Segno Abruzzo e dintorni 2026

Arata Isozaki, 1931-2022

È scomparso, all’età di 91 anni, il giapponese Arata Isozaki, uno dei protagonisti della scena architettonica mondiale degli ultimi cinquant’anni.

Nato nel 1931 a Oita, si è formato, come architetto, nel paese distrutto dalla guerra; si è formato, però, anche viaggiando il più possibile, per fare esperienza delle più disparate culture architettoniche e abitative. 

Inizialmente ha collaborato con Kenzo Tange, ma si è presto affermato come progettista autonomo. Infatti, egli è stato uno dei protagonisti della prima avanguardia architettonica non-europea, il metabolismo giapponese, che postulava l’incessante trasformazione della città. Non è casuale la metafora biologica, che riconosceva nella continua trasformazione degli insediamenti il loro carattere più vitale, che un uso sapiente e talvolta spregiudicato della tecnologia poteva incentivare e potenziare.

Allo stesso tempo, però, Arata Isozaki era anche un fine conoscitore delle vicende storiche della città e dell’architettura: e in particolare del Rinascimento italiano. Non per caso egli è stato il progettista, a partire dal 1998, della loggia d’accesso del fiorentino complesso degli Uffizi, dal disegno essenziale e raffinato. Troppo contemporaneo, però, per il benpensantismo conservatorista italiano. E infatti l’edificio, benché finanziato, non è stato realizzato, continuando a trovare feroci oppositori.

Sono molti gli edifici progettati e costruiti da Isozaki. In questa sede, ci limitiamo a ricordare la Casa de l’Hombre a La Coruña, in Galizia, disegnato insieme a César Portela e inaugurato nel 1995. Un intervento delicato in un luogo delicato, sul fronte mare e al disopra della scogliera. Su questa, Isozaki dispone il prospetto principale, un allungato e calibratissimo guscio rivestito in ardesia. A tale sintetico segno, di valore paesaggistico, fa da contrappunto, sul lato opposto, una sequenza concitata di volumi rivestiti in granito, i quali contribuiscono a definire una cavità di grande ricchezza spaziale, illuminata dall’alto, fortemente dinamica.

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