Clegg & Guttmann, A Portrait with a Ball and a De Dominicis, 2019 stampa Lambda incorniciata montata dietro plexiglas, 133x153x4,7 cm Collezione Oscar Giuseppe Damiani, Milano Courtesy Galleria Lia Rumma, Milano, Napoli

Oscar Damiani. L’arte nel pallone

Un libro che svela le due grandi passioni di Oscar Damiani

Diverse volte mi è capitato di incontrare nelle fiere d’arte Oscar Damiani, calciatore degli anni ’70-’80 poi divenuto procuratore di grandi campioni tra cui quattro “Palloni d’oro”: Jean-Pierre Papin, George Weah, Zinédine Zidane e Andrij Shevchenko.

Personaggio di rara eleganza – sopratutto se paragonato ai numeri 7 odierni – da anni frequenta il mondo dell’arte contemporanea collezionando un discreto numero di opere che ritroviamo nel bellissimo volume, curato da Angela Faravelli con testi di Alberto Cerruti, che può essere definito come il catalogo biografico di un raffinato e appassionato collezionista.

Il racconto si dipana attraverso 7 capitoli, come il numero della sua maglia da giocatore, che intrecciano il percorso professionale con la sua grande passione: il collezionismo.

Mario Sironi, Interno, 1932
tempera su cartone, 24×19 cm
Collezione Oscar Giuseppe Damiani, Milano
Foto Alessio e Stefano Gilardi, Lecco

Damiani si è avvicinato al mondo dell’arte acquistando, a soli 19 anni, un’opera molto distante dal solare sorriso del numero 7 di Juventus, Napoli e Milan per citarne alcune, scegliendo istintivamente una vanitas di Mario Sironi.

È interessante notare, facendo un parallelo tra il mondo del calcio e quello dell’arte, come nel 1974, quando Damiani firmava per la Juventus, nasceva uno dei suoi artisti preferiti che sarebbe diventato poi anche suo grande amico: Giuseppe Stampone. 

Giuseppe Stampone, L’Oscar del calcio, 2009. Flipper meccanico anni ’60 Gottlieb & co USA, matita e tecnica mista, 180x60x140 cm
Collezione Oscar Giuseppe Damiani, Milano Foto Alessio e Stefano Gilardi, Lecco

Per l’ex-calciatore/collezionista Stampone ha pensato e realizzato appositamente tante opere personalizzate in cui ha saputo combinare diversi aspetti della sua carriera calcistica a partire dagli esordi sui campi da calcio nel periodo giovanile, caratterizzati da pomeriggi in cui si giocava al calcio balilla con gli amici e da partite solitarie al flipper meccanico – da cui deriva il suo soprannome che gli ha affibbiato Gianni Invernizzi perché diceva che in campo si muoveva con un doppio passo da destra a sinistra e viceversa, proprio come quei funghetti del flipper che fanno rimbalzare le palline mentre scendono.

Il sorriso, la parlantina e la personalità solare di Oscar Damiani gli hanno permesso, durante i suoi 50 anni da collezionista militante, di conquistare il mondo dell’arte; così è diventato grande amico di importanti galleristi come Lia Rumma, dalla quale ha acquistato da Alfredo Jaar a Vanessa Beecroft, da Ettore Spalletti a Joseph Kosuth, da Haim Steinbach a William Kentridge, da Clegg & Guttmann ad Anselm Kiefer ed altri ancora.

Inoltre anche la Galleria Mazzoleni è per Damiani un importante punto di riferimento nel campo dell’arte contemporanea guidata da Gianni e Anna Pia, insieme ai loro figli Davide e Luigi, degli amici con cui ha condiviso piacevoli momenti durante le estati nelle rispettive case di vacanza in Costa Azzurra e dai quali ha potuto comperare opere di grandi maestri come Agostino Bonalumi ed Enrico Castellani.

Dunque il collezionismo di Oscar Damiani diviene un luogo di incontri e scambi dove si intrecciano e contaminano visioni e percezioni, dove oltre agli oggetti vi sono soprattutto relazioni e incontri, ricordi e curiosità.

Paola Pezzi, Matita rossa, 2014. Scultura in legno, matite colorate, 30x28x20 cm
Collezione Oscar Giuseppe Damiani, Milano Foto Alessio e Stefano Gilardi, Lecco

Oscar Damiani
L’arte nel pallone

CURATELA: Angela Faravelli
TESTI: Alberto Cerruti, Angela Faravelli
EDITORE: Chimera Editore, Milano
ANNO: novembre 2020
PAGINE: 186 (immagini colore)
ISBN: 978-88-99169-11-4

Roberto Sala

Editore, graphic designer e fotografo d’arte, dal 2012 è docente di Grafica editoriale presso l'Accademia di Brera nel corso di laurea specialistica di Teorie e pratiche della terapeutica artistica. Direttore della casa editrice Sala Editori specializzata in pubblicazioni d’arte e architettura, affianca alla professione di editore quella di grafico, seguendo in tempi recenti l’immagine coordinata delle più importanti manifestazioni culturali della città di Pescara fra le quali si segnalano: Funambolika e Pescara Jazz. Dal 1992 è Art Director della Rivista Segno per la quale dal 1976 ha ricoperto diversi ruoli e incarichi. Dal 2019 è Direttore Editoriale di Segnonline per il quale traccia la linea politica e di sviluppo del periodico. roberto@segnonline.it