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Neighborhood: gli Artisti di Via Varco al Museo ARCOS

Arcos, il Museo di Arte Contemporanea di Benevento, diretto da Ferdinando Creta, continua la sua indagine grazie al focus sul gruppo di ‘Artisti di Via Varco’ attraverso un interessante dialogo, con il matronato della Fondazione Donnaregina e promossa dalla Provincia.

Neighborhood è il titolo, estremamente emblematico, scelto da Francesco Creta, curatore della mostra che abita i peculiari spazi del Museo ARCOS di Benevento e che porta in dialogo le opere degli Artisti di Via Varco – ovvero Eugenio Giliberti, Umberto Manzo, Perino & Vele, Lucio e Peppe Perone – seguendo quello che può dirsi, certamente, un elemento di continuità che accompagna gli artisti citati: il concetto di prossimità che accompagna, in quel di Rotondi (Av) le loro carriere e le loro ricerche, seppur ben definite, riconoscibili.

ARCOS, per questa mostra, si sostituisce agli studi di via Varco come luogo di questa socialità che ha caratterizzato l’esperienza di questi artisti negli ultimi 10 anni, aprendo però diverse tipologie di discussione, in particolare un rapporto tra uno spazio estremamente connotato come quello del museo beneventano e degli artisti dall’identità molto forte, creando la suggestione di un dialogo tra il tufo degli ambienti espositivi e le opere.

Francesco Creta

Ecco, pertanto, che Eugenio Giliberti, Umberto Manzo, Perino & Vele, Lucio e Peppe Perone agiscono negli antri di ARCOS secondo un incedere che è ricerca continua, nella quale forme e idee, trattazioni della materia e sua relazione con lo spazio portano in superficie una sorta di rispecchiamento del valore di una mostra che non si veste del ruolo di collettiva ma di aree attive personali, nelle quali ognuno rivela la propria visione e si ‘affaccia’ su quella degli altri, come accade nella realtà di Via Varco.

Già nel 2017, Marco Tonelli affermava: “Per certi versi Via Varco è la punta di un iceberg, un concentrato di forze che fa parte integrante di un’ecologia culturale del territorio italiano. Anche se non sembrano esserci condivisioni di stili, materiali e forme nelle opere, né di anagrafe (gli estremi di nascita delle loro biografie vanno dal 1954 al 1975), sarebbe ugualmente improduttivo fare un discorso che consideri gli artisti di Via Varco come mondi separati l’uno dall’altro. Se non esiste un’estetica che rappresenta Via Varco, la compresenza di questi artisti in una piccola porzione di territorio, decentrata rispetto alle consuete rotte del contemporaneo ma centrale per la sua vitalità e originalità, è sintomo di qualcosa di reale e già proiettato al futuro.”

Oggi, perciò, l’impresa portata avanti dal Museo ARCOS – ossia quella di rimettere in connessione gli artisti che hanno rappresentano e che rappresentano la realtà culturale ed artistica campana dal Novecento ai giorni nostri, secondo un ulteriore innesto con le relazioni extramoenia o con prospettive del collezionismo territoriale – si fa portavoce di una volontà precipua di indagine che, seguendo la rotta già tracciata dagli Artisti di Via Varco pone il loro lavoro e le loro differenti poetiche come baluardo di uno sfondamento dei clichés abbarbicati alle torri d’avorio di uno sterile campanilismo che, troppo spesso, ha serrato la realtà dell’entroterra, per evidenziare, al contrario, il valore di una visione di matrice sì radicata nella terra madre ma in grado di farsi ‘varco’, per l’appunto, in un vicinato di caratura internazionale.

In tal maniera, il tema di vicinato, quel Neighborhood citato dal titolo del progetto museale, si rende alveo di una ulteriore riflessione; è ancora il curatore Francesco Creta, infatti, a sottolineare: “Vicinato è una parola che evoca nelle nostre menti incontri, socialità, discussione. Un percorso, quello di questi 5 artisti, che per quanto non si identifichi in uno stile unico ha portato alla realizzazione di una Koinè artistica, un linguaggio d’incontro, che parla di memoria e di radici, che oppone all’estrema velocità della società un ritorno ai ritmi naturali.”

Neighborhood, pertanto, si sostanzia in una dimensione extra fisica, metareale in un certo qual modo. Laddove coesistono le suggestioni offerte dagli spazi espositivi e dai preziosissimi reperti archeologici legati al culto di Iside nella città di Benevento, si gemmano prospettive nuove, vicine e lontane al contempo. La mostra in corso, dunque, insistendo sulle visioni e sulle evocazioni offerte dalle opere di Eugenio Giliberti, Umberto Manzo, Perino & Vele, Lucio e Peppe Perone, apre ad una ritmata volontà di intendere il Museo: non rigido contenitore, immobile e cristallizzato luogo, polveroso deposito di materia, bensì vivo spazio di sperimentazione, innesto architettonico che funge da snodo creativo e solco identitario in cui caratteri e personalità hanno modo di incontrarsi, incrociarsi, scontrarsi o armonizzarsi.

Neighborhood diviene luogo d’incontro, superando l’antica idea di museo tempio per giungere ad un modello di spazio vivo di discussione, un’Agorà non solo per gli artisti ma anche per i visitatori.

Dopo tre anni in cui il distanziamento sociale ha caratterizzato il nostro comportamento quotidiano, ecco che una mostra, un museo, una realtà artistica e le opere di Eugenio Giliberti, Umberto Manzo, Perino & Vele, Lucio e Peppe Perone risvegliano il nostro modo di intendere, vivere e reinterpretare lo spazio ed il tempo attraverso lo sguardo principe dell’arte.


Neighborhood
a cura di Francesco Creta
ARCOS, Museo di Arte Contemporanea
Benevento, Corso Garibaldi 1
dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 18:30
16 settembre 2022 > 7 gennaio 2023

Azzurra Immediato

Storica dell’arte, curatrice, progettista culturale ed art editor - Rivista Segno, Photolux Magazine, ArtsLife, Il Denaro, Ottica Contemporanea, stayinart - Firmataria del Manifesto Art Thinking, siede nel board di IAR, International Artist Residency e in Da.a per il progetto OLTRE/ legato alla fotografia e al territorio. Indaga progetti multidisciplinari di curatela e non solo. È stata consulente per Jaumann, unendo Arte, Giurisprudenza ed Intellectual Property. Dirige la Sezione Fotografia della kermesse VinArte. Collabora da anni con il Photolux e altre realtà simili. È docente di Storia del Costume e della Moda in IAAD Bologna e Ultime tendenze nelle Arti visive per ACCADEMIA ITALIANA, di Storia della Moda all’Istituto di Moda Burgo Bologna, di Sociologia della Moda presso l’Accademia Cappiello di Firenze e di Storia del Cinema e del Video in Accademia del Lusso a Milano. Collabora con Futuridea, occupandosi di curatela e progettazione culturale. Dal 2020 in DOT-Net|Sartoria Digitale si è occupata di marketing, brand identity e comunicazione aziendale.

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