Daniele Franzella, Cabinet 3, 2019. Mixed media, iron, wood, neon, ceramics, digital fresco, expanded polystyrene, transformer and electric cables, 190 x 130 x 133 cm Photo courtesy RizzutoGallery

“An Inventory Of”: l’intervista a Daniele Franzella

Si è conclusa da poche settimane An Inventory Of, mostra personale di Daniele  Franzella a cura di Luca Reffo presso gli spazi della RizzutoGallery.

Per questa prima personale in galleria, l’artista palermitano ha presentato un ciclo di opere frutto della gestazione di un anno di scrupoloso lavoro: un “inventario” per l’appunto di oggetti, arredi, suppellettili, tappezzerie, collezioni, manie, in un rimbalzo continuo tra l’esterno e l’interno, il privato ed il pubblico, la meraviglia ed il terrore, l’amore ed il disprezzo.  E’ un procedimento quasi biologico quello di Franzella che attiva un flusso di testimonianze del vivere, un taccuino dove la forma del verbo cede il passo al prodigio dell’immagine.

Per An Inventory Of, la forte presa sul fruitore veniva dispiegata in un percorso dal ritmo sapiente, atomizzato per momenti intrinsecamente autonomi ed al contempo densi di reciproci echi, di rimandi, di allitterazioni. Veniva codificato un vero e proprio formulario del mondo ispirato alla necessità di trovare una correlazione tra gli avvenimenti ed i loro segni. Ma nelle infinite possibilità dell’utilizzazione demiurgica dell’immagine ecco che si palesava, nel nostro artista, la volontà di conversione e ri-conversione di quella, una tensione palingenetica che metteva insieme storie, controstorie, parole e luoghi.  Le parole di Luca Reffo: “An Inventory Of è l’osservatorio attraverso cui il catalogo utopico dei referti viene acquisito, manipolato ed infine reindirizzato alla memoria come all’oblio: lo sviluppo, l’assetto e le fasi del progetto espositivo rispondono ad un processo di riscrittura dei confini che separano il vero dal falso, la storia dall’accidente e il simbolo dall’ornamento”.

In questo momento di grande fervore creativo abbiamo intervistato Daniele Franzella.

Serena Rimbaudo: “Daniele Franzella, ti conosciamo soprattutto per la tua vocazione di attento scultore ma il tuo fare si concreta in una eterogeneitá di formule e di media che sempre palesano eccezionale coerenza. Come definiresti il tuo essere artista?”

Daniele Franzella: “La mia è stata una formazione da scultore. Il modellato e le discipline plastiche sono il mio principale campo d’azione: provengo da una famiglia d’artigiani per cui sin da giovanissimo diventavo quello che  sono. Ma la mia reale vocazione, per rifarmi alla tua domanda,  è la Narrazione. Per cui usufruisco di tutti quei mezzi che rendono possibile il suo concretarsi: fotografia, fotoceramica, affresco, lattice che scelgo senza valore pregiudiziale per conferire forme coerenti alle storie nate nella mia dimensione immaginativa. I miei appigli li trovo nelle intercapedini dei processi di ogni disciplina ed è lì, nella dilatazione di questi spazi, che balzo dalla progettazione all’esito.”

S.R.: “An Inventory Of” puó di certo essere considerata un pregnante dispiegarsi della tua ultima ricerca. Ce ne parleresti?

D.F.: “Il movente della mostra era la capacità di migrazione dell’immagine, da sempre fulcro dei miei approfondimenti. An Inventory Of era un catalogo non ragionato, una messa in scena teatrale, un libro di cui poter sfogliare le pagine. E soprattutto un racconto in cui l’immagine veniva sottoposta ad un bisturi scrupoloso. I temi prescindevano dai soggetti, ancora una volta mi muovevo negli spazi intracellulari, tra soggetto e oggetto, suscettibili di dilatazione e di contrazione, ed in cui attuavo una riconfigurazione dell’immagine. Nel mio lavoro cerco di esplorare in libertà questi passaggi metabolici e faccio uso di immagini per ricostruire una nuova idea di rappresentazione e di realtà.”

S.R.: “ La mostra è stata definita “un racconto a nastro”. Cosa significa?

D.F.: “An Inventory Of era un nastro analogico dove lo scorrere delle immagini era suscettibile d’interruzioni, capovolgimenti, deviazioni, parallelismi. La mia predisposizione mi ha ispirato questa suddivisione oggettuale e d’immagini che attingevano a realtà differenti: storia dell’arte, archeologia, tecnologia, anatomia, cronaca, avanspettacolo. Un’indagine immaginativa che lasciava a te, e solo a te, le conclusioni.”

S.R.: “Quali ispirazioni hanno nutrito il tuo immaginario?

D.F.: “Durante l’ultimo anno, tra le mie letture, due sono i testi che hanno particolarmente pungolato il mio fare. Ornamento e Delitto di Adolf Loos, in cui il celebre austriaco demolisce l’orpello e la decorazione dipartendo dall’architettura e giungendo all’oggetto di uso quotidiano. Le sofisticazioni non sono necessarie alla narrazione, divengono persino delle prigioni -tanto per l’artista quanto per il fruitore- ad avventurarsi nei varchi, negli spazi con autonomia e libertà. E La Vita. Isruzioni per l’uso di George Perec dove questi indaga la vita degli abitanti del caseggiato di Rue Simon-Crubellier attraverso i loro oggetti. L’oggetto diviene principio atomistico, testimonia il nostro passaggio nel mondo.”

S.R.: “Prossimi progetti?

D.F.: “Ci vedremo al MIART. Per quello che concerne più specificamente la mia ricerca, l’intenzione è quella di riprendere il discorso esattamente dove lo ha interrotto la chiusura di An Inventory Of. La mia dedizione mi porta a farmi affascinare dalle corrispondenze che s’innescano tra oggetto e tracci, la mia ispirazione rimane sempre tesa ad un’oggettualità fortissima.”

An Inventory Of di Daniele Franzella

dal 31 ottobre 2019 al 01 febbraio 2020

RizzutoGallery

Via Maletto, 5 – 90133 Palermo

tel: + 39 091 7795443 – Mob: + 39 347 1769901

website: https://www.rizzutogallery.com/