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Nino Longobardi

Nino Longobardi

Presentato nella Sala degli Incontri d’Arte della Reggia di Caserta il catalogo dedicato alla mostra di Nino Longobardi.

Inaugurata a dicembre del 2023 nella Quadreria del palazzo reale, l’esposizione ha trovato in questo nuovo apparato editoriale la sua consacrazione definitiva, trasformando un’esperienza espositiva per sua natura temporanea in un corpo di conoscenza strutturato, organico e destinato a permanere nel tempo. Non si tratta di un semplice elenco di opere, ma di un progetto culturale del museo, un dialogo instaurato tra l’immaginario di Longobardi e l’imponente architettura vanvitelliana attraverso una sequenza fotografica concepita appositamente per evidenziare una tale osmosi spaziale. Il volume monografico nasce come testo scientifico di approfondimento, di nuova riflessione e di rilettura della mostra e delle opere dell’artista grazie ai contributi di Tiziana Maffei, Tomas Arana, Angela Tecce e all’intervista a cura di Olga Scotto di Vettimo, con le fotografie di Fabio Caricchia. La pubblicazione, a cura di Raffaele Orlando e Valeria Di Fratta, è edita da Silvana Editoriale.

Nino Longobardi, figura centrale della Nuova Scuola Napoletana di Piazza dei Martiri, rappresenta l’anello di congiunzione tra la memoria storica del territorio e le tensioni dell’arte attuale. Fu proprio lui a trasmettere a Lucio Amelio quel seme creativo da cui germogliò la celebre collezione “Terrae Motus” all’indomani del sisma del 1980. La sua presenza alla Reggia non è mai casuale, ma esplicita una continuità metodologica che la direttrice Tiziana Maffei persegue con rigore: valorizzare una collezione storica attraverso il confronto diretto con la produzione artistica contemporanea. L’antologica presentata raccoglieva oltre trenta lavori selezionati con cura dall’artista, capaci di innescare una narrazione visiva dove misticismo e materia si fondevano per esplorare temi universali quali la vulnerabilità e la finitezza umana.

Durante l’incontro, coordinato dalla storica dell’arte Valeria Di Fratta, le diverse voci intervenute hanno illuminato la complessità del lavoro di Longobardi. Angela Tecce, presidente della Fondazione Donnaregina, ha sottolineato come l’artista, a distanza di oltre quattro decenni, abbia saputo rinnovare profondamente i propri linguaggi espressivi, muovendosi tra pittura e scultura senza mai tradire la sua indagine sulla fragilità dell’esistenza e sulla consunzione del corpo. Una riflessione condivisa da Olga Scotto di Vettimo, che ha rintracciato nel dialogo con l’artista quella “dimensione costruttiva del tragico” che emerge con forza nel rapporto tra le opere e lo spazio circostante. A portare una nota di calore e memoria storica è stato l’attore Tomas Arana, il quale ha ripercorso gli anni del suo legame con Napoli attraverso aneddoti personali vissuti con il maestro.

Il volume diventa così uno strumento di studio per comprendere non solo la traiettoria di un singolo protagonista dell’arte italiana, ma anche l’orizzonte di lungo periodo verso cui si muove la Reggia di Caserta. Questo catalogo, dunque, non si limita a documentare una mostra, ma ne chiarisce le implicazioni profonde, offrendo al pubblico e agli studiosi una chiave di lettura critica su come la contemporaneità possa abitare e dare nuova vita ai luoghi della storia.

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