
Mimmo Rotella (1918-2006), noto per la tecnica del décollage, frammentava e sovrapponeva manifesti pubblicitari e immagini cinematografiche, trasformando il quotidiano in materia estetica e conferendo all’immagine una nuova tensione semantica. La sua ricerca visiva, che coniuga stratificazione e sperimentazione formale, prefigura una sensibilità affine a quella del cinema contemporaneo, in cui le immagini non sono meri veicoli narrativi, ma strumenti capaci di evocare memoria, emozione e riflessione critica. Il premio a Sorrentino riconosce la sua abilità nel tradurre sul grande schermo una dimensione estetica simile: nei suoi film la narrazione si intreccia con la composizione visiva, dando vita a “quadri in movimento” che richiamano la frammentazione e la stratificazione dei décollages di Rotella. In entrambi i linguaggi, l’arte diventa mezzo per sondare la realtà, confrontarsi con la storia e restituire l’immaginario in forma rielaborata e poetica.La consegna a Sorrentino di un’opera originale di Rotella, accompagnata dall’intervento di Nicola Canal, illuminato presidente della Fondazione, ha sottolineato il valore simbolico del premio: un legame vivo tra due forme espressive complementari, capaci di nutrirsi reciprocamente di innovazione e sensibilità estetica. Con questo riconoscimento, la sensibilità visiva di Sorrentino si inscrive nella continuità della visione sperimentale di Rotella, confermando che il cinema, come le arti visive, rimane un terreno privilegiato di ricerca, sperimentazione e riflessione critica, capace di arricchire profondamente il panorama culturale contemporaneo.
