Alle Officine 800 della Giudecca la 20° Malaktion di Hermann Nitsch

In occasione della 59a esposizione d’Arte Internazionale – La Biennale le Officine 800 offrono l’ultima antologica del grande artista viennese Hermann Nitsch da lui allestita.

Il 18 aprile scorso moriva Hermann Nitsch, uno dei padri fondatori dell’Azionismo viennese, mentre alle Officine 800, sull’Isola della Giudecca a Venezia, fervevano i preparativi per la mostra 20. Malaktion, che sarebbe stata inaugurata il giorno dopo, a poche ore di distanza dal decesso del Maestro.

Ad organizzare l’esposizione, dedicata alla ventesima azione pittorica, originariamente creata e presentata da Nitsch presso il Wiener Secession di Vienna nel 1987, la Zuecca Projects, insieme alla Helmut Essl’s Private Collection e alla Galerie Kandlhofer.

Come riporta la nota stampa «la 20. Malaktion è l’unica azione pittorica dell’artista le cui opere sono interamente custodite nella medesima collezione e, per la prima volta, sono presentate in Italia».

Il progetto espositivo è concepito in relazione allo spazio: l’osservatore non è chiamato a visitare una mostra ma a vivere un’esperienza. Entrando nelle Officine 800 il fruitore si trova al centro di un environment che offre un’occasione immersiva nell’opera di questo artista visionario.

Hermann Nitsch è stato capace di recuperare una ritualità classica di matrice dionisiaca riproponendola in un contesto sociale contemporaneo, scelta ritenuta da molti sovversiva e troppo ardita per essere compresa e apprezzata dal grande pubblico. Nonostante denunce e problemi giudiziari, derivanti da un fare arte non convenzionale, Nitsch è andato avanti per la sua strada non tradendo mai il suo sentire artistico e la sua ricerca che è sempre rimasta su una linea che potremmo definire “sinestetica”.

Con il suo Orgien Mysterien Theater l’artista viennese è riuscito a creare un’opera d’arte totale, da vivere con tutti i sensi; è riuscito ad ampliare i parametri tradizionali della pittura e del teatro; a riportare il carattere cultuale, alla base dell’evoluzione dell’arte, e a fondere l’arte con la vita.

Alla base del suo lavoro c’è l’azione, il dinamismo, esperienza cinetica mai dettata dal caso ma sempre pianificata e determinata dalla volontà del Maestro. Nitsch, sin dalla sua prima azione, quella realizzata l’8 novembre del 1960, si è proiettato verso una pittura che non raffigurava più nulla al di fuori della pittura stessa attraverso l’uso del colore puro, dell’immediatezza del gesto e del suo accadimento in un preciso istante.

Nonostante le feroci critiche nei confronti della sua produzione, è bene ricordare come Nitsch abbia elaborato la sua idea estetica ripartendo dalla filosofia di Nietzsche, da quella di Schopenhauer, dalla tragedia greca e dal concetto di “opera d’arte totale” sviluppato da Richard Wagner. Da questa base del pensiero Nitsch è riuscito a concepire un gigantesco atto teatrale totalizzante, toccando temi che vanno dalla storia di Edipo alla saga degli Atridi, al racconto cristiano della Passione alla leggenda del Graal. L’artista viennese in questo modo sovrappone religione e mito in un grande “collage culturale”.

Negli anni ’80 l’artista torna all’action painting, nella sua versione più tradizionale: una decisione da interpretare non solo come funzionale alla sua opera, ma anche come risposta critica alla pittura dei Nuovi Selvaggi, che all’epoca dominavano il mercato dell’arte. In questa nuova fase si colloca la 20. Malaktion che spicca d’importanza per la sua portata, la qualità e il significato soggettivo che Nitsch le attribuisce. L’intervento ha la capacità di trasformare ogni luogo che lo ospita in un tempio sacro, uno spazio dove la ritualità inscenata alimenta un’azione catartica talmente potente da elevare lo spirito.

La 20. Malaktion si presenta al pubblico come un grande palcoscenico dalle “quinte” gigantesche. L’osservatore di fronte a tale maestosità si sente “piccolo e impotente” e può solo lasciarsi guidare dalle forze ascensionali attivate dalla vigorosa pittura di Nitsch.  

La mostra, ad ingresso libero, potrà essere visitata fino al 20 luglio 2022, dal mercoledì al lunedì, dalle 10.00 alle 18.00 e può essere raggiunta servendosi dei vaporetti linea n.  4.1/4.2 e 2, fermata “Palanca”.