Pistoletto – La Pace Preventiva

Il labirinto è per tutte le culture simbolo di viaggio e trasformazione personale, di dualità mostro-virtù, del Minotauro che si cela in ogni persona. Bisogna essere pronti a scoprire un labirinto formato dal progressivo srotolarsi di cartoni ondulati sull’intera superficie, delle barriere fisiche, muri ideologici, porte aperte o chiuse che rendono difficile l’orientamento da parte di chi lo abita. Bisogna sviluppare la capacità di districarsi in questo percorso al fine di raggiungere la virtù e allontanarsi dal mostro attraverso un labor intus, un lavoro interiore.

È questo il messaggio del genio leggendario Michelangelo Pistoletto nella mostra inaugurata giovedì 23 marzo a Milano per celebrare i novanta anni che compirà il prossimo 25 giugno. La mostra è parte di Milano Art Week, organizzata dall’assessorato alla cultura del Comune di Milano, che in collaborazione con Miart ha creato una serie di esposizioni, eventi e attività, legando le principali istituzioni pubbliche e le fondazioni private della città. 

Pertanto, la sede espositiva che accoglie la produzione del maestro dell’Arte Povera non poteva che essere un luogo speciale. È stata scelta per l’occasione la prestigiosa Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale che funge da nucleo di una mostra, La Pace Preventiva, che non si limita a un solo sito ma prosegue nella città meneghina con tre installazioni in altrettanti musei civici: il Museo di Storia Naturale che ospita Adamo ed Eva, il Planetario Ulrico Heopli, in cui è esposto l’Autoritratto di stelle nella nuova versione lightbox, e l’Acquario che presenta Mar Mediterraneo – sedie Love Difference. L’itinerario prosegue poi verso piazza Duca d’Aosta dove è collocata l’opera permanente “La mela reintegrata”.

Ospiti alla conferenza stampa di mercoledì 22 marzo, tenutasi nella sala conferenze di Palazzo Reale, oltre l’artista, il curatore della mostra Fortunato D’Amico, l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi, il direttore del Palazzo Reale di Milano Domenico Piraina e Massimo Vitta Zelma, presidente di Skira.

Piraina ha spiegato come in ambito bellico si sia soliti parlare di guerra preventiva come atto necessario al raggiungimento della pace. Pistoletto ne capovolge la prospettiva: perseguire la pace per ottenere la pace, di modo che questa non sia solo una parentesi fra due guerre, ma lo stato naturale della nostra esistenza. L’artista biellese non si limita a fornire una soluzione ma definisce, in chiave ottimistica, come agire per perseguire quell’obiettivo che vede realizzabile a determinate condizioni. “La Pace Preventiva potrà essere conseguita solo mediante l’avvio di una prassi che coinvolga e renda partecipi tutti i cittadini nei processi di trasformazione e rigenerazione del pianeta, promuovendo la cultura dell’amare le differenze, senza la quale non sarà possibile uscire dal labirinto e liberarsi del mostro” ha affermato D’Amico.

Nella Sala delle Cariatidi prende vita un’installazione, ideata e creata dall’artista, in grado di favorire un’esperienza immersiva da parte del visitatore. Un tragitto disorientante fra i lavori iconici di Pistoletto, che accompagna a conoscere quell’itinerario di consapevolezza che gradualmente gli ha permesso di vedere “l’arte al centro di una trasformazione responsabile della società”, espressione che è l’alto compito della sua fondazione, Cittadellarte, costituita nel 1998 a Biella. Un’opera come contenitore di opere di speranza, di fiducia, dai quadri specchianti alla Venere degli stracci, fino alla Colomba della Pace, limpido richiamo alla Guernica che Pablo Picasso volle esporre esattamente settanta anni fa nello stesso Salone.

L’umanità ha oggi a disposizione uno strumento formidabile per instaurare la Pace Preventiva: La Formula della Creazione di Michelangelo Pistoletto. Un’espressione matematica che fa contemporaneamente riferimento al passato considera il presente e proietta nel futuro, capace di sintetizzare le ricerche individuali e collettive, condotte dall’artista e dalla sua organizzazione. Un concetto riassumibile nel simbolo del Terzo Paradiso, una riconfigurazione del segno matematico d’infinito, che trasposto in numeri rivela che 1+1=3, permutabile con Io + Tu= Noi. Tutti Noi siamo responsabili della società che creiamo.

“Milano è orgogliosa di ospitare questa mostra e di omaggiare un grande maestro dell’arte italiana per il quale l’arte non è solo strumento di espressione individuale ma mezzo per favorire la creazione di un fenomeno collettivo che possa creare un nuovo futuro” ha concluso l’assessore Sacchi.