Gli spazi di 21Art Treviso ospitano una personale dedicata a Pascale Marthine Tayou, tra le figure più autorevoli e originali dell’arte internazionale. Il progetto espositivo nasce dalla collaborazione tra 21Art e Galleria Continua, realtà che da tempo affianca il percorso dell’artista. Questa sinergia testimonia la volontà della galleria di consolidare relazioni significative nel sistema dell’arte, offrendo un sostegno concreto alla sperimentazione contemporanea.
Tayou nasce a Nkongsamba, in Camerun, nel 1966, e vive in Belgio. Il suo lavoro attraversa linguaggi diversi, dalla scultura all’installazione, dal disegno al video, fino all’arte tessile, ed è guidato da un rifiuto di qualsiasi radicamento, geografico o culturale. Per l’artista, identità, potere e tradizione sono categorie in continuo mutamento, plasmate dalla storia e dagli scambi tra culture. Al centro della sua ricerca si collocano il movimento, l’attraversamento dei confini e il confronto con l’alterità: elementi che alimentano una riflessione critica sulle contraddizioni del mondo. Emblematico è il gesto con cui l’artista ha ridefinito la propria firma introducendo una “e” finale nel nome, conferendo loro una cadenza femminile. L’operazione, apparentemente giocosa, rivela invece una presa di posizione volta a mettere in discussione l’idea tradizionale dell’autore come identità fissa e autoreferenziale.
Le opere presentate a Treviso attraversano molti materiali e formati, restituendo la complessità di una ricerca in continua evoluzione. Tug of War mostra due figure in bronzo contrapposte in una scena che richiama le tensione dei rapporti di forza tra Occidente e Africa, ma che allo stesso tempo invita a riflettere sulle dinamiche del potere globale. La serie Eseka prende origine dal disastro ferroviario avvenuto nell’omonima città camerunense e trasforma un evento in un’indagine sui luoghi della perdita e della speranza. Con Poupées Pascale e Bantu Towels il registro si fa più intimo: stoffe, cristalli e oggetti quotidiani vengono assemblati in figure che raccontano la trasmissione della memoria attraverso il gesto manuale del cucire.



I Charcoal Frescoes, sviluppati a partire dal 2012, costituiscono uno dei nuclei più riconoscibili della sua produzione. Queste grandi composizioni a carboncino colpiscono per la loro dimensione ornamentale, ma racchiudono una riflessione critica sul capitalismo, sul lavoro e sui meccanismi del consumo. Vengono presentati in quest’occasione una serie di nuovi lavori realizzati in gesso, posti in dialogo per evidenziare la coerenza del percorso dell’artista. Tra le opere esposte figura inoltre un Charcoal Fresco inedito, presentato al pubblico per la prima volta proprio a Treviso.
Nel complesso, l’esposizione restituisce l’immagine di un artista che ha fatto del nomadismo il principio guida del proprio sguardo sul mondo. Tayou crea situazioni visive capaci di mettere in discussione le certezze dello spettatore e di aprire nuovi interrogativi. La mostra presso 21Art Treviso rappresenta così un’occasione significativa per avvicinarsi alla sua ricerca più recente: un invito a sostare, osservare e riconsiderare le categorie con cui interpretiamo il presente.
Pascale Marthine Tayou
21Art Treviso, Villorba, Treviso
In collaborazione con Galleria Continua
dal 13 febbraio al 4 aprile 2026

