Ticio Escobar

Ticio Escobar. Arte come sistema di vita 

Professore, scrittore, critico d’arte, promotore culturale, direttore del Museo del Barro in Paraguay, Ticio Escobar è un personaggio poliedrico che, come vedremo, possiede il dono dell’ubiquità.

Nato ad Asunción alla metà del secolo scorso, Ticio Escobar ha conseguito due lauree, Giurisprudenza e Filosofia, alla prestigiosa Università Cattolica della sua Città Asuncion. Per l’eccellenza del suo operato è titolare di cinque Dottorati Honoris Causa da parte di cinque Università Latinoamericane 
Arte e cultura hanno permeato ogni angolo della sua esistenza.

Incontrarlo un vero piacere: sarà perché i suoi occhi azzurri ridono… Sereno, educato, attento, e come ogni persona di grande spessore, disponibile all’ascolto, è molto curioso come tutti i protagonisti di Arte e Committenza. 
Il sorriso invita al dialogo le numerose pubblicazioni come i titoli e i riconoscimenti prestigiosi che è meglio fare rifermento a Wikipedia: uno per tutti Ministro della Cultura dal 2008 al 2013. 
A suo stesso dire giurisprudenza e filosofia sono state fondamentali per acquisire più sistemi di pensiero e di ricerca che contenuti di conoscenza.  
Si definisce in un certo senso autodidatta mentre arte, filosofia e diritto confondono sempre più i loro confini reciproci.

Ascoltiamolo: La filosofia che insegnavano allora era molto elementare e orientata alla formazione religiosa, cosa che non mi interessava. 
La conoscenza del diritto mi è servita molto, per il mio attivismo per i Diritti Umani e per la stesura delle Legge Nazionale sulla Cultura e poi per la Legge sul Patrimonio Nazionale: la prima di mia paternità, la seconda di mia co-paternità. 
La formazione giuridica è stata per me essenziale anche durante l’esercizio delle mie funzioni pubbliche, come Direttore della Cultura del Comune di Asunción e come Ministro della Cultura del Paraguay, e da tempo aggiungiamo noi, come Direttore del Centro delle Arti Visuali del Museo del Barro.

TE – Il Museo del Barro – precisa – nacque dalla Collezione Circolante fondata nel 1972 da Olga Blinder e Carlos Colombino con la missione di raccogliere e diffondere l’arte paraguaiana grazie ad opere trasportabili agilmente, come incisioni e disegni, in diverse istituzioni educative e centri culturali.
Il Museo vero e proprio è stato poi fondato nel 1980 da Carlos Colombino, Osvaldo Salerno, ora direttore, e Ysanne Gayet con l’intento di articolare su un piano di parità l’arte indigena, l’arte popolare e l’arte moderna contemporanea. 

Escobar dopo il progetto iniziale con Carlos Colombino, ne seguì, se pur da lontano l’evolversi, si trovava infatti spesso all’estero per i suoi incarichi, ma al suo ritorno si integrò perfettamente creando la sezione d’arte indigena, di cui ora è responsabile Lia Colombino, che si arricchì di collezioni specifiche.

Sotto l’attuale direzione il Museo continua a perseguire la sua funzione iniziale: la raccolta, conservazione ed esposizione di opere appartenenti alle diverse culture che convivono in Paraguay. Possiamo senz’altro dire che questi obiettivi si sono ampliati con il rafforzamento della proiezione sociale dello stesso Barro grazie allo studio delle culture dei diversi gruppi indigeni, e alla loro conseguente divulgazione.

Il Museo infatti organizza convegni, corsi, visite guidate e seminari, promuove mostre all’esterno dell’istituzione, pubblica materiale teorico relativo alle proprie collezioni e dispone di un archivio documentario e di una biblioteca aperti al pubblico su prenotazione ed è senz’altro un fiore all’occhiello il fatto che sia frequentato da tanti giovani e anche da bambini ovviamente accompagnati. 

Il suo interesse per l’arte indigena è iniziato con il lavoro per i diritti umani dei popoli indigeni. 

TE – Ho sempre considerato fondamentale il diritto alla terra, all’autogestione e alla cultura autoctona: così ho scoperto mondi di immagini potenti.      Ho iniziato – continua –   a realizzare una raccolta di varie manifestazioni estetico-espressive che coprono la produzione dei vari gruppi etnici che vivono in Paraguay. Questa collezione costituisce la base della collezione d’arte indigena del museo, legata a diversi programmi di solidarietà con diversi gruppi etnici e di studio legati alla loro cultura.

Sempre attento a queste tematiche nel 1996 partecipa ad un concorso indetto dall’IDB – Interamerican Development Bank – per sostenere le istituzioni culturali del Paraguay. Il progetto preliminare presentato per gettare le basi dell’ente di governo in materia di politiche pubbliche culturali è stato la base del Segretariato Nazionale della Cultura nato con funzioni che riguardano la promozione delle diverse manifestazioni culturali, la partecipazione dei cittadini e la salvaguardia del patrimonio materiale e immateriale.

Quanto detto finora, e tutto il non detto per mancanza di spazio, non può che dar vita al nostro riconoscimento quale Committente Honoris Causa, data la sua attenzione agli artisti per la partecipazione a mostre nazionali o internazionali.

Semplice e diretto come tutte le persone di cultura, precisa Non so, se in questo caso si possa parlare in senso stretto di “commissione”, o piuttosto di una importante parte del lavoro curatoriale partecipando al processo attraverso lo scambio di concetti legati a quell’opera

Una domanda ancora prima di salutarci: 
Come spiega l’alto grado di creatività, qualcosa di veramente raro, che si riscontra in questo Paese? 

Azzardo l’ipotesi che si debba alla pluralità e al mix delle diverse culture che qui convivono da più di mezzo millennio.

Una spiegazione questa sua che suona familiare…sicuramente il segreto del Bel Paese!

Grazie Professore per il tempo che ci ha dedicato e buon lavoro!

Tiziana Leopizzi

Architetto, giornalista iscritta all’albo da circa 25 anni, è stata nominata accademico ad honorem per la sua scelta di diffondere i valori dell’arte e della cultura in modo semplice e trasversale. È membro quindi dell’AADFI l’Accademia delle Arti del Disegno, la più antica d’Europa, voluta da Cosimo I e Giorgio Vasari nel 1563, che vanta come primo Accademico Michelangelo. Recentemente nel 2018 è stata nominata Ambasciatore della Città di Genova nel Mondo. Il suo mentore è Leonardo da Vinci il cui CV che non manca occasione di pubblicare, è fonte di saperi inestimabili per tutti noi. Usa l’arte come strumento di comunicazione realizzando progetti in Italia e all'estero.