Nella quarantanovesima edizione di Artefiera, do ut do e SpazioC21 presentano – nello spazio espositivo del padiglione 26 Stand B90 – due artisti internazionali e iconici che si confrontano sul tema dell’ “Identità”, scelto da do ut do per l’edizione 2026.
Ad esso si ispirano le opere selezionate da SpazioC21, un dialogo tra un fotografo italiano di fama internazionale ed uno dei più promettenti artisti della scena contemporanea finlandese. Le grandi fotografie a colori di Paolo Pellegrin – realizzate nell’estate 2025 nella storica vetreria Seguso Vetri d’Arte a Murano – sono immagini potenti, evocative, quasi metafisiche, che pongono attenzione allo spazio e ai suoi dettagli quasi fermandoli nel tempo. Sono istanti del backstage della produzione di sculture in vetro soffiato realizzate dall’altro artista esposto – EGS – che esaltano la versatilità della materia nel farsi forma. Artefatti colorati e trasparenti, caratterizzate da forme plastiche, curvilinee e sensuali che nei loro volumi alternano concavità e convessità attraverso cui filtra e rimbalza la luce. Le sculture realizzate a Murano dialogheranno con esemplari unici prodotti in Finlandia.
Per Paolo Pellegrin l’identità è insieme radice e processo. Da un lato nasce e si sviluppa nelle origini, nella storia, nella memoria, nei legami che ci costituiscono. Dall’altro è qualcosa in costante divenire che costruiamo attivamente attraverso le scelte, le relazioni, le narrazioni che diamo di noi stessi. Non è un dato fisso ma piuttosto un dialogo continuo tra ciò che siamo stati, ciò che siamo e ciò che vogliamo diventare..
L’obiettivo cattura l’identità dello spazio e dell’azione, il silenzio della fornace, nature morte impregnate di una storia in cui il tempo sembra essersi fermato e spazi dominati da un’alchimia di materia, fuoco e mani; secondi in cui accade qualcosa di magico, eventi che sembrano quasi accidentali, lontani dall’epitome della perfezione, anzi, ancora più incantevoli proprio perché imperfetti. La composizione attenta e geometrica dello scatto guida l’occhio dello spettatore verso il soggetto principale – un attrezzo, una scheggia di vetro o una palla di fuoco – mantenendo un forte equilibrio visivo, un contrasto acuto tra luce e ombra, che crea un realismo drammatico e dei chiaroscuri teatrali che accentuano l’identità dei soggetti ritratti.
Per EGS l’identità è una cartografia di emozioni, memoria e luce. L’artista si immagina l’identità come qualcosa di fluido, plasmato dal viaggio, dalla luce e da geografie mutevoli. L’identità di EGS è espressa nei vetri soffiati, oggetti che esplorano la memoria, la trasformazione e gli strati invisibili del se. Queste opere tracciano gli spazi tra ciò che può essere visto e ciò che rimane nascosto: riflessi del tempo, del mare e del movimento resi nella materia. Ogni pezzo è il frammento di una mappa più grande: una
storia tracciata da orizzonti mutevoli, da percorsi non segnati ma ricordati. Attraverso la trasparenza e la distorsione, EGS cerca forme che racchiudano sia la presenza che la scomparsa, la fragilità e la resistenza. L’identità nasce nella relazione tra il tempo in cui silice, soda, calcare e fuoco diventano vetro e la pellicola su cui è impresso l’attimo in cui la materia diventa forma.
SpazioC21
è una galleria d’arte contemporanea di Reggio Emilia, fondata nel 2016 da due collezionisti che per quasi 20 anni hanno investigato le espressioni delle sottoculture metropolitane, dell’arte underground e dell’ “artivismo” con le loro deviazioni e derivazioni; arte di una comunità globale che dalla fine degli anni Sessanta in poi ha largamente influenzato la cultura giovanile, prima negli Stati Uniti e poi in Europa, travalicando i confini delle discipline, introducendo sperimentazione e trasgressione nel mondo delle arti figurative ed attivando una forte integrazione tra forme espressive.
Una quota del ricavato dalle vendite delle opere esposte verrà assegnato da do ut do, in forma di donazione, alla Fondazione Hospice MT Chiantore Seràgnoli di Bologna.
do ut do
il cui nome è stato coniato da Alessandro Bergonzoni – è un contenitore di iniziative culturali ideato nel 2011 da Alessandra D’Innocenzo, con lo scopo di sostenere la Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli: un “dare per dare” che si oppone, o quanto meno si discosta, a un utilitaristico o egoistico “dare per ricevere”. Una restituzione di senso e valore che non ricerca o pretende nulla in cambio.
do ut do propone e organizza mostre ed eventi dedicati all’arte, all’architettura, al design e alle eccellenze nell’ambito della cultura per riflettere su un tema legato alla contemporaneità, coinvolgendo artisti, istituzioni, gallerie, imprese e collezionisti. In ogni edizione do ut do si avvale della collaborazione di personalità legate al mondo dell’arte e della cultura, nazionale e internazionale, chiamate a svolgere la funzione di “tutor”. Yoko Ono nel 2012, i Masbedo nel 2014, Dario Fo e Alessandro Mendini nel 2016, Philip Rylands e nuovamente Alessandro Mendini nel 2018-2020, Karole Vail, direttrice della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia nel 2024.
Tutte le collezioni di do ut do sono visibili nel portale Arts&Culture grazie a Google Cultura Institute.
ARTEFIERA BOLOGNA 5 – 8 FEBBRAIO 2026
Pad 26 stand B90

