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Aleksandar Gospic photo

Segno 305

È in disponibile da oggi il numero 305 della rivista segno

Il fascicolo di aprile e maggio 2026 della rivista segno offre uno sguardo ampio e mobile, confermando la vocazione della testata nell’intrecciare informazione, ricerca e riflessione senza mai smettere di interrogare il proprio tempo.

Il traguardo del mezzo secolo non passa inosservato: il MAXXI di Roma dedica al patrimonio documentario della rivista un focus espositivo nel Foyer Carlo Scarpa, costruito attorno all’archivio storico recentemente acquisito dal Centro Archivi Arte del museo. La rilettura di cinquant’anni di pubblicazioni consente di comprendere come Segno abbia accompagnato l’evoluzione dei linguaggi artistici registrando mutamenti istituzionali, trasformazioni culturali e nuove forme di sperimentazione, diventando nel tempo uno strumento di conoscenza e di memoria critica che si apre ora alla consultazione pubblica.

Il numero si apre con l’editoriale Estetica sovversiva, che introduce una riflessione sull’arte come spazio di tensione e trasformazione. Dario La Mendola sceglie di intervistare l’intelligenza artificiale creando un dialogo tra pensiero critico umano e macchina. A chiudere il numero, Gabriele Perretta riprende il filo con L’Ultima, riflessione sulla neo-critica nell’era dell’intelligenza artificiale e sul rinnovato valore delle discipline umanistiche nel presente tecnologico.

Protagonista di questa uscita è Valentina Palazzari, presentata in occasione della sua mostra da Sprovieri a Londra. Il numero pubblica in anteprima assoluta il suo testo Davvero vivo in tempi bui!, una sequenza di versi in maiuscolo che funzionano come scariche elettriche sul foglio. Davide Sarchioni firma il saggio critico che accompagna le immagini: lamiere ossidate, cavi di gomma nera e ruggine che si fa pittura. La copertina la ritrae proprio mentre beve con una cannuccia da una lattina di vernice antiruggine. Una pratica in cui l’esperienza personale si intreccia con la riflessione sulla condizione contemporanea, e dove il degrado industriale diventa vocabolario.

Sul fronte degli eventi, il numero 305 esce in uno dei momenti più densi della stagione espositiva, e le anteprime offrono uno sguardo ravvicinato sugli appuntamenti da non perdere. La 61. Biennale di Venezia apre il 9 maggio con In Minor Keys, titolo che Koyo Kouoh aveva definito prima della sua scomparsa nel 2025 e che il suo team ha portato a compimento coinvolgendo 111 artisti da Salvador, Dakar, Beirut, Nashville. A Milano, miart raggiunge la trentesima edizione e la celebra cambiando sede e assumendo come riferimento metodologico il jazz di Coltrane. Sempre a Milano, Paris Internationale arriva per la prima volta fuori dalla Francia, insediandosi a Palazzo Galbani, mentre quattro sedi cittadine ospitano la grande mostra sulla Metafisica.

Il corpo centrale del fascicolo, settanta pagine di recensioni, documentazioni e interviste, conferma la capacità di muoversi con uguale attenzione tra la grande retrospettiva di Anselm Kiefer nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale e la personale di una pittrice nata nel 1998 come Giuditta Branconi alla Collezione Maramotti. Pittura, scultura, fotografia, installazione e performance convivono riflettendo la pluralità dei linguaggi del presente: l’antologica di Mario Schifano al Palazzo delle Esposizioni di Roma, la mostra di Tracey Emin alla Tate Modern, il lavoro di Zehra Doğan al MACTE di Termoli. E ancora Fabrizio Corneli a Napoli, scultore della luce, Zhanna Kadyrova a San Gimignano, con il suo organo a canne, concludendo con Silvia Camporesi e Irving Penn al nuovo Centro della Fotografia di Roma.

Trovano spazio anche realtà meno visibili ma incisive: dal Premio Sparti 2026 ad Ascoli Piceno, con la sua lettura della provincia come posizione critica, a Casa Gregotti a Milano, riaperta come salotto culturale, fino a SpazioC21 a Reggio Emilia, che commissiona opere in residenza secondo una logica di mecenatismo contemporaneo. Completa il quadro un’intervista a Floria Sigismondi, fotografa e regista tra le più iconiche degli anni Novanta.

La sezione di architettura affianca un lungo saggio su Smiljan Radic, vincitore del Pritzker Prize 2026, a un contributo su Miguel Fisac e il cemento armato come forma del vuoto. La sezione libri, curata da Antonello Tolve, attraversa monografie d’artista, storia dell’architettura, teoria del teatro e un volume corale sulla libertà che mette insieme novanta voci tra Pistoletto, Rovelli, Bonito Oliva e il Cardinale poeta José Tolentino de Mendonça.

Nel suo insieme, il numero 305 di Segno si configura come un dispositivo di osservazione e interpretazione del presente ponendosi in dialogo con la complessità del nostro tempo. Attraverso la pluralità dei contributi e la qualità della riflessione critica, la rivista rinnova il proprio impegno nel raccontare l’arte come pratica viva e in continua trasformazione, offrendo ai lettori uno strumento di orientamento in un panorama culturale sempre più complesso.

Immergersi nei contributi e nelle riflessioni raccolti in queste pagine significa guardare l’arte contemporanea come pratica viva, complessa e trasformativa. Il numero 305 di Segno offre ai lettori strumenti per comprenderla e abitarla con consapevolezza.

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Il sommario del numero 305
Artista in copertina
Valentina Palazzari Davvero vivo in tempi bui! di Valentina Palazzari; Quello che non c’è di Davide Sarchioni

22 Paolo CANEVARI di Elena Alfonsi
26 Roberto DE PINTO di Azzurra Lucia Calò
28 Fabrizio CORNELI di Enzo Battarra
30 Vincenzo SCHILLACI di Simone Marsibilio
32 Silvia CAMPORESI di Nordine Sajot
34 Nuria MORA di Omar-Pascual Castillo
36 Donatella SPAZIANI di Lara Limongelli
38 Zehra DOĞAN di Simone Marsibilio
40 TALOTTA / BORRONI di Lisa Parra
42 Luigi MASTRANGELO di Alice Salta
44 Soglie della forma di Roberto Sala
46 Aneta GRZESZYKOWSKA di Livia Romano
48 Anselm KIEFER di Marta Michelacci
50 Premio Sparti 2026 di Alice Salta
52 Raffaele CARRIERI di Cecilia Pavone
54 CONSANI / OZZOLA di Rita Olivieri
56 Giuditta BRANCONI di Elisa Mezzetti
58 Pietro LISTA di Alice Ioffrida
60 Grazie dei fior di Carla Abril Maizon
61 Zhanna KADYROVA di Rita Olivieri
62 Ana SILVA di Francesco Pozzi
63 Mario SCHIFANO di Andrea Bardi
64 Metafisica/Metafisiche di Marta Michelacci
65 Villiam Miklos ANDERSEN di Marta Michelacci
66 Matteo COSTANZO di Maria Letizia Paiato
67 Cenacoli e pittura di Giovanna Coppa
68 L’ombra delle lucciole di Alice Salta
69 Tracey EMIN di Margherita Artoni
70 Periferia di Alice Salta
71 Jason MARTIN di Marta Michelacci
72 Anneke EUSSEN di Azzurra Immediato
73 Opiemme di Tommaso Evangelista
74 Lucy ORTA di Valeria De Siero
75 Prisca BACCAILLE di Giovanna Coppa
76 Andrea ROMANO di Olimpia Di Domenico
77 Gaetano FANELLI di Roberto Sala
78 Les Italiens de Paris di Valeria Gaetani
80 PENN / CAMPORESI di Ilaria Piccioni
80 Michelangelo PISTOLETTO di Antonella Marino
81 PERRONE / PERNICE di Enzo Battarra
81 Stefano CANTO di Maila Buglioni
82 Agnés VARDA di Maila Buglioni
82 Antonio KUSCHNIR di Alice Salta
83 Paolo MUSSAT SARTOR di Alice Salta
84 ART.IT
86 Floria SIGISMONDI di Ivan D’Alberto
88 SPAZIOC21 di Alice Salta

Segnoarchitettura
90 Smiljan RADIC di Federico Bilò
91 Miguel FISAC di Alberto Ulisse
93 Casa GREGOTTI di Giorgia Aprosio

Segnolibri
A cura di Antonello Tolve, Marianna Agliottone, Andrea Guastella, Simone Marsibilio, Gabriele Perretta
97 L’ultima di Gabriele Perretta – Neo critica e AI

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