Typoésien – Heinz Waibl, Siegfried Höllrigl. Intervista ai curatori

Il Kunst Meran ospita la mostra Typoésien – Heinz Waibl, Siegfried Höllrigl, un viaggio nel design. Abbiamo intervistato i curatori per voi

Typoésien – Heinz Waibl, Siegfried Höllrigl il nuovo progetto del Kunst Meran Merano Arte che indaga le dinamiche intrinseche ed estrinseche del design, mostra, nel percorso espositivo, tutta una serie di processi che fuoriescono dal quadrato creativo della stampa per riportare alla luce quella trama fitta ed internazionale che Waibl e Höllrigl avevano originato, permettendo di comprendere quanto il pensiero collettivo, l’originalità e la discussione siano humus necessario ed imprescindibile per la crescita di una comunità e non soltanto. La mostra del Kunst Meran ha una curatela d’eccezione: Ursula Schnitzer, Studio Granit (Andrea Muheim, Lioba Wackernell) e Kuno Prey. Abbiamo rivolto loro un’intervista a più voci, una sorta di guida ragionata per i visitatori…buona lettura!

Azzurra Immediato: Typoésien – Heinz Waibl, Siegfried Höllrigl è il titolo del progetto espositivo che Kunst Meran Merano Arte dedica a due importanti figure del design di stampa. Come è nata l’idea di dedicare loro un focus così ampio e in che modo la ricerca del Kunst Meran Merano Arte continua nell’ambito del Design?

Ursula Schnitzer: Il laboratorio di Siegfried Höllrigl, Offizin S., è da decenni un piccolo ma importante centro per la tipografia e la letteratura a Merano e non solo. Con le sue stampe, Höllrigl ha costruito un’ampia rete di contatti con artisti e artiste, autori e autrici internazionali e il suo laboratorio è sempre stato uno spazio per mostre incontri. Quest’anno, proprio in occasione del suo 80° compleanno, abbiamo quindi deciso di dedicargli una mostra. All’estremità opposta incontriamo Heinz Waibl, di cui avevo visitato la mostra personale al m.a.x. museo di Chiasso nel 2014. Sono subito rimasta affascinata dalle sue opere e anche un po’ sorpresa dal fatto di non conoscerlo, considerando anche che era di provenienza meranese da parte di padre. La scelta di unire le due “estremità della catena” in una mostra sul loro lavoro e sul mondo dei caratteri è nata a seguito della scoperta che Höllrigl e Waibl erano amici, si incontravano regolarmente e hanno anche lavorato insieme a una serie di opere realizzate a mano con caratteri topografici. Nel 2019 Design from the Alps aveva esplorato un secolo di design del prodotto nell’area del Trentino, dell’Alto Adige e del Tirolo del Nord. Comprendere anche la grafica in quella fase sarebbe stato al di là delle nostre risorse, sia in termini di vastità della ricerca sia di disponibilità dello spazio espositivo. Tuttavia, già in quella fase era sorto un interesse per un ulteriore approfondimento. Inoltre, la ricerca spesso porta a intrecciare diverse discipline e a ottenere risultati che possono aprire a nuove idee progettuali, come è successo in questo caso con Typoésien.

A.I.: In cosa sono consistiti gli apporti singoli e poi duali di Heinz Waibl e Siegfried Höllrigl? ‘La creazione di relazioni è l’obiettivo di tutta la tipografia’ affermò Kurt Schwitters e come lascia emergere la mostra, ciò pare descrivere anche il lavoro portato avanti da Waibl e Höllrigl. In che modo ciò è avvenuto?

Studio Granit (Andrea Muheim, Lioba Wackernell): È vero, che si tratti di graphic design o di stampa a mano, entrambi cercano sempre una relazione e un’interazione con lo spettatore. Ed è per questo motivo che l’itinerario della mostra inizia subito con il lavoro che ha unito i due protagonisti: sono i “Passerblätter”, una serie di 7 Typoésie multicolori, realizzate a 4 mani durante le visite fatte da Heinz Waibl nella Offizin S. di Siegfried Höllrigl a Merano e composte da stampe materiche con lettere di legno e caratteri in piombo. Il percorso di Heinz continua partendo dalmondo della comunicazione e del marketing dagli anni Cinquanta, al “Made in Italy”, fino ai progetti di Corporate Design del Duemila. Höllrigl presenta un’ampia documentazione di stampe a mano, realizzate nel suo laboratorio di letteratura, tipografia e grafica, a partire dal 1985,collaborando con autori locali e internazionali.

A.I.: Qual è la sostanziale differenza di approccio e visione tra Waibl e Höllrigl e quali, invece, i punti di contatto nodali?

Studio Granit: La sostanziale differenza di approccio progettuale tra i due è che Waibl deve risolvere i problemidegli altri. L’iter inizia sempre con un cliente che (lo paga e) gli affida un problema di comunicazione aziendale o culturale da risolvere. Quindi lo sviluppo del progetto equivale sempre a una mediazione, una traduzione tra realtà commerciali/culturali e le necessità creative. Höllrigl invece lavora con un approccio molto più libero: in modo arbitrario fonde letteratura, arte e tipografia creando prezioseedizioni bibliofile a tirature limitate, espressioni poetico-artistiche tematiche, che diventano testimoni di un intrecciotra autori, artisti, personaggi e contenuti. Li unisce l’amicizia, ma anche la qualità professionale, la sensibilità e la perfezione nella scelta dell’impaginazione, la passione per il carattere tipografico, la carta e il segno. E non ultimo, il credo nell’efficacia della buona comunicazione e della responsabilità che riveste nella trasformazione culturale della società contemporanea.

A.I.: Milano e Merano sono, a loro volta, protagoniste della mostra e del progetto a Kunst Meran Merano Arte. In che maniera esse hanno dialogato attraverso il design e la stampa e grazie al lavoro di Waibl e Höllrigl? Dove inizia Milano e dove Merano, dove finisce l’una e finisce l’altra?

Ursula Schnitzer: Personalità come quelle di Heinz Waibl o di Armando Ronca – architetto a cui Kunst Meran Merano Arte ha dedicato un’ampia retrospettiva nel 2017 – sono solo due diversi esempi concreti del legame che sussiste tra Milano e Merano fin dal dopoguerra. Il loro muoversi tra questi due territori ha lasciato influenze chiaramente leggibili, soprattutto nella storia culturale locale. Un altro caso che vorrei ricordare è quello delle lampade della Flos, fondata a Merano nel 1954 dall’imprenditore Artur Eisenkeil. Grazie alla collaborazione con Dino Gavina, i fratelli Castiglioni e lo stesso Waibl, la progettazione delle lampade, la loro realizzazione e la relativa grafica si sono unite in quello che sarebbe diventato un modello per la storia del design italiano. Trovo che da questo fatto emerga la permeabilità tra le due città, apparentemente così diverse.

Siegfried Höllrigl, Spiegelungen, 2000-2022. Heinz Waibl, font Program, 1965.
Alfabeto inedito, con la consulenza di Max Huber.
Foto: Hartmut Nägele

A.I.: Della loro eredità – che Höllrigl rappresenta ancora in maniera incredibile – cosa resta nella grafica odierna ma soprattutto nella concezione del design per la comunicazione che affonda le radici nelle ricerche dei due artisti?

Studio Granit: Resta un pezzo di storia della (buona) grafica italiana. Oltre auna interessante fonte di nutrimento artistico-letterario. Uno sguardo al passato che rivendica di essere rimasto moderno, tra l’effervescente comunicazione visiva degli anni Cinquanta a oggi el’antica arte della composizione tipografica.

A.I.: Necessità, bellezza,comunicabilità, visionarietà, possibilità, segno, risposta. Quale di questi elementi sono oggi rintracciabili nel Design alpino e affiorano in maniera tangibile nella doppia mostra dedicata a Waibl e Höllrigl dal Kunst Meran Merano Arte?

Kuno Prey: La definirei una voglia di comunicare con segni giusti, pochi e accuratamente scelti. Anche nel passato nelle nostre valli i segni avevano una grande importanza, un forte impatto perché pochi e carichi di significati. Una qualità purtroppo andata persa; ed è proprio per questo che la “doppia” mostra a Kunst Meran Merano Arte acquisisce una particolare rilevanza. Oggi con il bassissimo costo e la facilissima producibilità la comunicazione ha perso essenzialità ed è stata travolta da innumerevoli, troppi elementi, colori e anche mode. Spesso è poco leggibile e i contenuti sono deboli. La globalizzazione del “digital print service” si è addentrata anche nelle nostre valli, fino a sotto le montagne; in alcuni sfortunati casi anche sopra le montagne.

A.I. : Come è stato ideato l’allestimento della mostra? Qual è il miglior modo, per i visitatori, di approcciarsi al progetto espositivo per coglierne ogni sua peculiarità?

Studio Granit: Per quanto i due artisti siano diversi, per noi era importante che il visitatore sperimentasse un dialogo vivace tra i due. Non solo per l’amicizia e i progetti comuni che li legano, ma anche per sottolineare le differenze nel loro modo di comunicare. La mostra presenta due mondi: da un lato il brillante designer che sa come commercializzare un prodotto, dall’altro il bibliofilo stampatore a mano che con le sue piccole e preziose edizioni ci offre una percezione molto più sottile, contemplativa e senza tempo dei contenuti. Grandi marchi e manifesti stradalida una parte, per uno sguardo veloce; poesie, testi, grafiche e suoni dall’altra, per respirare, riflettere e soffermarsi.

A.I.: Kunst Meran Merano Arte rivolge al pubblico sempre delle attività collaterali inerenti alle mostre in atto; in questa occasione cosa ospita il programma connesso a : Typoésien – Heinz Waibl, Siegfried Höllrigl.

Kuno Prey: Sono del parere che oltre al vedere è importante anche il toccare, il mettere mano. Quindi al terzo piano del museo abbiamo installato una officina temporanea della stampa offendo varie tecniche: dalla stampa con le patate, alla serigrafia, alla stampa in basso rilievo sulla pasta frolla a quella “classica” fatta con i caratteri tipografici mobili e il torchio. Espert:e del settore offriranno una serie di workshop tematici aperti a un vasto pubblico e a ogni fascia d’età. Una coppia può venire a comporre e stampare le proprie partecipazioni, si stamperanno gli auguri per la festa della mamma in forma di squisiti biscotti, si potrà stampare anchesu vecchie t-shirt che ogniun:a porterà da casa per l’occasione. Attraverso queste attività vogliamo diffondere cultura di comunicazione come anche far comprendere, attraverso il fare, cosa è un processo di stampa.  È molto di più di banale un click sul tasto “print” della tastiera del computer.

A.I.: Una domanda personale a Ursula Schnitzer: nel tuo lavoro ricorre spesso una progettazione curatoriale che porta in scena il dialogo tra due artisti, proponendo, inoltre, una relazione tra Merano e altri luoghi – ben si ricorda la mostra Eliografie incomplete | Gina Klaber Thusek e Elisabeth Hölz, dello scorso anno – in che maniera, pertanto, il tuo modus operandi si anima in tale prospettiva?

U.S.: Eliografie, incomplete (2022) e Typoésien (2023) sono infatti molto in linea con il mio modo di lavorare. Sono particolarmente interessata all’arte e alla storia culturale locale, ma cerco sempre di collocare la mia ricerca in relazione a un contesto internazionale. La permeabilità, le interconnessioni interdisciplinari e lo studio ravvicinato delle biografie all’interno di una più ampia contestualizzazione creano connessioni a più livelli e mi affascinano sempre di più. Elisabeth Hölzl e Siegfried Höllrigl sono artisti meranesi e lavorano principalmente qui, Gina Klaber Thusek è stata costretta dal regime fascista italiano a restare a Merano. Per Heinz Waibl, Merano è stata un luogo di nostalgia, un ricordo d’infanzia e un rifugio. Non esiste una ricetta univoca per i rispettivi progetti espositivi, ma, piuttosto, sono gli incontri personali, le amicizie tra i protagonisti e la loro partecipazione al dialogo artistico internazionale che rendono possibile raccontare le loro storie e presentarle in modo esaustivo attraverso le mostre.

A.I.: Infine, un consiglio: cosa si può suggerire al pubblico del Kunst Meran Merano Arte per godere appieno di Typoésien – Heinz Waibl, Siegfried Höllrigl?

Kuno Prey: Prendetevi un po’ di tempo per godervi appieno la mostra. La visita è intuitiva e si può essere guidati da informazioni utili riportate su una brochure o ottenibili tramite il codice QR all’inizio del percorso. Vorrei consigliare al pubblico non solo di vedere ma anche di leggere i vari messaggi stampati, soprattutto quelli del poeta e tipografo Siegfried Höllrigl. Una stanza particolare è quella dei “Passerblätter”, stampe che Waibl e Höllrigl avevano creato e realizzato insieme, riuscendo a esprimere la passione di entrambi su un unico foglio di grande formato. I Passerblätter sono sette e uno è più riuscito dell’altro. Bellissimi. Il percorso porta fino al terzo piano, con l’officina temporanea, dove l’esperta tipografa Julia Prugger vi coinvolgerà facendovi mettere mano nell’affascinate universo della stampa, quella tutta fatta a mano.

Typoésien – Heinz Waibl, Siegfried Höllrigl, dunque, non è semplicemente una mostra od un racconto, è un progetto laboratorale permanente, o meglio, sempre in fieri, poiché rappresenta il passato di un futuro avvenuto ma anche il presente di qualcosa che è di là da venire, come hanno insegnato due maestri chiave quali Waibl e Höllrigl. I processi legati alla stampa e al design, per quanto possano apparire, purtroppo ai più, meccanismi obsoleti, al contrario, sono estremamente vivi e contemporanei, perché attraverso il segno e la sua modulazione arrivano all’inconscio dell’osservatore ben prima della parola stessa, giungono e colpiscono con la forza dell’immagine e della sua frequentazione inconscia. In tal modo, la comunicazione avviene lungo i tragitti dell’intelligenza emotiva ed una mostra come Typoésien – Heinz Waibl, Siegfried Höllrigl permette a tutto questo di emergersi e farsi processo collettivo.

Ancora una volta il Kunst Meran Merano Arte ha compreso il ruolo affidato ad una istituzione museale: far sì che il pubblico sia parte attiva della ricerca, sia soggetto della collettività locale ed extramoenia.

Typoésien – Heinz Waibl, Siegfried Höllrigl
a cura di Andrea Muheim, Kuno Prey, Ursula Schnitzer, Lioba Wackernell
Kunst Meran Merano Arte
Via dei Portici 163, Merano (BZ)
Dal 25 febbraio al 04 giugno 2023
Martedì – Sabato: 10.00 – 18.00 | Domenica e giorni festivi: 11.00 – 18.00
Tel. +39 0473 212643 | info@kunstmeranoarte.org

Azzurra Immediato

Azzurra Immediato, storica dell’arte, curatrice e critica, riveste il ruolo di Senior Art Curator per Arteprima Progetti. Collabora già con riviste quali ArtsLife, Photolux Magazine, Il Denaro, Ottica Contemporanea, Rivista Segno, ed alcuni quotidiani. Incentra la propria ricerca su progetti artistici multidisciplinari, con una particolare attenzione alla fotografia, alla videoarte ed alle arti performative, oltre alla pittura e alla scultura, è, inoltre, tra primi i firmatari del Manifesto Art Thinking, assegnando alla cultura ruolo fondamentale. Dal 2018 collabora con il Photolux Festival e, inoltre, nel 2020 ha intrapreso una collaborazione con lo Studio Jaumann, unendo il mondo dell’Arte con quello della Giurisprudenza e della Intellectual Property.