Afterimage © Andrea Rossetti

Afterimage al MAXXI L’Aquila

Prorogata fino al 5 marzo 2023 la mostra Afterimage a cura di Bartolomeo Pietromarchi e Alessandro Rabottini.

Ultime settimane per visitare la grande collettiva Afterimage: un poema visivo in cui la storia e l’architettura di Palazzo Ardinghelli dialogano con l’impulso alla trasformazione delle opere in mostra.

Una grande collettiva internazionale con 26 artisti di differenti generazioni, composta da nuove committenze e installazioni site-specific, opere storiche della Collezione MAXXI, sale monografiche con opere che spaziano dagli anni ’60 a oggi. Afterimage è una riflessione per immagini sui temi della memoria e della metamorfosi, e guarda a quelle forme, sia materiali sia metaforiche, con cui ciò che è trascorso rimane intorno a noi e in noi.

Il titolo della mostra fa riferimento all’illusione ottica chiamata proprio afterimage (in italiano “immagine residua”), un fenomeno per cui uno stimolo visivo – come il flash della macchina fotografica – produce un’impressione sulla retina che persiste anche dopo il proprio passaggio.

Lo spettatore è invitato a stabilire associazioni intuitive e spontanee tra le opere, la storia e l’architettura delle sale di Palazzo Ardinghelli e la storia dell’Aquila, città che testimonia quotidianamente l’equilibrio tra memoria del passato e impulso alla trasformazione e che rende manifesto quanto il principio della metamorfosi trattenga ciò che è stato e generi ciò che sarà.

Passando attraverso un’ampia varietà di media, Afterimage include fotografia e video, interventi spaziali, dipinti e sculture ed esplora le intersezioni tra iconografie frammentate, materiali mutevoli, memorie percettive e corpi in trasformazione.

La mostra è attraversata da quattro linee di narrazione: il materiale e la memorial’immagine mutevoleil corpo svelatol’architettura interiore. Suggerendo così un’architettura formale e immateriale all’interno dell’architettura fisica del museo.