“MEME IS MY CULTURE” di Wednesday Kim, Spazio Y. Photo Courtesy Eleonora Cerri Pecorella

Quadraro: parola alle donne con le personali di Francesca Roma Pinzari e Wednesday Kim

Al Quadraro Spazio Y e Casa Vuota due location propongo due progetti al femminile che ci fanno riflettere su urgenti questioni quotidiane.

Siamo a Roma, precisamente al Quadraro, quartiere conosciuto per la lotta alla resistenza ed il rastrellamento fascista del ’44. In questo sobborgo oggi regna una felice realtà artistica grazie ai numerosi studi d’artista e spazi indipendenti che incentivano la fruizione del pubblico attraverso la formula dell’opening corale.

Situazione, questa, che si è ripetuta all’ultima inaugurazione, avvenuta il 22 febbraio, quando molteplici gruppi di artisti e/o addetti del settore si sono avvicendati, in un continuo andirivieni, tra Spazio Y e Casa Vuota, location in cui si lanciavano due progetti al femminile.
Mentre la whitecube di Spazio Y presentava “MEME IS MY CULTURE” di Wednesday Kim, mostra incentrata sulle dinamiche sociali e psicologiche inconsce e sull’impatto che internet e le nuove tecnologie stanno avendo sull’immaginario e l’identità contemporanea; presso l’appartamento sfitto di Casa Vuota allestiva “Casa Spina” di Francesca Romana Pinzari, esposizione imperniata sul concetto di cristallizzazione, in linea con la poetica dell’artista romana che, partendo dal corpo, arriva a svilupparsi verso tematiche quali l’identità fisica, culturale, politica e religiosa.

A cura di Spazio Y “MEME IS MY CULTURE” è la prima mostra in Italia dell’artista coreana in Italia. Caratterizzata da un approccio transdisciplinarec – attraverso l’utilizzo del video, dell’installazione e della modellazione digitale 3D – la sua ricerca ha l’obiettivo di dar vita a realtà parallele dalla forte componente straniante. All’interno dell’esiguo vano una serie di opere di diverso genere svelano le dinamiche che sottendono l’utilizzo dei social e della navigazione web, mostrandoci tutta la fragilità che contraddistingue l’individuo di oggi. Lavori, questi, in cui ritroviamo una forte matrice surrealista, soprattutto per la ripresa di meccanismi che governano il sogno e le logiche ribaltate che li caratterizzano, mettendoci così di fronte a ricordi e traumi personali. In primis l’occhio dell’osservatore è catturato dal bombardamento di immagini del video proiettato sulla parete centrale ove enormi facce, per nulla rassicuranti, s’alternano a immagini più quiete ricalcando ossessioni – quali ’iperconnessione o l’assillo di l’apparire sempre belli ed in splendida forma fisica – che aleggiano costanti nel nostro vivere quotidiano. Terrore che, purtroppo, in questi giorni domina nelle nostre strade deserte manifestandosi in forma invisibile e costringendoci a vivere isolati nelle nostre dimore: un’emergenza che ha bloccato da qualche settimana l’Italia e che Cina e Corea hanno precedentemente vissuto. Nazione, quest’ultima, da cui l’artista – in occasione dell’opening – era collegata online attraverso una chat per parlare e interagire, con l’aiuto di Google Translate, con il pubblico presente nella sede espositiva poiché il belpaese aveva prontamente chiuso ogni ingresso dall’Oriente. Tale situazione fa sperimentare sulla nostra pelle le tematiche illustrate in questo progetto: l’incomunicabilità, l’impossibilità di un contatto umano reale e la fragilità emotiva che ne deriva. Occorreva forse tale contesto a far prendere coscienza a molti in che direzione sta andando il mondo? Probabilmente sì…

In contemporanea all’inaugurazione della mostra e in collaborazione con No-me – associazione culturale che promuove una riflessione critica sulla cultura digitale attraverso operazioni artistiche e didattiche – sono state presentate presso Off1c1na le installazioni multimediali e i giochi finora realizzati con l’intento di riprodurre, attraverso le azioni, le logiche d’interazione della navigazione web e quelle relative all’utilizzo di dispositivi digitali, le stesse che provocano l’appropriazione (indiretta/illecita) dei nostri dati e delle informazioni relative alla nostra identità.

Allontanandoci, almeno mentalmente, dagli scenari apocalittici proposti da Kim mi accingo a parlare di “Casa Spina” di Francesca Romana Pinzari, esposizione site specific – a cura di Francesco Paolo del Re e Sabino de Nichilo – che ruota attorno alla trasformazione della materia elementare, come i cristalli e le spine. Appositamente ideata per essere allestita all’interno di uno spazio casalingo e familiare, “Casa Spina” evoca l’idea di un ambiente domestico abbandonato ove a regnare sono solo i segni del tempo. In tutti i vani dell’appartamento aleggia un’aria nostalgica grazie ai numerosi interventi di Francesca su suppellettili di varia tipologia: dagli utensili per mangiare alle decorazioni pittoriche, dalle sedie ai lampadari. I semplici arredi domestici sono interpretati dall’azione manuale dell’artista che vi interviene inglobando, attraverso un lungo processo, cristalli – sinonimo del tempo che fugge – e spine, allegoria di sedimentate incomprensioni familiari. Una continua e costante metamorfosi che invade perfino le sue scarpe, immagine e autoritratto di sé stessa.
In quest’architettura, ideale e reale, l’osservatore rivive momenti di un passato indefinito grazie all’invasione pacifica di elementi naturali che, reimpossessandosi di luoghi a loro sottratti, danno origine a una vita nuova ed inaspettata ove memoria personale e collettiva si fondono.

“MEME IS MY CULTURE” di Wednesday Kim
a cura di Spazio Y
dal 22 febbraio al 08 maggio 2020
Spazio Y
via dei Quintili, 144 – 00175 – Roma
orario: su appuntamento
email: info@spazioy.com
sito: https://spazioy.com/

“Casa Spina” di Francesca Roma Pinzari
dal 22 febbraio al 30 aprile 2020
Casa Vuota
via Maia, 12, int.4A – 00175 – Roma
orario: su appuntamento
email: vuotacasa@gmail.com
sito: https://www.facebook.com/casavuotaroma/

Maila Buglioni

Storico dell’arte e curatore. Dopo la Laurea Specialistica in Storia dell’arte Contemporanea presso Università La Sapienza di Roma frequenta lo stage di Operatrice Didattica presso il Servizio Educativo del MAXXI. Ha collaborato con Barbara Martusciello all’interno dei Book Corner Arti promossi da Art A Part of Cult(ure); a MEMORIE URBANE Street Art Festival a Gaeta e Terracina nel 2013 e con il progetto Galleria Cinica, Palazzo Lucarini Contemporary di Trevi (PG). Ha fatto parte del collettivo curatoriale ARTNOISE e del relativo web-magazine. Ha collaborato con varie riviste specializzate del settore artistico. È ideatrice e curatrice del progetto espositivo APPIA ANTICA ART PROJECT. È Capo Redattore di Segnonline, coordinando l'attività dei collaboratori per la stesura e l’organizzazione degli articoli, oltre che referente per la selezione delle news, delle inaugurazioni e degli eventi d’arte. Mail maila@segnonline.it; maila@rivistasegno.eu