Angelo Gallo
Angelo Gallo, Opera unica. Foto Isabella Marino

Il valore e la riproducibilità dell’opera d’arte: intervista ad Angelo Gallo

Dal 10 maggio al 27 giugno 2024 Villa Altieri a Roma ha ospitato Opera Unica* di Angelo Gallo, a cura di Simona Spinella e con i testi critici di Simona Spinella e Giuseppe Capparelli, promosso da A-HEAD Project di Angelo Azzurro ONLUS con il patrocinio di Città Metropolitana di Roma Capitale.

Il progetto, che ha visto già una prima presentazione di alcune opere a Cosenza presso il Museo dei Bretti e degli Enotri nel 2023, nasce da una riflessione in relazione al concetto di riproducibilità e tiratura della grafica d’arte, sul quale l’artista e lo storico dell’arte Piero Gagliardi, che come curatore del progetto A-HEAD per diverso tempo ha seguito il lavoro di Angelo,si sono ampiamente confrontati. 
Da questo iniziale dibattito, il lavoro di Angelo Gallo si è interrogato più volte sulle questioni del valore dell’opera all’interno del complesso sistema del mondo e del mercato dell’arte, soprattutto nelle diverse configurazioni di opera unica o di opera riproducibile in molteplici esemplari. Temi di grande attualità e di grande interesse per tanti operatori culturali che ruotano intorno alla filiera dell’arte contemporanea. 
Abbiamo così incontrato Angelo Gallo per confrontarci su tali tematiche. 

Qual è il valore dell’opera d’arte nel mercato dell’arte e nel sistema dell’arte, mondi spesso non coincidenti?

Nel mercato dell’arte il valore dell’opera viene analizzato quasi unicamente dal punto di vista economico e di prospettiva economica. Ad ogni artista viene attribuito un coefficiente che cresce o diminuisce in base al potenziale di vendita ovvero a quanto è conosciuto, a quanto ha venduto le opere appena precedenti, a quante mostre ha partecipato e quanto erano importanti. Si parla sempre di quantità. Questo coefficiente poi, in base alla tecnica, si inserisce in una formula, che prevede anche le misure, e da lì si ottiene il valore economico dell’opera per il mercato dell’arte. Abbiamo ottenuto quindi il valore dell’opera e non abbiamo mai parlato di poetica, di ricerca, di creazione artistica, di espressione e di nient’altro che appartenga davvero a ciò che da sempre rappresenta il significato più sublime del termine Arte ovvero l’espressione estetica dell’interiorità e dell’animo umano. Il valore poetico dell’opera invece è dato da tutt’altri valori rispetto alla quantità. Non vi è bisogno di consegnare mensilmente una quantità di opere ai galleristi per comprendere il valore poetico delle opere ma tutt’altro. La poetica di un’artista risiede nella sua sensibilità, nella sua crescita, nella sua ricerca, nella ricerca di se stesso e nel rapporto con l’esistente. Il valore della poetica dovrebbe essere valutato dalla critica dell’arte, ormai quasi inesistente, troppo legata al mercato e non più indipendente di pensiero. Perciò non è facile dare una quantità a questo valore ma è possibile comprenderlo con il sentire di ognuno di noi. 

Come varia il valore dell’opera, non solo in termini economici, nel percorso artistico? 

In termini economici varia con le metriche che ho già specificato nella domanda precedente mentre, per quanto riguarda il percorso artistico di un artista, penso vari in funzione a come l’opera riesce ad arrivare al fruitore. Io penso che ogni opera detenga un messaggio o una riflessione che l’artista ha avuto il bisogno di indagare e poi condividere con il mondo così da poter motivare una riflessione e una possibile crescita a chiunque si imbatta in questo incontro, in questa relazione. Pertanto nei primi anni di produzione non sempre l’artista riesce facilmente tramite un’opera a condividere in modo leggibile la propria poetica. Probabilmente, a mio avviso, più l’opera acquisisce un linguaggio universale, riuscendo ad arrivare a quasi tutti coloro che la incontrano, e più è alto il valore dell’opera dal punto di vista poetico e dunque più è ampio il valore del percorso artistico di un artista. 

Cosa accade all’opera nel momento in cui non è più un pezzo unico ma entra nel sistema della riproducibilità? 

Tecnicamente più o meno niente in quanto il valore economico di quell’opera viene, il più delle volte, suddiviso per il numero di copie che vengono prodotte, anzi a volte risulta essere anche maggiore. Il problema, a mio avviso, risiede nel valore poetico dell’opera in quanto viene spesso vista in modo differente, come un’opera minore. Quando si parla di opere grafiche ad esempio come calcografie, serigrafie, litografie, ecc., si parla sempre come se quelle fossero delle opere minori dell’artista, spesso addirittura si guardano con superficialità, lasciandole scorrere sul muro dove sono state allestite alla ricerca di un’opera unica. Quello che non è purtroppo chiaro è che quell’opera contiene la poetica, la stessa poetica, dalla copia 1 alla copia n, identica, in tutte le sue copie. Se ci riflettiamo bene, il valore dovrebbe essere maggiore in quanto l’artista così facendo riesce a far fruire della stessa poetica molte più persone sparse per il mondo nello stesso momento. Ognuna di quelle opere multiple detiene lo stesso valore poetico. Ora la domanda viene spontanea. Quando si visita una mostra, si cerca il valore economico o il valore poetico nelle opere? Io, essendo romantico, penso che tutti vorrebbero cercare il valore poetico ma spesso lo dimenticano. La serie Opere uniche di possibile tiratura illimitataè nata per aprire questo dubbio, questa riflessione, e far guardare l’opera al fruitore con l’attenzione che merita seppur, per far questo, devo illuderlo di essere davanti a un’opera unica. 

Angelo Gallo
Angelo Gallo

Angelo Gallo nasce a Cetraro il 20 giugno 1988. L’infanzia e l’adolescenza la trascorre a Fagnano Castello, in provincia di Cosenza. Frequenta L’I.T.C.G. “E. Fermi” di San Marco Argentano diplomandosi come Perito Tecnico. Durante gli anni delle superiori si appassiona alla grafica e alla programmazione. Partecipa a vari seminari di Redazione, di Media-marketing e Comunicazione tramite Assform Confindustria Rimini. Ad un anno dal diploma consegue la qualifica professionale come “Progettista sicurezza informatica e web”. Si iscrive al corso di laurea in Informatica di SMFN presso l’Unical di Rende e dopo tre anni decide di cambiare percorso. Si trasferisce così all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro dove trova il suo mondo riuscendo ad esprimersi ed a sviluppare il suo percorso diplomandosi di I e II livello. Seguito da noti critici e curatori, è presente in tutte le manifestazioni artistiche di rilevo e porta avanti la sua ricerca etico/artistica che è in continua evoluzione. Dal 2019 ha fondato il Laboratorio Sostenibile di via Gaeta, un laboratorio di incisione alla ricerca delle metodologie sostitutive Non-Toxic in stretta connessione con la Galleria 291Est/Inc. di Roma. Conosciuto particolarmente per le serie delle Anatomie Forzate, la serie delle Anatomie Sensibili e per l’unconventional Mail-Art Project “Random Recipient”.

Il progetto A-HEAD nasce nel 2017 dalla collaborazione tra l’Associazione Angelo Azzurro ONLUS ed artisti di respiro internazionale, per produrre eventi artistici a Roma ed in altre città europee contro lo stigma della malattia mentale. Con il progetto A-HEAD Angelo Azzurro mira a sviluppare un percorso informativo e conoscitivo delle malattie mentali attraverso l’arte, sostenendo in maniera attiva l’arte contemporanea e gli artisti che collaborano ai vari laboratori che da anni l’Associazione svolge accanto alle attività di psicoterapia più tradizionali. Data la natura benefica del progetto, con A-HEAD la cultura, nell’accezione più ampia del termine, diviene un motore generatore di sanità, nella misura in cui i ricavati sono devoluti a favore di progetti riabilitativi della Onlus Angelo Azzurro, legati alla creatività, intesa come caratteristica prettamente umana, fondamentale per lo sviluppo di una sana interiorità. Lo scopo globale del progetto è quello di aiutare i giovani che hanno attraversato un periodo di difficoltà a reintegrarsi a pieno nella società, attraverso lo sviluppo di nuove capacità lavorative e creative. Dal 2022, la Onlus romana ha inoltre istituito con il Progetto A-HEAD la Prima Edizione del Premio Internazionale “Giovan Battista Calapai e Theodora van Mierlo Benedetti” promosso da A-HEAD Project – Angelo Azzurro ONLUS, e dedicato alla memoria di Giovan Battista Calapai e Theodora van Mierlo Benedetti, due figure centrali che hanno contribuito in modo determinante alla connessione tra la ONLUS dedicata alla lotta contro lo stigma dei disturbi mentali e il settore dell’arte, con la successiva nascita del progetto A-HEAD. Da circa due anni è nato un progetto Editoriale, inizialmente AHEAD Edizioni Diari D’Arte curato e fondato dal Dott Piero Gagliardi e quest’anno Angelo Azzurro Edizioni – linea editoriale specializzata in pubblicazioni letterarie sull’approfondimento di tematiche sociali connesse al teatro, alla letteratura, alla poesia, alla psichiatria e alla psicanalisi diretta dal Dott Giuseppe Capparelli.