Donald Judd, Until, 1978, Douglas fir plywood,,19 3/4 x 39 3/8x 193/4 inches (50x100x50cm). Photo credit 2021 Judd Foundation/Artist Rights Society (ARS), New York. Photo Rob McKeever.

Donald Judd alla Galleria Gagosian di Hong Kong

“Lo spazio reale è intrinsecamente più potente e specifico della pittura su una superficie piana”. (Donald Judd)

Gagosian ha annunciato la prima mostra personale dedicata a Donald Judd a Hong Kong. Judd ha giocato un ruolo cruciale nel ridefinire l’arte del suo tempo e continua ad essere influente anche ai giorni nostri. La mostra mette in scena pezzi di grande importanza realizzati da Judd tra gli anni ’60 e ’90 ed è la prima volta che la galleria espone il lavoro dell’artista americano assieme alla Judd Foundation.

I lavori messi in luce dalla mostra sono realizzati con alcuni degli elementi base del vocabolario dei materiali: ferro zincato, plexiglass colorato, compensato, alluminio anodizzato e alluminio verniciato. Le forme attentamente proporzionate dei lavori enfatizzano le qualità intrinseche dei materiali con i quali sono stati realizzati, oltre che le relazioni esistenti tra le diverse parti e il lavoro stesso. Sempre in mostra ad Hong Kong vi sono due “floor pieces” del 1989 realizzati in compensato d’abete. Definiti dai piani orizzontali e verticali presenti, con segmenti disposti su una diagonale, questi lavori hanno una precisa divisione interna che trasforma il loro modo di occupare lo spazio e di filtrare in maniera efficace luce e ombra. In quanto tali, essi caratterizzano il modo in cui la chiarezza strutturale dell’arte di Judd aumenta lo scambio percettivo tra l’opera, l’ambiente circostante e lo spettatore.

Judd inizia la sua carriera come pittore negli anni ’50, ma è nei primi anni ’60 che si interessa alle tematiche relative allo spazio (definisce i propri lavori come opera tridimensionale piuttosto che scultura). Attraverso il suo lavoro visuale, che ha influenzato la produzione artistica di tanti contemporanei, insieme ai suoi incisivi scritti critici e teorici, Judd ha articolato nuove possibilità per un’arte che esiste solo nei propri determinati termini fisici, lontana dalle nozioni di illusione e metafora. Ha dunque creato anche dei termini nuovi per definire il suo lavoro, come ad esempio “wall piece”, una singola unità o unità multiple appese al muro, e “floor piece”, un’opera che invece poggia direttamente a terra senza un tradizionale piedistallo. Esempi di wall pieces e di floor pieces sono in mostra alla Gagosian di Hong Kong, insieme ad una serie di stampe e di incisioni. Realizzate nel biennio 1992–1993 su carta coreana hanji fatta a mano, queste venti stampe contengono composizioni di blocchi rettangolari e forme quadrettate con colori saturati.

Nel 2020, la Gagosian di New York, in associazione con la Judd Foundation, ha presentato una mostra della più grande costruzione in compensato di Judd, un’opera senza titolo del 1980 che si estende per 80 piedi (circa 24 metri) di lunghezza. “ArtWork: 1980” ha coinciso con la prima grande indagine museale sul lavoro dell’artista negli Stati Uniti in tre decenni, presentata nel Museum of Modern Art di New York.

Donald Judd è nato nel 1928 a Excelsior Springs, nel Missouri. Il suo lavoro è conservato presso importanti istituzioni artistiche come il Museum of Modern Art e il Solomon R. Guggenheim Museum a New York, la National Gallery of Art a Washington DC, il San Francisco Museum of Modern Art, la Tate a Londra, il Museum Ludwig a Colonia e il Tokyo Metropolitan Art Museum. Judd ha creato la Judd Foundation nel 1977 per preservare la propria arte, i suoi spazi, libri ed archivi a New York e a Marfa, in Texas. Ha anche dato vita alla Chinati Foundation/La Fundación Chinati nel 1986 per l’installazione permanente e la conservazione dei suoi lavori su larga scala e di quelli dei suoi contemporanei. E’ stato uno dei più grandi interpreti del minimalismo e viene ricordato per il suo immenso lavoro sullo spazio, utilizzato come vero e proprio elemento artistico.