Luca Lo Pinto, nuovo direttore del MACRO di Roma

MACRO: da “Museo Asilo” a “Museo per l’immaginazione preventiva”

Al Macro di Roma il 2020 si prospetta come l’anno del cambiamento radicale grazie alla nuova gestione diretta da Luca lo Pinto (Roma, 1981), subentrato dopo la conduzione De Finis.

Di seguito riportiamo le parole di Cesare Pietroiusti che, in qualità di presidente del CDA dell’Azienda Speciale PalaExpo, ha ringraziato Giorgio De Finis per il lavoro svolto con il “Macro Asilo” e augurato buon lavoro al responsabile del nuovo “Museo per l’Immaginazione Preventiva”: «A nome del CdA dell’Azienda Speciale Palaexpo esprimo la più grande soddisfazione per la partenza del progetto “Museo per l’Immaginazione Preventiva”, con il quale Luca Lo Pinto ha vinto il bando per l’affidamento triennale 2020-2022 del MACRO. Al termine del progetto sperimentale “Macro Asilo” è doveroso ringraziare, per lo straordinario lavoro svolto e per gli ottimi risultati raggiunti, il responsabile del progetto Giorgio De Finis e tutto il suo staff. “Macro Asilo” ha rappresentato una proposta coraggiosa, che ha messo al centro della sua strategia la creazione di processi partecipativi e che ha segnato una svolta significativa nella visione stessa del museo come istituzione pubblica, una proposta che è stata frutto di una precisa volontà dell’amministrazione di cambiare la natura stessa del museo e di metterne in questione la funzione in relazione al proprio territorio e ai suoi diversi pubblici. Siamo certi che il nuovo “Museo per l’Immaginazione Preventiva” guidato da Luca Lo Pinto sarà in grado non soltanto di sostenere e fare crescere il MACRO come luogo basato su apertura, pluralità e pratiche discorsive, ma anche di creare spazi di valorizzazione della ricerca artistica nazionale e internazionale che attraversa i confini delle discipline, che punta sul rigore della ricerca e sulla sperimentazione di nuovi linguaggi.»

Nominato grazie ad un bando pubblico indetto dal Comune di Roma a luglio 2019, come riportato nel nostro articolo, l’ex curatore della Kunsthalle di Vienna e cofondatore della rivista e casa editrice NERO ha presentato ieri, 3 febbraio 2020, alla stampa il suo programma triennale coadiuvato dalla presenza della Sovrintendente Capitolina Maria Vittoria Marini Clarelli, del presidente del Palazzo delle Esposizioni Cesare Pietroiusti e dell’assessore alla crescita culturale di Roma Luca Bergamo.

«Senza ignorare le origini e lo sviluppo dell’istituzione museale, credo sia necessario tentare di svincolarsi da modelli che risultano anacronistici rispetto alle complessità e porosità del linguaggio artistico contemporaneo. In un momento storico in cui il concetto di museo e la sua identità sono messi in continua discussione dai mutamenti sociali ed economici nonché dai linguaggi dell’arte stessa, è essenziale sperimentare modelli alternativi dove l’immaginazione possa essere il motore principale. Declinerò l’intera istituzione in una dimensione performativa: un grande stage in cui far convivere situazioni, mostre, progetti con dimensioni spaziali e temporali diversi mirando a coinvolgere il pubblico con una programmazione che sia insieme accessibile ma non d’intrattenimento, comprensibile ma non didascalica. Un’infrastruttura condivisa che possa essere uno spazio per la reciprocità, la convivialità e la messa in discussione del ruolo della produzione artistica e della sua ricezione. L’obiettivo è di mettere a punto una struttura museale elastica e interdisciplinare che pone al centro gli artisti e il loro pensiero. Un museo quale studio di produzioni di immaginari.»

Con queste affermazioni Luca lo Pinto riassume il suo innovativo “Museo per l’immaginazione preventiva” di cui ne riportiamo le linee guida.

Nel segno della continuità del progetto De Finis, il piano Lo Pinto propone in primis la volontà di proseguire e garantire l’accesso gratuito all’istituzione romana. Scelta che nel panorama museale italiano risulta essere una rarità contrariamente a quanto accade all’estero ma che, a nostro avviso, incentiva una maggiore apertura verso una ricezione più ampia dell’offerta culturale.

Veniamo ora alle novità ideologiche e strutturali su cui il progetto s’impernia.

Il MACRO è rinominato “Museo per l’immaginazione preventiva”, titolo che richiama e rende omaggio all’Ufficio per l’Immaginazione Preventiva istituito a Roma nel 1973 da Carlo Maurizio Benveduti, Tullio Catalano e Franco Falasca con l’obbiettivo di produrre un’arte capace di rivoluzionare la società. Scopo che viene ripreso dal curatore romano per adattarlo oggi ad un museo di arte contemporanea con la volontà di renderlo, non un contenitore di mostre, bensì una mostra intesa come “forma e luogo di produzione costante, che riduce la distanza con i visitatori, aprendosi anche a mondi solitamente meno esplorati quali il design, l’editoria e la musica sperimentale”.

L’idea di Lo Pinto è creare una realtà museale innestata sul concetto formale di magazine tridimensionale, facendo seguito alla sua decennale esperienza in tale campo, ove ogni spazio è ripensato come una specifica rubrica. Grazie alla nozione di “format”, sempre di matrice editoriale, l’ambiente museale prenderà vita con una serie di formati, ognuno caratterizzato da specifiche peculiarità. Nell’ala dell’ex fabbrica Peroni, composta da due edifici a due piani speculari, questa idea di magazine si svilupperà attraverso la destinazione, in ogni sala, di una specifica rubrica: al primo piano MONO (Aritmici; Polifonia) presenterà monografie interdisciplinari aperte alla poesia, teatro, danza, design, cinema e musica; mentre al secondo piano MEDIUM (Musica da Camera; In-Design; Studio Bibliografico; Palestra) offrirà sezioni dedicate ad ambiti e processi non convenzionali ma oggi centrali nelle pratiche artistiche contemporanee. A ciò si unirà il display RETROFUTURO attraverso cui la collezione del MACRO – fino a ora resa inaccessibile al pubblico e contenente capolavori dell’arte contemporanea – emergerà dai depositi sotto forma di una serie di immagini fotografiche, sia delle opere sia degli spazi in cui sono conservate, realizzate dalla fotografa Giovanna Silva. Tale processo, oltre a far riflettere sullo status dell’opera in un’epoca in cui questa è sempre più mediata dalle immagini, la attiverà come una meta-collezione predisposta ad accogliere un nuovo nucleo di lavori creati da giovani artisti italiani in una stratificazione di temporalità, generazioni e linguaggi.

La sala principale dell’ala nuova accoglierà, invece, mostre monografiche (SOLO / MULTI) con l’eccezione di alcuni progetti collettivi ma sempre in continuità con la transdisciplinarietà degli ambienti precedentemente descritti. Mentre l’Auditorium e l’attuale sala cinema ospiterà un ricco palinsesto di incontri, conferenze, proiezioni, concerti, simposi attivati grazie alla collaborazione con fondazioni attive in città, accademie straniere e associazioni culturali, sempre mantenendo la dimensione editoriale su cui si fonda l’intero progetto curatoriale. Infine, la rubrica EXTRA fungerà sia da MACRO Academy – che funzionerà da software per sviluppare un programma di educazione, approfondimento e formazione sull’arte e la cultura contemporanea da offrire alle istituzioni scolastiche romane o a realtà coinvolte in programmi di inserimento di stranieri e migranti tramite workshop o conferenze – sia di spazio permanente dedicato all’attività didattica per i bambini coinvolgendo direttamente gli artisti oppure proponendo incontri e workshop volti a incoraggiare un’esperienza dell’arte accessibile e creativa. Il MACRO si appresta così a divenire un centro culturale polifonico aperto a contenuti eterogenei e all’improvvisazione.

Ulteriori innovazioni proseguono anche nel settore della comunicazione: una nuova identità visiva è stata realizzata dall’art director e designer Marco Campardo, che seguirà lo sviluppo della comunicazione e il display espositivo per tutti i progetti, oltre che a disegnare una serie di sedute per rendere lo spazio del museo più accogliente. Infine, l’avatar del museo disegnato dall’artista Nicola Pecoraro sarà il segno distintivo del MACRO firmato da Lo Pinto, mentre il type design è realizzato dallo studio Omnigroup.

Dopo una fase di restyling e adeguamento degli spazi – fondamentale per trasformare l’intero museo secondo i canoni “editoriali” sopra citati così da ospitare opere volte a offrire una riflessione sul ruolo e sull’identità dell’istituzione museale su un piano concettuale e architettonico, nonché ad anticipare ed evocare i linguaggi, gli immaginari e le posizioni artistiche che animeranno il futuro programma – il MACRO riaprirà il 24 aprile nella veste di Museo per l’Immaginazione Preventiva – Editoriale offrendo al pubblico la possibilità di navigare attraverso gli spazi in una dimensione insolita, in cui il museo sarà riportato alla condizione neutra di uno stadio iniziale. Le opere, alcune appositamente commissionate e altre già esistenti, daranno luogo a un’esperienza definita “perturbante e coinvolgente in un paesaggio frammentato e rizomatico che combina linguaggi, discipline, poetiche e generazioni apparentemente distanti per farle risuonare insieme”.

Mentre il Museo per l’Immaginazione Preventiva, ovvero il museo completamente rinnovato e funzionante in ogni suo spazio-rubrica, sarà presentato con il grand opening del 3 ottobre 2020.

Attendiamo, quindi, la riapertura del 24 aprile 2020 per poterne dare un nostro giudizio.

Maila Buglioni

Storico dell’arte e curatore. Dopo la Laurea Specialistica in Storia dell’arte Contemporanea presso Università La Sapienza di Roma frequenta lo stage di Operatrice Didattica presso il Servizio Educativo del MAXXI. Ha collaborato con Barbara Martusciello all’interno dei Book Corner Arti promossi da Art A Part of Cult(ure); a MEMORIE URBANE Street Art Festival a Gaeta e Terracina nel 2013 e con il progetto Galleria Cinica, Palazzo Lucarini Contemporary di Trevi (PG). Ha fatto parte del collettivo curatoriale ARTNOISE e del relativo web-magazine. Ha collaborato con varie riviste specializzate del settore artistico. È ideatrice e curatrice del progetto espositivo APPIA ANTICA ART PROJECT. È Capo Redattore di Segnonline, coordinando l'attività dei collaboratori per la stesura e l’organizzazione degli articoli, oltre che referente per la selezione delle news, delle inaugurazioni e degli eventi d’arte. Mail maila@segnonline.it; maila@rivistasegno.eu