ArtVerona 2026
Galleria Lorcan O'Neill

Le italiane a The Armory Show New York

Fino a domenica 7 settembre, al Javits Center di New York, sarà possibile visitare The Armory Show, la fiera newyorchese che dal 2023 è gestita da Frieze

Sono 6 le gallerie italiane che partecipano quest’anno a The Armory Show, senza contare le gallerie tedesche e americane che hanno ora anche una sede a Milano o Roma.

Ad accoglierci, proprio all’ingresso, sono le 5 sculture geometriche al suolo di Rachel Whitread nello stand della Galleria Lorcan O’Neill. Nella galleria romana, che dallo scorso anno ha anche una sede veneziana, troviamo anche le opere di Tracey Emin, Kiki Smith, Gianni Politi e, particolarmente interessante anche se piccolo e un po’ nascosto, un trittico di Pietro Ruffo.

È Salvo invece il protagonista dello stand di Dep Art Gallery, oltre all’olio su tela che campeggia a centro stand chiudendo perfettamente la prospettiva del corridoio fieristico, nello stand di Antonio Addamiano vengono proposte anche due rarità, si tratta di due disegni dell’artista siciliano realizzati proprio a New York, meravigliosi! Oltre all’opera di Salvo, la mostra allestita in fiera focalizza sulla pittura in Italia con opere dagli anni Settanta in poi di Alighiero BoettiValerio AdamiNatale Addamiano, e Tino Stefanoni.

Punta su tre artisti la Galleria Studio G7, Franco Guerzoni, Giulio Paolini e Daniela Comani. Quasi inutile sottolineare che l’opera più apprezzata dal pubblico americano sono i Bookshelf di Daniela Comani. Due stampe di pigmenti d’archivio su Photo Rag e Alu Dibond 115×100 con 12 copertine, ognuna, di volumi reintepretati al femminile dall’artista bolognese che vive e lavora a Berlino.

Al centro dello spazio delle gallerie Minini, Francesca e Massimo, campeggia la scultura di Francesco Simeti, alle pareti invece le opere di Peter Halley, Roberto de Pinto, Landon Metz, Sheila Hicks, Leon Golub e l’inconfondibile installazione di Jacopo Benassi.

Secci è la galleria italiana che propone il maggior numero di artisti, nello stand sono esposti: Luisi Mera, Kevin Francis Gray, Sandro Chia, Ugo Rondinone, Daria Dmytrenko, Radu Oreian, Dan Flanagan, Yves Scherer, Barry X Ball, Fernando Botero, Patrick Alston e Jason Martin.

Infine, Luce Gallery di Torino, espone le opere di Francesco Pirazzi, Connie Harrison, Rob Davis e due opere di Peter Mohall. Si tratta di due tele dipinte con un composito acrilico, tempera e carbone, 120 × 90 cm dove la banalità del soggetto, paesaggio o natura morta, viene smentita, dalla stesura della tempera che rivela, nonostante la decisa densità, la trama della tela, e dai rettangoli di composto acrilico che “campionano” i colori utilizzati a mo di palette.

Roberto Sala

Editore, graphic designer e fotografo d’arte, dal 2012 è docente di Metodi e tecniche dell'arte-terapia presso l'Accademia di Brera nel corso di laurea specialistica di Teorie e pratiche della terapeutica artistica. Direttore della casa editrice Sala Editori specializzata in pubblicazioni d’arte e architettura, affianca alla professione di editore quella di grafico, seguendo in tempi recenti l’immagine coordinata delle più importanti manifestazioni culturali della città di Pescara fra le quali si segnalano: Funambolika e Pescara Jazz. Dal 1992 al 2019 è Art Director della Rivista Segno per la quale dal 1976 ha ricoperto diversi ruoli e incarichi. Dal 2019 è Direttore Editoriale di Segnonline. Dal febbraio 2024 è Direttore Editoriale delle riviste Segno e Segno.es per le quali traccia la linea politica e di sviluppo. roberto@segnonline.it

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