Sergio Visciano: “Statuae Vivae”

Palazzo Altemps, sede del Museo Nazionale Romano, ospita prossimamente una mostra fotografica dedicata alla statuaria classica.

Statuaria romana impiegata come ispirazione di un ciclo fotografico. Soggetti distanti dal mondo reale e dal tempo contemporaneo per far rivivere e assaporare l’atmosfera di epoche lontane in cui la scultura era già ai vertici della sua espressione artistica. Sono le opere di Sergio Visciano (Verona, 1969) esposte in “Statue Vivae”, a cura di Paola Riccardi, visibile dal 02 ottobre presso il primo piano del Museo Nazionale Romano – Palazzo Atemps.

Tra chiaroscuri e luci psichedeliche i nudi delle statue, colti negli scatti di Visciano, sembrano animarsi dando luogo ad una doppia visione ove gli scatti contemporanei si confrontano apertamente con la scultura antica. Il progetto – risultato tra i vincitori della manifestazione di interesse indetta dal Museo Nazionale Romano a marzo 2020, nell’ambito del progetto “Archeologia e Fotografia”, con l’obiettivo di far conoscere il patrimonio archeologico italiano e straniero attraverso il linguaggio fotografico – nasce grazie ad un lavoro di reinterpretazione di capolavori classici appartenenti alle collezioni del Museo Nazionale Romano, dei Musei Capitolini, del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, del Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia e di Palazzo Mattei di Giove a Roma.

“Statue Vivae” non è altro che la «prima mostra fotografica del progetto “Archeologia e Fotografia” del Museo Nazionale Romano» come afferma il Direttore del Museo Nazionale Romano Stéphane Verger che prosegue dichiarando che «Il progetto è nato per promuovere il patrimonio archeologico attraverso il linguaggio universale della fotografia. Inoltre, il legame tra le opere e le immagini consente di rafforzare la relazione che esiste tra il Museo, il territorio in cui si inserisce e la creatività contemporanea. La mostra trova, quindi, nella sede di Palazzo Altemps la cornice ideale per un racconto visivo dedicato alla scultura antica, ponendosi in costante dialogo con le opere delle collezioni nobiliari qui conservate.»

Il percorso dell’esposizione inizia con un corpus di ventitré fotografie prodotte tra il 2006 ed il 2007 tra Roma, Napoli e Baia creando, così, un primo nucleo di lavori esposti nel 2011 presso la Reggia di Colorno, nell’ambito del Festival ColornoPhotolife, e successivamente, nel 2018, nel Museo Archeologico dei Campi Flegrei ospitato all’interno del castello di Baia, ove è stato inserito, con un allestimento site specific sia all’interno che nelle logge esterne. L’idea insita in queste prime opere è valorizzare la statuaria classica presente nei più importanti musei archeologici del territorio nazionale nonché ottimizzare l’intrinseco messaggio in essa contenuta grazie al contributo della fotografia. Obiettivo reso possibile per via dell’osservazione della luce che colpisce le statue nelle diverse ore del giorno– uso dedotto dalla serie Mediterraneo del celebre Mimmo Jodice – a cui il fotografo ha aggiunto l’impiego della tecnica di mosso in ripresa e una successiva rielaborazione digitale intervenendo attraverso elementi cromatici che divengono centrali nella raffigurazione. L’attenzione di Visciano è tutta rivolta alla resa di un movimento, di un gesto particolare, uno sguardo con l’obiettivo di rendere l’opera “viva”.

Le ventitré immagini sono incorniciate da grandi strutture di ferro di modulo triangolare, che creano così un gioco di prospettive e suggestioni che hanno affascinato, in primis, Sergio Visciano che così afferma: «I diversi colori che ho utilizzato vogliono sottolineare lo “spirito” di ogni statua, esaltarne la forza o la dolcezza, la seduttività o la timidezza. Le sculture degli dèi dell’Olimpo, oltre alla bellezza, raccontano il mito e la storia dell’Occidente, per questo ne sono stato affascinato e ho reputato necessario catturarli con la mia lente fotografica e rielaborare poi le immagini in chiave contemporanea. Questi miti, questi dei, sono ancora tra noi, e sono parte di noi, della nostra storia.»

Immagini del passato reinterpretate secondo una visione assolutamente contemporanea: cercare di restituire la vita a lavori scultorei concepiti come inanimati.

“Statuae Vivae” di Sergio Visciano

a cura di Paola Riccardi

Coordinamento per il MNR: Antonella Ferraro, Chiara Giobbe, Agnese Pergola

dal 02 ottobre al 01 novembre 2021

Museo Nazionale Romano – Palazzo Atemps

Piazza di Sant’Apollinare, 46 – 00186 – Roma  

Orari: dal martedì al venerdì dalle 14.00 alle 19.45; sabato e la domenica dalle 10.30 alle 19.45.

website: https://museonazionaleromano.beniculturali.it/

L’ingresso sarà consentito solo ai possessori del Green Pass o di una certificazione equivalente.

Maila Buglioni

Storico dell’arte e curatore. Dopo la Laurea Specialistica in Storia dell’arte Contemporanea presso Università La Sapienza di Roma frequenta lo stage di Operatrice Didattica presso il Servizio Educativo del MAXXI. Ha collaborato con Barbara Martusciello all’interno dei Book Corner Arti promossi da Art A Part of Cult(ure); a MEMORIE URBANE Street Art Festival a Gaeta e Terracina nel 2013 e con il progetto Galleria Cinica, Palazzo Lucarini Contemporary di Trevi (PG). Ha fatto parte del collettivo curatoriale ARTNOISE e del relativo web-magazine. Ha collaborato con varie riviste specializzate del settore artistico. È ideatrice e curatrice del progetto espositivo APPIA ANTICA ART PROJECT. È Capo Redattore di Segnonline, coordinando l'attività dei collaboratori per la stesura e l’organizzazione degli articoli, oltre che referente per la selezione delle news, delle inaugurazioni e degli eventi d’arte. Mail maila@segnonline.it; maila@rivistasegno.eu