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Installation View, “Marina Rheingantz. Rodamoinho”, curated by Alberto Salvadori. Courtesy Fondazione ICA Milano and the artist. Ph. credits: Andrea Rossetti Archive.

Marina Rheingantz – Memoria e materia in metamorfosi

Alla Fondazione ICA Milano, la pittrice brasiliana Marina Rheingantz intreccia tonalità, dinamica e trame cromatiche, declinando le sue tele in un contesto di connessioni complesse e percezioni continue.

La mostra Rodamoinho porta a Milano un approccio distintivo nella scena contemporanea. Marina Rheingantz (Araraquara, San Paolo) propone un itinerario di variazioni e accumuli, in cui sovrapposizioni cromatiche e gestualità fluida si combinano con ricordi personali, dando vita a opere in costante mutamento. Curata da Alberto Salvadori, l’esposizione raccoglie dipinti in cui il segno diventa presenza tangibile, le sfumature conquistano densità materica e il supporto custodisce impressioni e suggestioni.

Installation View, Marina Rheingantz. Rodamoinho, curated by Alberto Salvadori.
Courtesy Fondazione ICA Milano and the artist. Ph. credits: Andrea Rossetti Archive.

Le opere non si limitano a composizioni astratte: dispongono energia e movimento in configurazioni dinamiche. Intrecci di campiture, linee sinuose e dettagli densi occupano lo spazio come paesaggi interiori sospesi, generando un flusso avvolgente che conduce l’osservazione attraverso livelli ricchi di variazioni. Il titolo della mostra, Rodamoinho, evoca questa continua circolazione, catturando lo sguardo e accompagnando chi fruisce le opere in un percorso di immersione e scoperta di grande impatto emotivo.

Salvadori descrive i lavori come “ecosistemi da decifrare”, palinsesti di segni e gradazioni che celano rivelazioni sotto più strati. L’intervento pittorico assume qualità ritmica e strutturale, evidenziando analogie tra le configurazioni dei fili e l’organizzazione delle aree pittoriche. Negli ultimi dieci anni, l’artista ha sviluppato una produzione significativa, inizialmente attraverso ricami e successivamente con complesse trame jacquard, mostrando corrispondenze tecniche e ritmiche tra i procedimenti del filo e quelli della pittura.

La produzione di Rheingantz si colloca in un contesto in cui piani e significati si fondono, connettendo l’attenzione dalla sola osservazione alla creazione di universi variegati. Le tele mostrano come le gradazioni e il movimento possano evocare risposte profonde e ben strutturate, trasformando ogni piano pittorico in un ambito di concentrazione prolungata e coinvolgimento diretto; generando, inoltre, una dimensione visiva in cui l’intensità emergente si manifesta attraverso materiali e tonalità.

Le tele dialogano nello spazio come nodi di una rete interconnessa, mettendo in conversazione luce, spessore e architettura. Chi osserva è invitato a muoversi tra livelli diversi, lasciandosi attraversare da ciò che emerge come insieme di stimoli visivi, dove ogni elemento mantiene autonomia pur partecipando a un ordine armonico.

L’analisi della mostra Rodamoinho si sviluppa lungo un arco di introspezione e apertura riflessiva. Toni e linee non sono meri elementi visivi: custodiscono vestigia di vissuti e attivano immaginari comuni. Radicato nella biografia dell’artista, l’atto compositivo diventa mezzo di coinvolgimento diretto, rendendo la fruizione un’esperienza piena e organica.

Rheingantz mantiene una propria autonomia stilistica, occupando una posizione di rilievo nel dibattito contemporaneo sull’arte non figurativa come pratica in grado di esprimere significati attraverso la relazione tra elementi compositivi, livelli e andamento formale. Il modo in cui le sovrapposizioni di tonalità e i dettagli creano un ordinamento interno conferma la capacità dell’artista di rinnovare il linguaggio della pittura.

Convalidando la linea fortemente internazionale della mostra, la produzione di Rheingantz trova affinità, seppur mediante registri dissimili, con figure come Marina Perez Simão e Derrick Adams, le cui ricerche esplorano rapporti tra tecniche, materiali e memoria. In particolare l’artista dimostra che, anche in contesti dove l’arte rischia di ripiegarsi su sé stessa, la pittura può interrogare chi la osserva, sedimentare impronte e aprire ipotesi meditative originali.

Rodamoinho propone ancora una volta un contesto dinamico di confronto estetico, dove modulazioni, movimento e piani pittorici si articolano, offrendo strumenti per esplorare una sequenza di paesaggi costruiti e immaginati, ricchi di stimoli e sollecitazioni raffinate e potenti.

Installation View, Marina Rheingantz. Rodamoinho, curated by Alberto Salvadori. Courtesy Fondazione ICA Milano and the artist. Ph. credits: Andrea Rossetti Archive.

Marina Rheingantz
Rodamoinho
Fondazione ICA Milano
dal 20 novembre 2025 al 7 marzo 2026

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