Arte povera. Ne è prova anche ETNOM, una fusione in alluminio realizzato durante una residenza al Monte Verità, nei pressi di Ascona. Questo luogo leggendario, in cui si concentrerebbe un potenziale energetico capace di dare sostanza alla creatività, ha offerto la possibilità a Cordero di riflettere sul rapporto terra/cielo realizzando il calco di una pietra del posto che, per un gioco di contrapposizioni, dialoga con un pigmento blu, una sorta di IKB ovvero Klein Blu, che rimanda a qualcosa di trascendente. Nel contesto del Museo Giancarlo Vitali invece le sue opere dialogano strettamente con quelle sostanziate dalla forte natura pittorica e citazionista dell’artista bellanese.

