Mutazioni e Liturgie. Alabastro di Spirito, Matteo Bosi e l’Arte Relazionale

Mutazioni e Liturgie a Cesena: Riflessioni sull’Arte Relazionale, sculture ‘Mutanti’ di Alabastro di Spirito e ‘liturgia fotografica’ di Matteo Bosi trasformano il banale in straordinario, riflettendo sul cambiamento e sulla memoria attraverso nuove prospettive artistiche.

Nella quiete della Chiesa di San Zenone a Cesena, si apre un varco verso l’infinito dell’arte contemporanea con Mutazioni e Liturgie. Questa mostra non è solo un’esposizione di opere d’arte, ma un’esperienza di trasformazione e contemplazione. Attraverso le sculture evocative di Alabastro di Spirito e le narrazioni visive di Matteo Bosi, la mostra esplora la metamorfosi umana e il significato profondo della ritualità quotidiana. Curata da Azzurra Immediato, l’esposizione invita il pubblico a immergersi in un viaggio di scoperta e introspezione, dove ogni opera diventa un punto di connessione tra passato, presente e futuro.

Mutazioni e Liturgie, Alabastro di Spirito e Matteo Bosi, Chiesa di San Zenone, Cesena

L’atmosfera di sacralità si mescola con l’effimero della creatività umana in questo progetto, che non è soltanto una esposizione di opere d’arte, ma un’incarnazione dell’Arte Relazionale nella sua forma più profonda e significativa.

Alabastro di Spirito, con le sue sculture “Mutanti”, trasforma materiali di riuso in figure tridimensionali che rappresentano non solo la trasformazione estetica, ma anche un’evoluzione concettuale. Ogni Mutante è un’entità che vive e respira, un simbolo di resilienza e rinascita. Attraverso l’uso creativo di materiali abbandonati, Alabastro di Spirito sfida le convenzioni artistiche tradizionali, invitando il pubblico a riflettere sul significato del cambiamento continuo e della rinascita attraverso la metamorfosi delle forme e dei significati.

Mutazioni e Liturgie, Alabastro di Spirito e Matteo Bosi, dettaglio opere di Alabastro di
Spirito

Accanto alle opere del primo artista, Matteo Bosi introduce il concetto di “liturgia fotografica”. Manipolando immagini d’archivio con tecniche di ritaglio, collage e dipintura, Bosi crea opere che fungono da ponte tra passato e presente. Le sue fotografie non sono semplici documenti storici, ma narrazioni visive che esplorano la memoria collettiva e individuale. In questo dialogo tra tempi e dimensioni diverse, Bosi invita il pubblico a esplorare il concetto di ritualità quotidiana, trasformando gesti comuni in atti sacri di introspezione e comprensione.

Mutazioni e Liturgie, Alabastro di Spirito e Matteo Bosi, dettaglio opere di Matteo Bosi

Azzurra Immediato, la curatrice di questa mostra visionaria, ha orchestrato un’esposizione che va oltre il mero confronto estetico, dove le opere non sono semplicemente esibite, ma diventano catalizzatrici di riflessioni profonde sulla natura umana e sulla sua continua evoluzione. Attraverso l’arte, i due artisti hanno proposto una sorta di rituale collettivo di esplorazione e comprensione, nel quale ogni visitatore è invitato a riconsiderare il proprio rapporto con il tempo, la memoria e la metamorfosi.

Mutazioni e Liturgie si presenta quindi non solo come un’occasione per ammirare opere d’arte preziose, ma come un’esperienza di trasformazione personale e collettiva. In un’epoca caratterizzata da rapidi cambiamenti e incertezze, questo progetto offre un rifugio di significato e una via per riconnettersi con l’essenza più profonda dell’umanità. Attraverso le visioni di Alabastro di Spirito e Matteo Bosi, Mutazioni e Liturgie invita a contemplare il passato, ad esplorare il presente e ad immaginare il futuro, aprendo nuove prospettive sulla nostra comprensione del mondo e di noi stessi.

Alabastro di Spirito e Matteo Bosi non solo esplorano la trasformazione materiale e concettuale attraverso le loro opere, ma ci guidano in un viaggio più profondo nella natura umana e nella sua costante ricerca di significato. Attraverso le sculture “Mutanti” di Alabastro di Spirito, che celebrano il cambiamento e la rinascita usando materiali di riuso, e le “liturgie fotografiche” di Matteo Bosi, che rivitalizzano il passato con nuove interpretazioni, la mostra diventa un vero rito condiviso di esplorazione dell’identità individuale e collettiva.

Ogni opera e la loro diarchia invita a riflettere sul nostro rapporto con il tempo, la memoria e la percezione della realtà, ricordandoci che la mutazione non è solo un processo fisico, ma anche un’esperienza spirituale e culturale in grado di connetterci al fluire incessante della vita. Attraverso l’arte, possiamo reinterpretare il nostro passato, reinventare il nostro presente e immaginare un futuro più consapevole e significativo.

In un mondo che spesso sembra dominato dall’effimero e dal fugace, Mutazioni e Liturgie ci offre un’oasi di contemplazione e comprensione. Ci invita a esplorare il potere trasformativo dell’arte e a riconsiderare il nostro ruolo nell’universo in costante evoluzione. Attraverso la visione di Alabastro di Spirito e Matteo Bosi, impariamo che ogni mutazione è un’opportunità per crescere, per abbracciare l’ignoto e per celebrare la bellezza del cambiamento continuo, un invito a esplorare la nostra umanità in tutte le sue sfaccettature, a riscoprire la sacralità della vita quotidiana e a celebrare la perpetua danza della trasformazione.

Mutazioni e Liturgie, Alabastro di Spirito e Matteo Bosi, Chiesa di San Zenone, Cesena

Alabastro di Spirito | Matteo Bosi – MUTAZIONI E LITURGIE
CHIESA DI SAN ZENONE
Contrada Uberti, 6, 47521 Cesena FC
Opening venerdì 14 giugno ore 17.30
Dal 14 al 23 giugno 2024
Orari di apertura della mostra 
venerdì sabato e domenica dalle 17.00 alle 21.00
visite guidate su appuntamento 333 6730220
Modalità di accesso: Gratuita
Curatela
Azzurra Immediato
Patrocini
Comune di Cesena
Diocesi di Cesena

Roberto Sala

Editore, graphic designer e fotografo d’arte, dal 2012 è docente di Metodi e tecniche dell'arte-terapia presso l'Accademia di Brera nel corso di laurea specialistica di Teorie e pratiche della terapeutica artistica. Direttore della casa editrice Sala Editori specializzata in pubblicazioni d’arte e architettura, affianca alla professione di editore quella di grafico, seguendo in tempi recenti l’immagine coordinata delle più importanti manifestazioni culturali della città di Pescara fra le quali si segnalano: Funambolika e Pescara Jazz. Dal 1992 è Art Director della Rivista Segno per la quale dal 1976 ha ricoperto diversi ruoli e incarichi. Dal 2019 è Direttore Editoriale di Segnonline per il quale traccia la linea politica e di sviluppo del periodico. roberto@segnonline.it